Ostia antica - Mitreo di Felicissimo

  • tipologia:
    Mitreo
  • quota:
    3m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Imperiale


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Ostia antica - Mitreo di Felicissimo

Uno dei più notevoli mitrei di Ostia Antica, per l'ottimo stato di conservazione e per il ricco corredo iconografico che lo contraddistingue, è senza dubbio quello cosiddetto di "Felicissimo" (regio V, insula IX), dal nome del suo costruttore che conosciamo grazie alla firma che ha apposto nel mosaico pavimentale. Tra l'altro, è anche uno dei pochi a libero accesso per il visitatore.
Troviamo all'ingresso tre figure più grandi, che accolgono l'adepto e lo preparano prima di accedere all'interno. La figura centrale rappresenta un grande vaso a due manici. Alla sinistra, un po' più decentrato, è posto un doppio cerchio con tondo centrale: probabilmente indicava un punto in particolare dove era posto un oggetto ben preciso, forse proprio il vaso raffigurato accanto, una vasca lustrale per le abluzioni rituali. Alla destra, invece, è posta un'ara infuocata, decorata con un motivo a triplice quadrato (un richiamo alla forma della Triplice Cinta?). Sopra il vaso, due copricapo a forma di cappuccio sormontati da una specie di nappa a forma di croce: essi, probabilmente, segnavano la posizione dei due dadofori, Cautes e Cautopates, che si trovavano sempre all'ingresso dei mitrei. Da questo punto in poi, per tutta l'estensione dell'edificio, si diparte una lunga scala con sette gradini, che raggiunge l'altare dall'altro lato della sala. In ciascun riquadro tra un "piolo" e l'altro, si trova una raffigurazione simbolica degli attributi di ciascun grado nella corrispondente gerarchia del rito mitraico.
Nel primo riquadro, relativo al grado di Corvo (Corax), abbiamo una raffigurazione di questo animale, una coppa, come simbolo offertoriale (ricordiamo che l'adepto al primo grado avanzava ritualmente verso il Pater recando in mano una coppa), ed il Caduceo, attributi del dio Mercurio, a cui il primo grado è consacrato.
Il successivo riquadro rappresenta il grado di Ninfo (Nymphus), detto anche il Nascosto. Curiosamente, in onore al suo nome, è qui parzialmente abraso, per cui almeno una delle tre figure rappresentate oggi non è più visibile. Tra le altre due, si notano una specie di piccola patera, ed un diadema in forma di corona, attributo della dea Venere che presiede a questo grado.
Segue il grado di Milite (Miles) che non poteva che essere governato dal dio della guerra, Marte. L'elmo e la lancia sono i due attributi che lo contraddistinguono, mentre il terzo raffigura una specie di borsa, o bisaccia, da viaggio.
Il Leone (Leo) è il grado successivo, consacrato a Giove. Nel riquadro sono presenti una saetta, attributo principale del dio, un attizzatoio, per ravviare il fuoco sacro, ed uno strano oggetto che è stato identificato come un sistro, un antico strumento musicale rituale, noto anche in Mesopotamia ed in Egitto (strumento sacro alla dea Iside).
Il quinto riquadro rappresenta il grado di Persiano (Perses), dominato dalla Luna, di cui vediamo il simbolo. Gli altri due sono una spada corta e tozza, tipica proprio dei soldati persiani, ed una falce. Questi elementi, non comuni alle più usuali raffigurazioni in contesti legati al culto di Mitra, sembrerebbero riferirsi ad un evento leggendario ben preciso, tramandato nell'antichità. Si narrava, infatti, che il re dei Persiani Ciro, in vista di un imminente attacco da parte dei Medi, per sollevare il morale del suo popolo e dei suoi soldati, incitandoli alla resistenza ed al combattimento, li fece radunare tutti in una grande radura e li costrinse a falciare via tutta l'erba, per ore ed ore di seguito, di giorno e di note, senza sosta. Al termine della spropositata impresa, il re chiese al popolo se era contento della fatica imposta, perché, egli spiegò, se avessero vinto i Medi, è proprio quello che gli sarebbe stato imposto per il resto della loro vita di schiavi. A quanto pare, l'espediente fu davvero convincente perché si tramanda che l'attacco dei Medi venne respinto ed i Persiano conservarono la loro indipendenza.
Nel sesto grado si celebra l'Eliodromo, o "Corriere del Sole" (Heliodromos), che è appunto governato da questo astro come mostra la corona solare presente nella raffigurazione. Si noti il numero dei raggi della corona: sono sette, come i gradi di iniziazione. Gli altri attributi sono una frusta, per spronare i cavalli, ed una grande torcia accesa, calore e luce insieme, che simboleggia proprio l'azione benefica dell'astro solare.
L'ultimo grado è quello di Padre (Pater), ed è governato da Saturno, dio agreste delle messi, di cui il falcetto per la mietitura è uno dei simboli principali. Abbiamo inoltre un elmo, o berretto frigio, una lancia ed un piccolo recipiente a coppa.
Ostia antica - Mitreo di Felicissimo

Indirizzo:
Viale degli Scavi, 717, 00119 Roma RM, Italia

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