Grotta di Santa Lucia

  • tipologia:
    Grotta naturale
  • quota:
    448m
  • anno:
    0


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Grotta di Santa Lucia

Descrizione -
dislivello: - 105/+15 m - sviluppo planimetrico: 120 m
L'unico accesso alla grande caverna di Santa Lucia è un foro sulla volta, aperto accidentalmente
durante i lavori di scavo sulla parete della cava esterna. Il foro è alto circa 7 m e largo altrettanto, con
sezione squadrata. Sul ciglio occidentale è ben evidente la stratificazione, orientata N-S e immergente
40° verso Est. Affacciandosi nel foro si può vedere gran parte dell?imponente salone.
La calata, 40 m, è tutta nel vuoto; scendendo, le pareti quasi immediatamente si allontanano fino
a 15-20 m sul lato più vicino.
Il salone ha una volta a cupola e una pianta vagamente ovoidale, con l'asse maggiore lungo 90
m e il minore 55 m. Il volume del salone, calcolato fino alla sommità della seconda verticale, è di circa
100.000 m3.
La verticale di discesa nella caverna termina su un ripido pendio franoso che si getta in un
imponente pozzo (che non può essere sceso direttamente, per il rischio di crolli). Traversato il
ghiaione verso la parete più vicina, e più facilmente accessibile, si raggiunge il bordo del salone,
presso la parete Est. La sala è costituita da un grande imbuto detritico, intorno al quale è possibile
camminare costeggiando le pareti. Dall'approdo presso la parete Est si può scendere, sempre accostati
alla parete, verso l'imbocco del secondo pozzo, oppure si può salire verso una grande colonna
stalagmitica (alta 3-4 m e larga 1,8 m), nella zona più alta della sala. Da qui, continuando ad aggirare
l'imbuto, si scende verso la parete Ovest, impostata su una frattura orientata N-S e immergente 60°E.
Sulla verticale del punto 9 del rilievo si osserva un grande "occhio nero" a 30 m di altezza. La parete
è stata risalita in artificiale e al di sopra dell'"occhio" sale una bella galleria a sezione circolare con le
pareti coperte da depositi gessosi, che raggiunge un piccolo ambiente riccamente concrezionato con
lunghi "capelli d'angelo" (+ 15 m, punto 22).
Le pareti della caverna sono attraversate da numerose fratture variamente dirette. I sistemi
strutturali principali sembrano avere giacitura N50-70°W (immersione verso N) e N-S o NNE-SSW
(immersione 60-70°NE).
Il concrezionamento assume forme diverse, con stalagmiti, concrezioni a cavolfiore e vaschette
sul pavimento, stalattiti e colate calcitiche sulle pareti. Caratteristiche le bellissime stalattiti a spaghetto,
che in una nicchia sul lato Nord della sala raggiungevano anche i due metri di lunghezza, ma che ormai
sono state interamente distrutte. Nella sala, l'ingresso della luce, avvenuto nel 1967, ha dato inizio al
deterioramento del concrezionamento e allo sviluppo di muschio, che copre alcuni tratti di pavimento
nelle zone più illuminate e più ricche di acqua di stillicidio.
Il secondo pozzo è addossato alla parete Sud della sala; alla fine dell'imbuto detritico, dove la
pendenza diviene quasi verticale, la sezione orizzontale è quasi circolare con un diametro di circa
25 m. Dal ciglio Ovest la profondità è di 60 m, mentre dal ciglio Est, più comodo per la discesa, la
profondità è di 45 m fino alla sommità del pendio detritico posto alla base del salto.
La discesa del pozzo è resa pericolosa dall'instabilità del detrito che costituisce il ripido imbuto
sovrastante il pozzo; qualsiasi pietra che cada dalla volta e ogni oggetto gettato dall'imbocco viene
convogliato nel P45. La calata nel pozzo è resa ancora più rischiosa dalla franosità di alcuni tratti delle
pareti.
La base del pozzo, circolare con diametro di 15 m, è costituita da un pendio di detrito e blocchi,
con quel che resta di frigoriferi, copertoni, motociclette ed altro di chiara provenienza esterna. La
grande frana di fondo (-105) chiude ermeticamente la grotta.
Non si osservano correnti d'aria. L'attività idrica è limitata allo stillicidio in alcuni punti localizzati
nel salone. Si è constatato che di tanto in tanto avvengono crolli di blocchi dalla volta, infatti il fenomeno
che ha portato all'apertura della cavità è da considerarsi tuttora attivo.
Stato dell'ambiente -
A partire dal 1967, anno della scoperta, la grotta è stata oggetto di diverse centinaia di
discese.
Alla dismissione della cava, conseguente al crollo che ha portato alla luce la cavità, non
sembra aver fatto seguito alcuna azione di ripristino ambientale. L'esposizione agli agenti atmosferici,
conseguente all'apertura per crollo della volta, ha comportato un inarrestabile degrado dello stato
originario delle pareti e delle concrezioni (suggestive stalattiti conosciute come "capelli d'angelo"). Alla
base del pozzo conclusivo si rinvengono rifiuti anche di notevoli dimensioni. Soltanto recentemente,
con l'istituzione della Riserva Naturale, il sito è stato recintato efficacemente.
Occorre infine sottolineare che l'eccezionalità dell'evento che ha portato alla scoperta
della grotta, non è stato per nulla compreso; la mancanza di immediate ed efficaci azioni di tutela
(protezione dalla luce e dagli altri agenti atmosferici, regolamentazione dell'accesso al sito e alla
grotta) ha comportato l'irrimediabile compromissione dello stato presente al momento della scoperta.
Lo stato dell'ambiente risulta quindi quello che inevitabilmente si produce in grandi cavità di questo
tipo in assenza di interventi di salvaguardia.
Note tecniche -
Pozzo d'ingresso di 40 m (corda 65 m), si arriva su un ripido e insidioso scivolo detritico che
va risalito a piedi rimanendo vincolati alla corda che va poi fissata alla comoda sommità dello scivolo. Il
successivo P45 (corda 70 m) si scende dal ciglio più basso, su parete franosa.
Storia delle esplorazioni -
L'imbocco si aprì nel marzo 1967, durante i lavori della cava, a causa del crollo della volta. Pochi
giorni dopo, il 22 e 23 marzo, la grotta venne esplorata dallo SCR (G. Saiza, I. Bertolani, A. Mariani,
A. Moretti, G. Pasquini) e URRI (W. Dragoni). Nell'ottobre-novembre 1998 il GSG ha risalito il ramo
ascendente sulla parete Ovest della sala.
Itinerario -
Dal belvedere di Sant'Oreste (Piazza Italia) si prende la strada per San Silvestro, e dopo poche
decine di metri si arriva ad un incrocio. Si imbocca la strada a destra, che poco dopo diventa sterrata;
dopo 500 m ad un bivio si continua in piano a sinistra. Percorsi ancora 400 m si svolta a sinistra in
una strada in salita; dopo 200 m si lascia la macchina in un piazzale presso una cava abbandonata. La
grotta si trova oltre una recinzione con cancello, sulla parete della cava.

Bibliografia
Le grotte del Lazio. I fenomeni carsici, elementi della geodiversità - www.parchilazio.it


Grotta di Santa LuciaGrotta di Santa Lucia

Indirizzo:
SP30/b, 43, 00060 Sant'Oreste RM, Italy

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