Grotta di Cittareale

  • tipologia:
    Grotta naturale
  • quota:
    1428m
  • anno:
    0


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Grotta di Cittareale

Descrizione -
dislivello: +25/-450 m - sviluppo planimetrico rilevato: 2650 m
La grotta di Cittareale è una grotta complessa, che si sviluppa su più
"piani" suborizzontali messi in comunicazione fra loro da una successione
di pozzi. Le esplorazioni sono ancora in corso in diversi rami, inoltre i tratti
già esplorati ma non rilevati sono numerosi. La descrizione che segue è
suddivisa nei principali rami della grotta.
DALL'INGRESSO AL FONDO "GIUGNO 1989"
L'ingresso è un pozzo profondo 15 m, con imboccatura del diametro
di 50 cm, poi largo circa 1,5 m. Dalla base si prosegue con un breve tratto
a scivolo, si risale quindi per 3-4 m una fessura (corda fissa) che porta
alla base di un saltino di circa 5 m, anch?esso da risalire su corda fissa. Da
sopra il salto si percorre una comoda galleria, molto asciutta e leggermente
ascendente, si traversa un pozzo (corda fissa) e si raggiunge, dopo una
sessantina di metri, la base di un camino (punto A), che porta al punto di
quota più elevata della grotta (+25). Proseguendo in avanti (ramo "del
Nocciolo"), cioè sempre verso NE (tutto il ramo è impostato lungo una
faglia orientata N30°E), la galleria inizia a scendere, con pendenza analoga
a quella di salita. Dopo una settantina di metri si traversa un pozzo ("del
Nocciolo") e poco più avanti si inizia a scendere un altro pozzo e, senza
scenderlo tutto, si risale una corda fissa che conduce in una saletta. Un
comodo cunicolo (con morfologia freatica come d'altra parte tutto il ramo)
porta all'imbocco (punto B) di una serie di pozzi profonda una quarantina
di metri (pozzi "Praga"), caratterizzata da forte stillicidio. Per giungere più
rapidamente al fondo "Giugno 1989" si traversa alla sommità dei pozzi
"Praga" e, tramite un foro sulla parete di fronte, si entra in un condotto
ortogonale a quello finora percorso (punto C).
Siamo entrati in un settore di grotta costituito da più piani suborizzontali
collegati da condotti freatici inclinati; questo sistema è impostato
su una evidente faglia orientata N70°W e inclinata di 50-70° verso nord.
Dal punto C si prosegue a destra (ESE) in una galleria discendente
(gli "Scivoli") con sezione tondeggiante, comoda e molto asciutta.
Dopo poche decine di metri è possibile scegliere fra due vie alternative:
proseguire in basso scendendo un salto, oppure entrare in un buco di
fronte (corda) ed entrare in un cunicolo parallelo (è questa la via in genere
preferita, chiamata ramo "delle Meteoriti").
Scendendo nel ramo "delle Meteoriti", si raggiunge anche (poco
prima di un traverso con sottostante salto) il basso imbocco di un cunicolo
orizzontale (è il ramo "degli Asteroidi"). Continuando, si scendono alcuni
saltini finché i due rami si ricongiungono alla sommità del pozzo "dell'Arco
Naturale". Si scende il pozzo per una decina di metri fino ad un masso
sospeso ("l'Arco Naturale"), raggiungendo così un livello sub-orizzontale,
sempre impostato sulla faglia.
L'"Arco Naturale" è situato nel mezzo di una grande galleria. Per
proseguire verso il fondo si devono risalire alcuni metri verso ovest con una
corda fissa (galleria "Nera"). La galleria è costituita da tratti ascendenti
alternati a pendii in discesa, per circa 100 m, fino ad una sala con un
pozzo (punto F). Da un masso posto nella sala partono due corde: una
sale leggermente, l'altra scende uno scivolo che poi si affaccia nel pozzo. Si
prende questa seconda corda e si arriva su uno sperone che taglia in due
l'ampio pozzo, profondo una ventina di metri; da qui si prosegue la discesa.
Il ramo "dell'Assassino" (non rilevato) prosegue con una serie di franosi
scivoli, in roccia instabile, fino ad un pozzo profondo una cinquantina di
metri. Dalla base (punto G) si scendono ancora alcuni salti e scivoli fino a
