Acquedotto Neroniano
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tipologia:
Acquedotto
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quota:
46m -
anno:
64 -
epoca:
Imperiale
Acquedotto Neroniano
Un ramo secondario derivazione dell'acquedotto Claudio, costruito ad opera di Nerone (Arcus Neroniani, poi chiamato Arcus Caelemontani dall'inizio del III secolo) se ne distaccava, poco prima di Porta Maggiore, per dirigersi verso il Celio, nella parte occupata dalla Domus Aurea.
Sono ancora visibili e abbastanza ben conservati diversi tratti di arcate, alte dai 19 ai 22 m e con 8 m di luce, restaurate già dai Flavi, poi da Adriano, da Settimio Severo e da Caracalla nel 211.
Il ramo neroniano fu realizzato a servizio dei palazzi imperiali del Palatino, scavalcando su altissime arcate (39 m) la valle tra questo e il Celio, oggi attraversata dalla via di San Gregorio e l dorsale di via Claudia dove Nerone costruì un ninfeo.
Un'ulteriore derivazione (forse), risalente al III secolo, portava l'acqua in Trastevere, partendo da un 'castello' secondario nella zona della 'Navicella' e attraversando il fiume sul Ponte Emilio, oggi noto come 'Ponte Rotto'.




