Casale Saraceno

  • tipologia:
    Casale / Palazzo
  • quota:
    102m
  • anno:
    1695
  • epoca:
    Papalina


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Casale Saraceno

Il Casale, adiacente alla Chiesa, presenta un corpo parallelepipedo con copertura «a ter-razza» e si compone di due piani con cinque campate sul lato dell?andamento attuale della via Cassia. La parte basamentale, de?nita agli angoli da un bugnato leggermente in-clinato, reca tre piccole ?nestre rotonde alternate ad altrettante aperture de?nite da mostre lineari con incisa nelle ?nte ?chiavi? l?erma del Capitolo Vaticano e la data 1695; il piano nobile, invece, marcato esternamente da una semplice cornice a fascia liscia, si contraddistingue per una serie di cin-que porte-?nestra chiuse da essenziali ringhiere in ferro battuto, di cui quella centrale terrazzata.Citato nei documenti ? almeno a partire dalla ?ne del Duecento ? come di pertinenza del patrimonio capitolare della Basilica di San Pietro in Vaticano e sovente raf?gurato sullo sfondo delle vedute con la cosiddetta «Tomba di Nerone» talvolta con una prominente scala frontale, questo caseggiato rurale è stato in origine il centro direzionale dell?azienda agricola (o proprietà fondiaria) contigua, venendo in alcuni periodi impiegato come osteria successiva-mente come scuola pubblica (1870), per divenire quindi stazione sanitaria ed in?ne proprietà delle suore (1933). Attualmente appare assai trasformato ed associato ad una fabbrica più grande, insieme alla quale dà luogo al plesso scolastico gestito dalle religiose.Il prospetto sud, ovvero il lato verso Roma, risulta organizzato su due piani in una campata; al pian terreno presenta una porta de?nita da una cornice lineare in travertino, mentre al primo piano una porta-?nestra terrazzata, delimitata da un?analoga cornice arricchita in basso da due volute, nel cui centro si trova un ?ore stilizzato. Più in alto tale facciata, che intende evidente-mente con?gurarsi come la principale del complesso, prosegue al di sopra della copertura con un coronamento a terminazione curvilinea, frutto di un intervento del XX secolo, come si può chiaramente comprendere osservando un?immagine del Casale quando era deputato all?assistenza sanitaria del Governatorato nell?agro romano
immagine da cui si evince anche una diversa organizzazione del lato est , con solo tre ?nestre al piano superiore, un accesso centrale e due ?nestre laterali al piano terreno, palesando come le cornici delle ?nestre attuali e i conci con le date siano totalmente ridisegnati, e le ?nestre tonde aperte ex novo.Su queste basi è da supporre che anche l?attuale accesso, posto nella parte di collegamento arretrato fra Casale e chiesetta di S. Andrea, visibile ? tra l?altro ? in una mappa del Catasto Piano-Gregoriano datata 1819 sia frutto di interventi recenti, caratterizzandosi per un addensamento di colonne ai lati del portale d?ingresso, che non sembra rispondere ad alcuna logica compositiva. Al di sopra di esso, tuttavia, si trova un balcone a cui si arriva da una porta-?nestra inserita fra due semicolonne, con architrave sormontato da un arco, alla base del quale è murata una lapide rettangolare che ricorda la
fondazione dell?intero fabbricato rustico da parte del cardinal Antonio Maria Pignatelli, futuro papa Innocenzo XII: ANTONIVS · MARIA · CARD · PIGNATELLI / A FVNDAMENTIS · SVA · PECVNIA · FECIT / ANNO · D · M · MDCXC.Pur testimoniando espressamente che l?ecclesiastico oriundo di Spinazzola, promotore ? per altri versi ? di numerose opere pubbliche a Roma e nello Stato Ponti?cio, ebbe un ruolo fondamentale nell?approntamento dell?architettura in esame, il testo dell?epigrafe non va inte-so come dichiarazione di responsabilità edi?catoria, estesa da alcuni esegeti anche all?adia-cente chiesa di S. Andrea, bensì come attestazione di una
ristrutturazione integrale, o forse di una riedi?cazione in forme nuove dello stabile agricolo (1690-1695), sulle cui membrature esterne è infatti posta, ripetuta tre volte, l?arma araldica dell?antica famiglia Pignatelli, una delle più aristocratiche dell?Italia meridionale. Da queste premesse prende corpo l?ipotesi che tanto il casale (ricordato da fonti di epoca medievale), quanto la chiesetta (che invece conserva internamente brani di muratura di epoca classica) siano di fondazione abbastanza antica (in ogni caso pre-pignatelliana), con successivi interventi e sostanziali ricostruzioni a ?ne Seicento, ed ulteriori trasformazioni in tempi più recenti, ?no a giungere alla con?gurazione attuale.

Indirizzo:
Via Cassia, 735, 00189 Roma RM, Italia

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