Abisso Vermicano

  • tipologia:
    Grotta naturale
  • quota:
    1562m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Sconosciuta


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Abisso Vermicano

Il complesso sotterraneo di Monte Vermicano è accessibile tramite tre ingressi, l'Abisso Gemma Gresele (ingresso alto), Abisso Vermicano (50 m più in basso) e la Tana degli Eretici (96 m sotto l'ingresso alto). La Tana degli Eretici è di recente esplorazione e il rilievo non è ancora disponibile. Gli abissi Vermicano e Gresele attualmente si collegano solo a -297. Attrezzando uno dei due abissi fino alla 'Congiunzione', è possibile poi effettuare una bella e lunga traversata. ABISSO VERMICANO, FINO ALLA 'CONGIUNZIONE' (-247 DA QUESTO INGRESSO) L'Abisso Vermicano inizia con un grande pozzo, profondo 112 m. L'imbocco è un piccolo buco, alto 40 cm e largo 60 cm. Questo pozzo e il successivo P28 sono impostati su una frattura, orientata N10-35°W, quasi verticale. Superato il primo metro, il P112 si allarga in un fuso di 2 m di diametro, fino al piccolo terrazzo di -19, dove si immette in un secondo fuso un po' più largo. Si scende il fuso fino a -55, arrivando su un terrazzo inclinato largo quasi 3 m, coperto in parte da detrito (attenzione a non scaricare sassi). Qui il pozzo si allarga in un ambiente più grande, allungato sulla frattura per circa 10 m, con una larghezza massima di 3 m. Il pozzo d'estate è generalmente asciutto, mentre nei periodi piovosi è battuto da forti stillicidi. La base del P112 è un ambiente di dimensioni 2x12 m, allungato lungo la frattura, con un pavimento di massi e detrito che lascia un passaggio presso l'estremità opposta a quella di discesa. Si entra nel P28 scendendo in un cunicolo nel caos di blocchi; qualche metro sotto si raggiungono le pareti di roccia, qui distanti 60 cm. Dall'estremità Nord della frattura proviene un rigagnolo d'acqua perenne; d'estate la linea di discesa è praticamente asciutta. Le pareti si allontanano progressivamente, e alla base del pozzo formano un ambiente largo 3 m che si allunga per una decina di metri sulla solita frattura. Il pozzo non deve essere sceso fino in fondo, ma è necessario proseguire sulla evidente galleria a 5 m dalla base. Dopo una dozzina di metri si arriva sopra lo stretto imbocco del P19. Da qui fino al salone 'del Risucchio' la grotta sembra essere impostata lungo una faglia orientata N35-45°W inclinata da 70° (sul P19) a 40° (nel cunicolo sopra il Risucchio) verso SW. La faglia costituisce la volta o la parete superiore dei condotti. L'ingresso del P19 è un foro, allargato artificialmente, del diametro di 40 cm. Subito sotto il pozzo si allarga, e a 5 m dal fondo è interrotto da un terrazzo. La pozza d'acqua alla base defluisce attraverso una stretta fessura. Per proseguire lontano dall'acqua e in ambienti più comodi, si salgono 3 m fino a raggiungere la volta della fessura, per ridiscendere poi con un salto di 5 m. Alla base, mentre una condotta molto stretta porta via l'acqua, si prosegue scendendo un condotto asciutto, spigoloso e angusto, che porta sopra un pozzo profondo 11 m. Il P11 ha un imbocco stretto, anche se allargato artificialmente, e scende in modo articolato. Dalla base, larga 2,5 m, si tralascia sia la prosecuzione verso il basso che quella in alto verso ambienti più larghi, imboccando invece il cunicolo che si apre davanti. Il cunicolo è stretto e scomodo (si avanza strisciando o carponi), lungo una ventina di metri, e termina con un saltino di 3 m. Sceso il saltino, si evita lo scivolo sottostante entrando nella parte alta del salone 'del Risucchio'. A sinistra si nota un fuso che sale ('Pussy Galore') e che con una successione di saltini riporta, 80 m più in alto, nel mezzo del P28. La parte alta del salone è interrotta da un salto profondo 8 m, formato da un grande masso. Alla base del P8, larga 5 m, si evita di scendere il pozzo a destra (che sbuca nelle parti note poco più in basso) e il buco a sinistra, e superando un grande blocco si entra nella parte bassa del salone 'del Risucchio'. Qui l'ambiente si allarga fino a 10 m, è alto fino a 6-7 m, e scende con un caos di massi di crollo. La parete a monte è costituita dall'evidente piano di faglia orientato N10°W con immersione 70°, mentre la volta nella parte bassa del salone è impostata sugli strati (N80°E con immersione 45°N). Dal salone si può accedere anche ad alcuni condotti secondari. In fondo al salone si scende per 3-4 m in un buco fra i blocchi, arrivando davanti a una finestrella larga meno di 1 m, sulla volta di un pozzo profondo 30 m. Più sotto, il P30 si rivela una spaccatura ampia fino a 3 m. Alla base la galleria, qui larga 1,5-2 m, è percorsa da un torrente, che raccoglie le acque dell'Abisso Vermicano e dell'Abisso Gresele. Queste ultime provengono da una cascata alta 9 m (vedi Abisso Gresele). Siamo quindi giunti alla 'Congiunzione', a -247 dall'ingresso dell'Abisso Vermicano. ABISSO GRESELE, FINO ALLA 'CONGIUNZIONE' (-297 DA QUESTO INGRESSO) L'imbocco (largo 50 cm e