Tor de'Conti

  • tipologia:
    Torre
  • quota:
    21m
  • anno:
    862
  • epoca:
    Medioevale


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Tor de'Conti

Questa torre faceva parte del complesso fortificato della famiglia Conti (che si divideva in tre rami: di Tuscolo, di Segni e di Poli) ed era conosciuta nel Medioevo per la sua maestosità anche come Turris Maior. In effetti quello che noi vediamo (alt. m. 29) è soltanto il basamento della torre. Tutto il resto è crollato a causa di terremoti (soprattutto quelli del 1348, 1630 e 1644). In origine essa doveva superare in altezza i 50-60 metri.

Il primo nucleo fortificato sorse sui resti di una delle quattro esedre del Forum Pacis a opera di Pietro dei Conti di Anagni, sotto il pontificato di Niccolò I (858-867). La realizzazione del primitivo corpo turrito (ancora affiorante sul lato di via dei Fori Imperiali) fu seguita da un'opera di ampliamento che foderò (su disegno di Marchione Aretino) nel 1203 la fabbrica precedente. Nelle intenzioni dell'allora papa Innocenzo III (Giovanni Lotario dei Conti di Segni: 1198-1216) la torre doveva rappresentare il potere ecclesiastico e tutelava le processioni papali da S. Pietro al Laterano. Innocenzo III è ricordato come un papa assai generoso, perché dotò Roma di molti edifici, fra cui l'ospedale di S. Spirito in Sassia, costruito a sue spese. Questo ospedale fu costruito proprio per mettere a tacere le critiche sorte sull'erezione di questa torre: infatti essa, nonostante fosse intestata a Riccardo, fratello di Lotario, era stata costruita con i fondi della Chiesa. Nello stesso 1203, a seguito di tumulti popolari, la torre diveniva di proprietà del Senato di Roma; soltanto nel 1205 tornò in possesso dei Conti.

Restaurata nel 1209, la torre subì nuovi danni in occasione di un terremoto del 1231, mentre un altro terremoto ancora più violento, nel settembre 1348, provocò la caduta al suolo della sommità della torre. Nel 1370 la proprietà passò al ramo cadetto dei Conti di Poli, ai quali rimase sino al sec. XVIII. Ancora due crolli si ebbero nel 1630 e nel 1644.
La torre era composta da tre corpi di fabbrica, uno dentro l'altro. Lo sviluppo in altezza avveniva a cannocchiale e constava di tre parti. A pianta quadrilatera irregolare, presenta inferiormente un alto basamento a scarpata a fasce di selce e scaglie dei marmo (si noti che sul lato ovest, interamente di restauro, le bande sono in ordine inverso, a sottolineare la non originalità). Sopra il basamento, il corpo della torre si restringe ed è rinforzato da due robusti contrafforti per lato, ormai privi del coronamento ad arco. La torre era poi rivestita di travertino, che però fu asportato per essere utilizzato a Porta Pia (1561).

Su via Tor de' Conti è infissa un'epigrafe (vedi scheda dedicata). Tra XVII e XIX secolo la torre, diroccata e abbandonata, fu utilizzata come fienile e come deposito di carbone. Nel 1884 si pensò di demolire la torre per costruire al suo posto un edificio simile a Palazzo Vecchio di Firenze, che avrebbe dovuto fungere da Museo. Per fortuna non se ne fece niente.

Accanto alla Tor de' Conti, sulla via omonima, si conserva una casetta rivestita in tufelli databile al XIV secolo. L'edificio ha subito un pesante restauro intorno al 1939, che per fortuna non ha completamente cancellato la possibilità di verificare la tessitura, il colore e la confezione della cortina muraria.
Tor de'Conti

Indirizzo:
Largo Corrado Ricci

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