Il quartiere sotterraneo di via in Arcione

  • tipologia:
    Domus
  • quota:
    25m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Imperiale


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Il quartiere sotterraneo di via in Arcione

Il complesso sotterraneo di via in Arcione è uno dei complessi più ampi e meno conosciuti del centro storico di Roma: scavato tra il 1969 ed il 1973 in occasione della costruzione di un parcheggio sotterraneo multipiano, si trova nel rione Trevi tra via dei Maroniti e via in Arcione.

È indicato anche come "complesso dei Maroniti". Gli scavi hanno portato alla scoperta di una vasta area archeologica estesa per circa 1540 m2, che comprende una insula, tabernae, una dimora signorile e un edificio dalla struttura complessa e più volte rimaneggiata di destinazione tuttora indefinita.

Fra gli edifici si sono conservate due strade basolate. La varietà delle tecniche edili testimonia dei progressi in questo campo e anche del dinamismo immobiliare dell'epoca.
Questo complesso è uno tra i maggiori esempi di urbanistica regolare, con strade che si incrociano ad angolo retto, che caratterizzava gran parte della VII Regione augustea.

Il primo edificio del complesso, situato all’estremità occidentale, è costituito da un’ala di un’abitazione a carattere intensivo (insulae) del III secolo d.C., le cui parti si sviluppavano attorno a un cortile centrale porticato.


Al piano terreno vi era una fila di tabernae: in una sono ancora visibili le tracce della scala per i piani superiori, dove erano gli ambienti abitativi. Dalla parte opposta della via, davanti all’ingresso dell’insula, vi sono i resti di una fontana pubblica utilizzata certamente dagli inquilini del caseggiato.

Ad est dell’insula vi è la seconda costruzione del complesso, interamente compresa tra le due strade del quartiere, che ne condizionarono lo sviluppo planimetrico.
Si tratta di una struttura dalla pianta allungata e caratterizzata da più fasi costruttive. In origine, l’edificio era costituito da un’ampia sala con le pareti decorate e pavimenti marmorei.
Addossata al lato occidentale è una lunga vasca, delimitata da un muretto rivestito di marmi, sul quale poggiavano pilastrini e gruppi scultorei.
In una seconda fase edilizia fu costruita un’abside aderente alla parete ovest, mentre sull’altro lato fu ricavato un lungo ambulacro interno che collegava la parte sud dell’aula stessa con altri ambienti dell’edificio. In questo periodo fu rifatta la pavimentazione e furono ricoperte di lastre di marmo anche le pareti.

L’ultimo edificio a est, separato dal precedente dalla seconda strada, offre l’esempio di una grande domus, costituita da numerosi ambienti di vario tipo, tra i quali si notano ampie sale di rappresentanza.
La casa, costruita su un’area già occupata da strutture precedenti e riferibile, per quanto riguarda l’ultima sistemazione, all’inizio del IV secolo d.C., doveva avere l’ingresso principale su una strada che correva a est del complesso. La parte scavata è composta da una serie di ambienti disposti sui due lati di un’ampia sala centrale, caratterizzata da un ingresso «a forcipe».
L’ala settentrionale della casa doveva costituire la parte più ricca dell’intero edificio. Su questo lato infatti, a nord della sala absidata, vi sono alcune stanze di ridotte dimensioni ma con i pavimenti e le pareti rivestiti di marmi di vari colori; un’altra ampia sala era divisa in tre navate, con un’abside a ferro di cavallo.

Davanti all’aula absidata centrale vi è un altro gruppo di ambienti, con pavimenti in opus sectile e in mosaico, ma con le pareti più modestamente decorate a «finto marmo». Di un altro settore della casa, a sud della grande aula absidata e in gran parte non scavato, si conservano pochi resti di murature e parti di pavimenti a mosaico bianco nero.


Il complesso di via in Arcione - Foto di Roberto LucignaniIl complesso di via in Arcione - Foto di Roberto LucignaniIl complesso di via in Arcione - Foto di Roberto LucignaniIl complesso di via in Arcione - Foto di Roberto Lucignani

Indirizzo:
Via in Arcione, 107, 00187 Roma RM, Italia

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