sbucare in un'ampia sala, che sprofonda in un pozzo di 50 m. Il pozzo ha
due bocche; guardandolo, si entra in quella di destra. Durante la discesa
di questo bellissimo pozzo si osserva un grande fuso parallelo, nel quale
si sente scendere una cascata d'acqua; questo fuso parallelo è chiuso
alla base e l'acqua della cascata va verso il fondo della grotta attraverso
passaggi non percorribili.
Dalla base del pozzo di 50 m parte una alta galleria in forte discesa
(scivolo con corda), nella quale, poco dopo la partenza, affluisce un
torrentello (con portata stimata in circa 5 l/s nel gennaio ?94). Lo scivolo
scende con forte pendenza per 60-70 m, poi l'inclinazione diminuisce, e
si continua a scendere in un ambiente largo fino a una decina di metri e
alto una ventina. Dopo altri 60 m la volta si abbassa, si entra in una sala
che rappresenta la base di un altro fuso, le pareti si chiudono, e l'acqua
filtra nel pavimento detritico, lasciando solo una pozza in superficie (fondo
"Giugno 1989", -450). Dal fuso della sala di fondo proviene una discreta
quantità d'acqua.
In tutta questa via, dall?ingresso al fondo, l?acqua si trova solo sui
pozzi "Praga", e immediatamente a monte di questi, e sotto il P50 e fino
al fondo; complessivamente, la grotta è molto asciutta, anche nei periodi
piovosi.
RAMO "DELLA SPINA" (FONDO -170) E NUOVA VIA AL FONDO "GIUGNO 1989" (-450)
Subito dopo la seconda risalita a partire dall?ingresso si entra nel
cunicolo di sinistra, che si affaccia sopra un P10. Sceso il pozzo, ci si infila
in una strettoia bagnata e scomoda che immette su un terrazzo, che è
l'inizio di un pozzo profondo 7 m. Sul fondo si apre una bella "finestra"
da cui parte un P65 (pozzo "Eku"). Dalla base del pozzo si percorre una
breve galleria che immette in una grande stanza (punto H), situata al fondo
di un grande pozzo dal quale arriva sempre uno stillicidio d'acqua.
Sulla parte opposta della base del pozzo inizia un canyon molto
bagnato, che si scende per circa 30 m, terminando all'inizio di una diaclasi
asciutta e lunga una quarantina di metri. All?inizio di questa diaclasi si
apre un primo pozzo di 25 m e, pochi metri più avanti, un altro di 20
m, entrambi interessati da un forte scorrimento d'acqua. Sceso questo
secondo pozzo è possibile infilarsi in un meandro e poi in un piccolo pozzo
(10 m), al termine del quale la volta si abbassa. Qui il condotto diventava
impraticabile e l'acqua si perdeva nel detrito della galleria (-170), finché
un recente lavoro di disostruzione ha permesso di superare una serie di
strettoie e quindi di accedere a nuovi pozzi, per un dislivello complessivo di
200 m (tratto non rilevato)
RISALITA DEL P50 DEL RAMO "DELLA SPINA" E VIA NUOVA AL FONDO "GIUGNO 1989" (-450)
Il pozzo del punto H è stato recentemente risalito per 50 m; alla sommità ci si immette in una
serie di pozzi discendenti, di dimensioni anche notevoli, e sempre bagnati. Alla fine di questa serie di
pozzi si raggiunge il fondo della grotta a -450 (questo ramo non è stato rilevato).
RAMO "DEL DRAGO"
Scesi una decina di metri del P65 (pozzo "Eku"), con un pendolo si arriva ad un grosso masso,
che costituisce il bordo di un pozzo parallelo. Si scende per circa 20 m e, dalla base, con una facile
arrampicata si raggiunge la sala "dell'Osso". Proseguendo per meandri e pozzi (tratto rilevato solo
in pianta, percorso I-J-K) si può tornare all'uscita della grotta chiudendo un anello molto interessante.
Dalla sala "dell'Osso" partono altre diramazioni che permettono di accedere a zone non ancora del
tutto esplorate.
RAMO "DI COMUNE ACCORDO"
Questo ramo, che si sviluppa al disotto del ramo "del Nocciolo", è raggiungibile tramite i pozzi
"Praga" e dopo aver sceso il P35 (pozzo "Butterfly"). Le gallerie sono asciutte, tranne alcune zone in
corrispondenza dei pozzi, dove c'è stillicidio.
GALLERIA "BIANCA" E RAMO "STE.MI."
Arrivati all'"Arco Naturale" si prende l'evidente galleria "Bianca" (nel verso opposto alla galleria
