Grotta Andrea Innocenzi
-
tipologia:
Grotta naturale
-
quota:
533m -
anno:
0
Grotta Andrea Innocenzi
Descrizione -
dislivello: -53 m - sviluppo planimetrico: 54 m
La grotta si apre con un pozzetto il cui imbocco è un piccolo foro
(1x0,4 m) impostato lungo una frattura orientata N10°E. Il pozzetto,
profondo 5 m, si allarga in una saletta (10x1,8 m), allungata nella direzione
della frattura e ingombra di massi di crollo.
All'estremità Sud della saletta la cavità prosegue con una successione
di scivoli (P10, P18, P16) impostati lungo un piano di frattura orientato
N70°W e immergente 60°SSW. Il P10, largo meno di 1 m, inizia con uno
scivolo polveroso e termina, con un tratto più verticale, in una piccola
saletta. Da qui si prosegue lungo lo scivolo del P18, con massi di crollo
a forma di lama incastrati all?imbocco e nella verticale. Il tratto iniziale è
stretto (50-60 cm), poi il passaggio si amplia leggermente. Un breve tratto
ad inclinazione minore separa il fondo dello scivolo dall?inizio del successivo
P16. Anche questo salto ha le anguste dimensioni di quelli precedenti
(larghezza 0,6-1,2 m) e termina in una saletta ampia 2,3x0,8 m.
La saletta (punto 10) è posta all?intersezione con una frattura subverticale
orientata N35°E, che dà luogo ad un angusto passaggio (40-50
cm), inizialmente in discesa, che può essere percorso per una quindicina
di metri fino ad un restringimento più pronunciato (-53 m, punto 15). Poco
prima della fine del tratto percorribile una stretta fessura perpendicolare a
quella principale (punto 14) aspira, d'estate, quasi tutta la corrente d'aria
che attraversa la grotta provenendo dall'ingresso.
Nella grotta non si osservano tracce di passaggio attuale dell'acqua.
I pavimenti degli scivoli e delle salette sono particolarmente polverosi.
La temperatura sembra piuttosto elevata e la cavità è popolata da una
moltitudine di ragni e insetti.
Stato dell'ambiente -
La grotta, esplorata nel 1982, è stata scarsamente frequentata,
con un numero complessivo di visitatori probabilmente non superiore a
200. Ad eccezione del cunicolo terminale, dove sono stati effettuati degli
infruttuosi tentativi di disostruzione, non si rilevano alterazioni dello stato
dell'ambiente.
Note tecniche -
P5 d'ingresso, P10, P18 alla base del quale un breve e ripido scivolo
porta sul P16 finale, fondo (-53). E' conveniente usare un'unica corda da
70 m.
Storia delle esplorazioni -
Esplorata nel 1982 dal CSR (S. Albergamo, E. Carallo, L. Nizi, J.
Ventre, Ines Vigorosi, R. Vigorosi ed altri).
Itinerario -
Dal belvedere di Sant'Oreste (Piazza Italia) si prende la strada che
scende verso la S.S. Flaminia. Ad un bivio dopo 500 m si imbocca una
stradina a destra, che inizia asfaltata per divenire subito dopo sterrata. La
si percorre per 2,8 km, costeggiando sempre il versante occidentale del
Monte Soratte, fino all'imbocco di un tunnel, dove si lascia la macchina. Si
risale il ripido versante lungo la linea di massima pendenza, superando un
dislivello di 200 m in direzione 50°. L'imbocco si apre circa 50 m sotto la
vetta tra rocce, nella fitta boscaglia (circa 20 minuti di cammino).
dislivello: -53 m - sviluppo planimetrico: 54 m
La grotta si apre con un pozzetto il cui imbocco è un piccolo foro
(1x0,4 m) impostato lungo una frattura orientata N10°E. Il pozzetto,
profondo 5 m, si allarga in una saletta (10x1,8 m), allungata nella direzione
della frattura e ingombra di massi di crollo.
All'estremità Sud della saletta la cavità prosegue con una successione
di scivoli (P10, P18, P16) impostati lungo un piano di frattura orientato
N70°W e immergente 60°SSW. Il P10, largo meno di 1 m, inizia con uno
scivolo polveroso e termina, con un tratto più verticale, in una piccola
saletta. Da qui si prosegue lungo lo scivolo del P18, con massi di crollo
a forma di lama incastrati all?imbocco e nella verticale. Il tratto iniziale è
stretto (50-60 cm), poi il passaggio si amplia leggermente. Un breve tratto
ad inclinazione minore separa il fondo dello scivolo dall?inizio del successivo
P16. Anche questo salto ha le anguste dimensioni di quelli precedenti
(larghezza 0,6-1,2 m) e termina in una saletta ampia 2,3x0,8 m.
La saletta (punto 10) è posta all?intersezione con una frattura subverticale
orientata N35°E, che dà luogo ad un angusto passaggio (40-50
cm), inizialmente in discesa, che può essere percorso per una quindicina
di metri fino ad un restringimento più pronunciato (-53 m, punto 15). Poco
prima della fine del tratto percorribile una stretta fessura perpendicolare a
quella principale (punto 14) aspira, d'estate, quasi tutta la corrente d'aria
che attraversa la grotta provenendo dall'ingresso.
Nella grotta non si osservano tracce di passaggio attuale dell'acqua.
I pavimenti degli scivoli e delle salette sono particolarmente polverosi.
La temperatura sembra piuttosto elevata e la cavità è popolata da una
moltitudine di ragni e insetti.
Stato dell'ambiente -
La grotta, esplorata nel 1982, è stata scarsamente frequentata,
con un numero complessivo di visitatori probabilmente non superiore a
200. Ad eccezione del cunicolo terminale, dove sono stati effettuati degli
infruttuosi tentativi di disostruzione, non si rilevano alterazioni dello stato
dell'ambiente.
Note tecniche -
P5 d'ingresso, P10, P18 alla base del quale un breve e ripido scivolo
porta sul P16 finale, fondo (-53). E' conveniente usare un'unica corda da
70 m.
Storia delle esplorazioni -
Esplorata nel 1982 dal CSR (S. Albergamo, E. Carallo, L. Nizi, J.
Ventre, Ines Vigorosi, R. Vigorosi ed altri).
Itinerario -
Dal belvedere di Sant'Oreste (Piazza Italia) si prende la strada che
scende verso la S.S. Flaminia. Ad un bivio dopo 500 m si imbocca una
stradina a destra, che inizia asfaltata per divenire subito dopo sterrata. La
si percorre per 2,8 km, costeggiando sempre il versante occidentale del
Monte Soratte, fino all'imbocco di un tunnel, dove si lascia la macchina. Si
risale il ripido versante lungo la linea di massima pendenza, superando un
dislivello di 200 m in direzione 50°. L'imbocco si apre circa 50 m sotto la
vetta tra rocce, nella fitta boscaglia (circa 20 minuti di cammino).
Bibliografia
Le grotte del Lazio. I fenomeni carsici, elementi della geodiversitÃÂ - www.parchilazio.it




