Grotta Nuova

  • tipologia:
    Grotta naturale
  • quota:
    145m
  • anno:
    0


Condividi:

Grotta Nuova

Descrizione -
dislivello: + 25/-11 m - sviluppo planimetrico: 603 m
La grotta si apre con una grande dolina di crollo di circa 10 m di diametro e profonda 10 m, localizzata a metà del ripido versante che
scende verso il Fiora. Sul fondo della dolina si intercetta una grande galleria
in discesa col fondo occupato da un accumulo di grossi blocchi di frana
coperti da abbondante sedimento argilloso.
Disceso il conoide, dopo una trentina di metri, si incontra un corso
d'acqua perenne che verso valle scompare subito tra i massi della frana
(-11 m, punto B).
Risalendo invece il corso d'acqua verso monte, si può proseguire
tramite un passaggio basso lungo il torrente oppure scavalcare i blocchi
di frana; si entra quindi in una galleria, inizialmente larga una decina di
metri e alta altrettanto, con andamento pressoché rettilineo, a parte alcune
ampie curve, quasi priva di concrezioni; il torrente scorre quasi sempre su
un letto fangoso.
Dopo un centinaio di metri (punto C), la galleria si riduce fino a meno
di 1 m di altezza ed assume una sezione subcircolare o ellittica; forse
durante l'inverno questo passaggio è soggetto a temporanee sommersioni.
Dopo una quindicina di metri il soffitto si alza di nuovo fino ad un
paio di metri; la galleria ora prosegue piuttosto ampia (3-4 m di larghezza)
con andamento meandreggiante, per circa 70 m fino ad una sala di crollo
(punto D) che si allarga lateralmente (diametro di una dozzina di metri).
Oltre la sala, la galleria prosegue con le stesse caratteristiche del tratto
precedente; dopo altri 70 m si incontra un?altra sala di grandi dimensioni,
lunga 40 m e larga 7, con la volta alta almeno 10 m, occupata interamente
da una frana di blocchi, tra i quali bisogna trovare il passaggio per proseguire.
Superata la frana, si continua nella galleria per altri 160 m, fino a
raggiungere un punto dove l?acqua fuoriesce dal detrito che ingombra il
pavimento. Ci troviamo ora in un grande ambiente, largo 15 m e lungo
una quarantina, originato da una frana sulla quale si risale per oltre 25 m
lateralmente alla galleria principale; alla sommità (punto H, + 25 m) il pavimento
è coperto da un deposito di guano di notevole spessore. Dalla base
del salone, tramite angusti passaggi fra massi, si raggiunge una nuova
sala di una decina di metri di diametro, alta 15 m, sul fondo della quale si
ritrova l'acqua (punto I). Si avanza quindi in una galleria per una trentina di
metri; la volta si abbassa fino a 1 m, finché una nuova frana sbarra definitivamente
il cammino; dalla base dell?accumulo detritico filtra l'acqua (punto
Grotta Nuova: il passaggio basso a metà della galleria (foto G. Mecchia)
J). Risalendo quest'ultima frana si arriva in una saletta chiusa (punto K). In
questo tratto finale della galleria il torrente scava nel banco di travertino
fino a raggiungere i tufi sottostanti.

Stato dell'ambiente -
La grotta è stata molto frequentata, sia in epoca lontana che in tempi
recenti (scavi archeologici). A partire dall?anno dell'inizio della frequentazione
dei gruppi speleologici (1976), il numero complessivo di visite è
stimabile in diverse centinaia. Lo stato dell'ambiente più interno appare
integro, anche per le particolari caratteristiche delle grotte nei travertini
(franosità, abbondanza di materiali terrosi) e per la presenza di un torrente
(azione dilavante), che rendono meno percepibili gli effetti ambientali
derivanti da un lato dalla frequentazione, dall'altro dalle caratteristiche di
vulnerabilità proprie di una grotta situata a pochi metri dalla superficie agricola.
E' in ultimo da ricordare che in questa galleria trova, probabilmente,
recapito l'acqua inquinata della grotta il Bucone.

Note tecniche -
Non sono necessarie attrezzature. Nei periodi di pioggia la galleria si allaga in vari punti.

Storia delle esplorazioni -
La grotta è conosciuta da sempre. Nel 1949 venne esplorata parzialmente da archeologi fra cui F. Rittatore Vonwiller, e l'anno successivo L. Cardini
e E. Tongiorgi effettuarono alcuni scavi. Nel 1976 sono state completate le esplorazioni, sempre da parte di archeologi. Nel tratto iniziale della
grotta è stato rinvenuto materiale paletnologico; data l'importanza e l'originalità dei ritrovamenti, la Grotta Nuova ha dato il nome ad un "aspetto" particolare delle culture dell'età del Bronzo. Venne utilizzata come luogo
di culto dall'epoca del Bronzo Antico a quella del Bronzo Recente (secoli XVIII - XIII a.C. circa; NEGRONI CATACCHIO, 1981 e 1983). I reperti sono esposti
nel Museo Fiorentino di Preistoria e negli Antiquarium comunali di Ischia di Castro e Farnese.

Itinerario -
Da Farnese si prende la strada per Pitigliano (GR). Dopo circa 7 km si imbocca la strada a sinistra che porta alle rovine di Castro e a Manciano
(GR). Dopo 4,7 km, poco prima del ponte sul Fiume Fiora, si svolta in una
strada bianca a sinistra, che porta a Canino, e la si percorre per meno di
un chilometro fino ad una cabina elettrica poco sotto la strada. Si lascia la
macchina 50 m più avanti, dove sulla sinistra parte un ripido sentiero in salita affiancato da un tubo, che si deve seguire per un centinaio di metri
(+30 m di dislivello); quindi si piega a sinistra fra i cespugli e dopo 15 m ci si affaccia sulla grande dolina d'ingresso (15 minuti di cammino).

Bibliografia
Le grotte del Lazio. I fenomeni carsici, elementi della geodiversità - www.parchilazio.it


Grotta NuovaGrotta Nuova

Indirizzo:
SP109, 01010 Ischia di Castro VT, Italy

Tour per i Soci