"Nera"). Questo ramo è completamente asciutto, si percorre comodamente, e presenta delle belle
zone ricche di cataclasite e cristalli di calcite. A metà circa della galleria un basso passaggio immette
nel ramo "Ste.Mi.". La prima parte del ramo è caratterizzata da passaggi bassi e scomodi, ma lo
spettacolo successivo ripaga le fatiche. Si entra in una zona ricchissima di gesso e sabbia; tutto il tratto
si percorre senza usare attrezzature di progressione.
GALLERIA "DEGLI ASTEROIDI"
Il ramo inizia dal cunicolo orizzontale sopra descritto, prima di arrivare all'"Arco Naturale"
scendendo dagli "scivoli". Il primo tratto, lungo un centinaio di metri, è una galleria bassa, poi si
percorre un susseguirsi di cunicoli e gallerie sempre basse, ma calde e asciutte. Lo sviluppo del ramo
è di poco più di 1 km, ma diversi passaggi sono ancora da esplorare.
POZZI "PRAGA"
La discesa dei pozzi "Praga" (dal punto B), profondi 40 m, spezzati da due terrazzi e
decisamente bagnati (soprattutto il primo tratto), porta, con un pendolo ed entrando in un foro nella
parete, ad un condotto ortogonale a quello del ramo "del Nocciolo", allo stesso modo di quanto
avviene nel sovrastante ramo che porta al fondo "Giugno 1989". Proseguendo verso destra (WSW)
il cunicolo termina in breve. Andando a sinistra (ENE) si sale una galleria asciuttissima che, dopo una
quarantina di metri, superata una strettoia ("1° Maggio"), si affaccia alla sommità di un pozzo (P150
"del Buiometro", punto P).
RAMI "OLTRE IL BUIOMETRO"
Si traversa il pozzo "del Buiometro" dopo aver superato la strettoia "1° Maggio" (vedi sopra
pozzi "Praga"). La traversata del pozzo "del Buiometro" ha un aspetto innocuo; in realtà da qui il
pozzo è profondo circa 150 m. Il pozzo si traversa con una breve discesa e risalita con corda, fino ad
un cunicolo situato dalla parte opposta. Da qui si prosegue con un susseguirsi di gallerie e pozzi che
permettono di arrivare alla sala "di Capodanno", e da questa ad un pozzo profondo 70 m ("Betta nun
ce fà scherzi"). Quindi inizia una serie di meandri (tratto rilevato solo in pianta), in parte inesplorati,
il principale dei quali porta ad una zona molto fangosa e bagnata (meandro "Aspettando Aldo"). Al
termine di questa zona una facile arrampicata permette di uscire dal fango e, subito dopo, con una
serie di corde fisse si risale per circa 80 m fino all?imbocco di un basso cunicolo che immette in una
grandissima sala (sala "Cantabrica"). Siamo entrati nelle zone denominate "Terre Lontane". Le gallerie
sono asciutte, concrezionate, e con bei depositi di gesso. Il ramo è in esplorazione.
NOTA SULLE CORRENTI D'ARIA
Durante la visita del gennaio '94 (giornata molto fredda, è nevicato durante la notte), l'imbocco
presentava una forte corrente d'aria in entrata, e pertanto funzionava da ingresso basso. Nel cunicolo
sopra i pozzi "Praga", e soprattutto in quello sotto gli stessi, spirava invece una forte corrente d'aria
verso l'esterno. Il punto dove le due correnti d'aria si "scontrano" sembra essere poco a monte dei
pozzi "Praga", forse sul pozzo "del Nocciolo", che risale per 50 m. Da sotto i pozzi "Praga" fino al
fondo di -450 la corrente d'aria è sempre diretta verso l'ingresso noto. Solo sul torrente terminale
la corrente sembra invertire direzione, ma il fenomeno potrebbe essere legato allo scorrimento
dell'acqua.
Stato dell'ambiente -
La grotta è molto frequentata. A partire dal 1983, anno in cui gli
scavi nella zona d'ingresso hanno permesso l?accesso al sistema profondo,
il numero complessivo di visite può essere stimato in oltre un migliaio.
La frequentazione, esclusivamente speleologica, ha comportato alcuni
interventi di disostruzione oltre ai consueti effetti ambientali, che, data
la notevole estensione del sistema, sono limitati alle zone maggiormente
battute, mentre rimangono pressochè integri diversi rami di notevole
interesse.
Note tecniche -
PERCORSO DALL'INGRESSO AL FONDO "GIUGNO 1989"
