Condotto del Celio

  • tipologia:
    Condotto o speco
  • quota:
    24m
  • anno:
    312 a.C
  • epoca:
    Repubblicana


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Condotto del Celio

Nel 2016 nei giardini di Piazza Celimontana, al Celio, in occasione dei lavori della tratta T3 della Linea C della Metropolitana di Roma che collega il Colosseo a San Giovanni in Laterano, delle indagini archeologiche portano alla luce, ad una profondità di 17,57 metri (23.80 mslm), un tratto di acquedotto. E' contenuto all'interno del Pozzo 3.2 di ben 32 metri di diametro. Tutto il materiale rinvenuto all'interno è stato smontato o rimosso in quanto si tratta di un futuro pozzo di areazione. Il materiale ritrovato varia tra le più recenti cantine degli edifici popolari di fine '800, fino a tombe risalenti al IX-X sec. a.C.


L'acquedotto è realizzato in blocchi di cappellaccio ed è stato posizionato in un trincea scavata in un banco argilloso. E' alto circa 2 metri e largo 1,30 metri fuori tutto. La sezione interna tende leggermente a restringersi verso l'alto dove è chiuso da una cappuccina ottenuta con blocchi di tufo contrapposti. La pendenza dell'acquedotto risulta essere da est a ovest, di pochi centimetri perfettamente misurati in quanto in seguito alla rimozione del riempimento terroso è stato scoperto lo strato di cocciopesto che faceva fondo, in ottimo stato di conservazione. Un sottile strato di cocciopesto doveva esistere anche sulle pareti laterali, ma ve ne restano scarsissimi resti.


All'estremità nord orientale del condotto viene rinvenuta anche una vasca, che però fu obliterata al momento della costruzione dell'acquedotto e utilizzata come fondazione. Alcuni dei suoi blocchi furono riutilizzati nella costruzione dell'acquedotto. All'estremità opposta vi è invece un intervento di ammorsamento dello speco (una sorta di rinforzo) realizzato con blocchi di tufo giallo con marchio di cava noto, che indica un probabile reimpiego dei blocchi delle mura serviane. Al centro vi è un piccolo castellum per il prelievo d'acqua dal condotto, tramite un pozzo con dolium per la decantazione, ed una fistula plumbea ricoperta da blocchi di tufo forati, che arriva fino al bordo del pozzo 3.2.


La datazione delle strutture fa risalire la costruzione alla metà del III secolo a.C. quando in gioco ci sono due acquedotti funzionanti a Roma: l’Appio e l’Anio Vetus. Tuttavia non passando quest’ultimo per il Celio, il canale viene attribuito all’Appio o più probabilmente ad un suo ramo, trovandosi di fronte ad uno speco di dimensioni piuttosto contenute.


La totale assenza di calcare all’interno del canale, testimonia che la sua dismissione è avvenuta poco dopo un intervento di pulizia. Dalle indagini archeologiche si è dedotto che l’abbandono del canale si ebbe nella prima età imperiale (30 a.c.) per poi essere utilizzato come fogna in età tardo-antica (materiali del VI sec. d.C. rinvenuti all’interno).

Bibliografia
Un tratto di acquedotto repubblicano rinvenuto negli scavi Metro C di Piazza Celimontana, Roma Antonio F. Ferrandes - iris.uniroma1.it


Acquedotto nel pozzo 3.2Copertura specoInquadramento e planimetriaFoto speco - Sezione, cocciopesto e fondazioniFoto speco - Esterno, interno e riempimentoFoto speco - Appoggio vascaScavo Celio - Poster AcquedottoUn tratto di acquedotto repubblicano rinvenuto negli scavi Metro C di Piazza Celimontana, Roma Localizzazione del pozzo per la Metro CPlanimetria dei ritrovamentiDettagli dello specoSmontaggio dei filari di tufoArea dis cavo del pozzoIl tratto di acquedotto Appio

Indirizzo:
Piazza Celimontana, 50, 00184 Roma RM, Italia

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