Torraccio della Cecchina
-
tipologia:
Sepolcro / Tomba
-
quota:
41m -
anno:
150 -
epoca:
Imperiale
Torraccio della Cecchina
Il sepolcro a tempio, a pianta quasi quadrata, cosiddetto Torraccio della Cecchina prende il nome dall'omonima famiglia che era proprietaria nel Rinascimento del fondo in cui si trovava.
Il sepolcro è anche conosciuto come Spuntapietra o Spuntapiedi.
L'edificio a pianta quasi quadrata (m 5,50x5,80) è a due piani: l'esterno è contraddistinto da una bella cortina laterizia rossa e gialla, quest'ultima utilizzata per le zone angolari e per evidenziare le ripartizioni delle decorazione. à andata perduta la trabeazione, il frontone, ed il Titulus (iscrizione dedicatoria), il quale doveva trovarsi tra le due finestrelle strombate, conservate e visibili insieme alla traccia di festone a foglie lanceolate di laterizio giallo e pietra vulcanica. Sul lato posteriore del sepolcro è conservata una scala che dava accesso alla camera sepolcrale superiore coperta da una volta a vela su pennacchi emisferici. Nell'interno si riconoscono nicchie rettangolari e strette aperture che insieme alle due finestrine di facciata davano luce all'interno.
Dal lato opposto rispetto alla strada si accede nell'ambiente inferiore attraverso un piccolo vestibolo: la camera sepolcrale è coperta con volta a crociera, ed illuminata da due piccole finestre strombate. Su ciascun lato sono nicchie per la deposizione dei defunti, rettangolari, eccetto quella del lato Nord-Est che è semicircolare.
Per la copertura del monumento si può ipotizzare un tetto a doppio spiovente, direttamente impostato sull'estradosso della volta a vela, che è alleggerita da vuoti anulari ricavati negli angoli, coperti da tegole collocate alla cappuccina.
Il sepolcro cd Torraccio della Cecchina rientra nella tipologia degli edifici funebri a tempio ampiamente diffusi nell'area urbana e suburbana di Roma verso la metà del II secolo, caratterizzati oltre che dalla sovrapposizione di camere sepolcrali, anche da un acceso decorativismo realizzato mediante l'utilizzo di mattoni di differenti colori e da lastre fittili in bassorilievo.
In epoca medievale fu trasformato in una torre di guardia.
Il sepolcro è anche conosciuto come Spuntapietra o Spuntapiedi.
L'edificio a pianta quasi quadrata (m 5,50x5,80) è a due piani: l'esterno è contraddistinto da una bella cortina laterizia rossa e gialla, quest'ultima utilizzata per le zone angolari e per evidenziare le ripartizioni delle decorazione. à andata perduta la trabeazione, il frontone, ed il Titulus (iscrizione dedicatoria), il quale doveva trovarsi tra le due finestrelle strombate, conservate e visibili insieme alla traccia di festone a foglie lanceolate di laterizio giallo e pietra vulcanica. Sul lato posteriore del sepolcro è conservata una scala che dava accesso alla camera sepolcrale superiore coperta da una volta a vela su pennacchi emisferici. Nell'interno si riconoscono nicchie rettangolari e strette aperture che insieme alle due finestrine di facciata davano luce all'interno.
Dal lato opposto rispetto alla strada si accede nell'ambiente inferiore attraverso un piccolo vestibolo: la camera sepolcrale è coperta con volta a crociera, ed illuminata da due piccole finestre strombate. Su ciascun lato sono nicchie per la deposizione dei defunti, rettangolari, eccetto quella del lato Nord-Est che è semicircolare.
Per la copertura del monumento si può ipotizzare un tetto a doppio spiovente, direttamente impostato sull'estradosso della volta a vela, che è alleggerita da vuoti anulari ricavati negli angoli, coperti da tegole collocate alla cappuccina.
Il sepolcro cd Torraccio della Cecchina rientra nella tipologia degli edifici funebri a tempio ampiamente diffusi nell'area urbana e suburbana di Roma verso la metà del II secolo, caratterizzati oltre che dalla sovrapposizione di camere sepolcrali, anche da un acceso decorativismo realizzato mediante l'utilizzo di mattoni di differenti colori e da lastre fittili in bassorilievo.
In epoca medievale fu trasformato in una torre di guardia.