DALL'INGRESSO, PERCORRENDO IL RAMO "DEL NOCCIOLO" FINO ALLA SOMMITÀ DEGLI
"SCIVOLI":
P15 d'ingresso (corda 18 m), Risalita 3 in fessura (corda 6 m),
Risalita 5 (corda 12 m), Traverso 6 m su pozzo (corda 10 m), Traverso
del Pozzo "del Nocciolo" (scendere 8 m poi traversare a destra e risalire
oltre; corda 36 m), segue galleria bassa e si scendono 5 m in arrampicata,
Traverso 12 m sul pozzo "Praga" con forte stillicidio in periodi pioggia,
dopo il traverso si va a destra (punto C).
GLI "SCIVOLI" FINO ALL'"ARCO NATURALE":
Scivolo 5 (corda 10 m), 1° Scivolo: si scendono solo 5 m poi risalire
nella finestra di fronte (corda 10 m), Risalita 8 fino alla finestra (ramo "delle
Meteoriti"), corrimano con 20 m di corda, P2+corrimano (corda 20 m),
Traverso 20 m (attenzione!, scarica sassi), P30 (attenzione! scarica sassi),
Traverso+Scivolo (corda 12 m), P15 (corda 20 m), "Arco Naturale".
DALL'"ARCO NATURALE" AL PRIMO POZZO DEL RAMO "DELL'ASSASSINO":
Risalita 8 m (arrampicabile), Traverso 20 m nella galleria "Nera"
(corda 25 m), Traverso (corde 15+10 m), punto F, P25 (corda 45 m).
DAL RAMO DELL'ASSASSINO AL FONDO "GIUGNO 1989":
Corrimano con 15 m di corda, Scivolo (corda 35), P50 (corda 80 m,
attenzione! scarica sassi), P8 (corda 15 m), Scivolo+saltino su sfasciumi
(in arrampicata), P5 (in arrampicata), corrimano, P50 (corda 60 m),
Scivolo (corda 150 m), fondo "giugno 1989" (-450).
Storia delle esplorazioni
Esplorata il 12 agosto 1962 fino alla strettoia a -18 m dal G.S.C.T.C.
Polisportiva Spoleto, che ha dato alla grotta il nome di "Pozzo della
Sibilla".
Nella primavera 1983 sono iniziate le esplorazioni del GGP, che
durano tuttora a cui hanno partecipato C. Gatti, Elisabetta Preziosi, P.
Scipioni e molti altri; il nome della grotta è stato cambiato successivamente
in "Grotta di Cittareale". Il superamento della strettoia ha permesso di
esplorare il "Ramo della Spina" (-170) e il "Ramo del Nocciolo". Con
una risalita di 20 m al termine del "Ramo del Nocciolo" nel 1989, è stata
scoperta una nuova prosecuzione che ha portato la profondità a -450 m.
Nel 1991 è stata esplorata la "Galleria degli Asteroidi", e successivamente
il "Ramo oltre il Buiometro" e il "Ramo 1° Maggio".
Nel 2001 il Gruppo Speleologico Marchigiano ha esplorato un ramo
in risalita che parte dalla base del penultimo pozzo; contemporaneamente
l'ASIC ha esplorato lo stesso ramo discendendovi dal "Ramo della Spina".
Nel 2002 l'ASIC (E. Preziosi, P. Scipioni ed altri) insieme con L. Budassi
(GGP), D. Battistini (GS Spoletino CAI) e G. Antonini (GS Marchigiano) ha
iniziato l'esplorazione di un ramo discendente parallelo che parte ancora
dal "Ramo della Spina".
Itinerario -
Da Cittareale si prende la strada per Norcia. Dopo circa 4 km si
parcheggia l'auto alla partenza di una strada sterrata a destra, presso il
ponticello sul Fiume Velino (q. 1177). Si risale la Valle di S. Rufo, seguendo
la sterrata fino ad un fontanile (Fonte S. Rufo; q. 1305; 20 minuti di
cammino). Da qui si risale il pendio di Monte Prato in direzione NE, tramite
una traccia di strada a forte pendenza, e si raggiunge il prato sotto il limite
del bosco soprastante la fontana. Nel punto in cui il limite del bosco è più
alto in quota, si entra nel bosco e si continua a risalire il versante per 50
m, fino alla grotta. L'imbocco, un foro di mezzo metro di diametro, è posto
poco al disotto di una fascia di pareti alte meno di 10 m, nascosto tra
alcune roccette. Per trovarlo si può fare riferimento ad un evidente antro
posto qualche metro più in alto, nelle pareti; la grotta si trova 5 m più in
basso sulla sinistra. Dalla fonte si percorrono complessivamente 275 m di
distanza planimetrica in direzione 45°, con un dislivello di 115 m (20 minuti
di cammino dalla fonte).

Bibliografia
Le grotte del Lazio. I fenomeni carsici, elementi della geodiversità - www.parchilazio.it


Grotta di Cittareale

Indirizzo:
Via Roma, 02010 Cittareale RI, Italy

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