alto 70 cm) è una fessura impostata su una frattura orientata N45°W e immergente 55°SW, venuta alla luce durante lo scavo della strada. Il cunicolo è lungo 4 m e termina in un salto di 8 m. Nonostante i ripetuti lavori di allargamento, il superamento della strettoia è comunque molto scomodo, anche per l'uscita direttamente nel salto. Il P8 è un piccolo fuso, che si allarga fino alla saletta alla base (1,7x3,5 m). Ad una estremità della saletta si apre, con un piccolo buco (0,3x1 m) fra i massi e la parete, un bel pozzo profondo 55 m (il 'Catoblepa'). Nella parte superiore il P55 si allarga fino a 2-3 m, poi, verso metà, si collega ad un altro fuso in un ambiente che si allunga per 15 m (la cui risalita è terminata in un piccolo meandro chiuso in frana, non lontano dalla superficie esterna). A 4 m dal fondo del pozzo un terrazzo interrompe la discesa. D'estate solo un leggero stillicidio cade nel pozzo, mentre d'inverno è spesso tanto violento da sconsigliare la calata. Dalla base parte una galleria discendente, che in breve si stringe (40 cm); si prosegue in basso (in alto si vede una corda che sale verso il 'Ramo Nuovo'), poi il condotto si allarga di nuovo e si scendono alcuni gradoni in arrampicata, arrivando sopra un pozzo profondo 12 m, interrotto dopo 7 m da un terrazzo. Alla base, una sala ampia 4-5 m e lunga 8 m, si trovano una piccola pozza, alimentata anche d'estate dagli stillicidi della parte superiore della grotta, e belle colate bianche di latte di monte. Sulla volta si osserva il piano di faglia con orientazione N45°W e immersione 40-50°S, lungo il quale è impostata la prima parte della grotta, fino al P30. Dopo pochi metri di galleria si arriva sopra un pozzo profondo 19 m ('l'Albiola'), con imbocco comodo (largo 50 cm) e volta costituita dal piano di faglia. Subito sotto, il pozzo si allarga. La bella sala alla base è larga 2-4 m e lunga una decina di metri. Alle due estremità arrivano due fusi, uno alto 6 m e praticamente asciutto d'estate, e l'altro (quello da cui si arriva) con un rigagnolo perenne. Per proseguire è opportuno risalire un paio di metri ed entrare in un passaggio interstrato (gli strati sono orientati N75°E e immergono 50°N) e, sempre tenendosi presso la volta, dopo 40 m la fessura si apre in un pozzo profondo 30 m ('A Bao A Qu'). Scavalcando lo sfondamento si entra in un salone con massi di crollo dal quale si accede a due importanti rami secondari: il ramo 'dei Presentatori' e il ramo 'Yogurt e Nutella'. Dal P30 attualmente parte un cavo telefonico che raggiunge la 'Congiunzione', e che, quindi, facilita l'individuazione del percorso da seguire. Il pozzo è largo circa 3 m, e d'estate è battuto da un leggero stillicidio. Si evita di scendere fino in fondo, imboccando 2 m più in alto la stretta (0,4 m) fessura (orientata N20°E con immersione 80°E) lungo la quale è anche impostato il pozzo. Si scende nella fessura, tenendosi in basso, e dopo una ventina di metri si arriva sopra un salto dall'imbocco stretto, profondo 5 m. Si scende nella saletta alla base, larga 1,7 m e alta 4 m, si prosegue nel meandro, prima in alto poi, dopo una ventina di metri, si scende fino all'acqua, per continuare poi nuovamente in alto presso la volta, fino ad una strettoia. La strettoia, obliqua e in discesa, comunque è costituita da un unico punto stretto (20 cm e alto 50 cm). Superato l'ostacolo, si prosegue in basso (mentre in avanti si raggiunge il 'Ramo Attivo' e il ramo 'della Cordella Rossa'), scendendo un passaggio stretto e continuando la discesa in ambienti più larghi, con una successione di 4 saltini profondi al massimo 3 m, da scendere in arrampicata; si raggiunge l'ampio (2 m) imbocco di un pozzo profondo 9 m, seguito, subito sotto, da un salto di 5 m, mentre in avanti si nota una galleria che prosegue in direzione 40° ('Ramo Attivo'). Alla base del pozzo (larga 2,5 e lunga 5 m) l'acqua proveniente dal 'Ramo Attivo' con una stretta cascatella alta 3 m, forma una pozza d'acqua. Si prosegue seguendo l'acqua, scendendo subito un saltino alto 1,5 m, che precede un pozzo profondo 20 m ('l'Anfesibena'), con bocca larga 1,5 m, nel quale si getta il torrentello perenne. Si evita la discesa completa del pozzo, fermandosi dopo una dozzina di metri su un terrazzo in una galleria larga 2,5 m, denominata 'il Canyon'. Nel primo tratto del 'Canyon' si avanza tenendosi in alto nella spaccatura diretta verso 160°, per scendere più avanti con passaggi in arrampicata. Si prosegue ancora lungo la frattura, tenendosi in alto, dove la galleria è più ampia (1-2 m), poi, dopo quasi 50 m dalla 'Anfesibena', si devia bruscamente in una frattura diretta verso 265°, larga meno di 1 m. Lungo questa frattura si avanza per 50 m tenendosi in alto, con passaggi esposti, fino ad una svolta che immette in una frattura verticale diretta verso 235°, nella quale si cammina in piano, nella più comoda parte alta, per una decina di metri fino all'intersezione con un'altra frattura. Invece di proseguire in alto (si raggiungerebbe la base della 'risalita di Cristiano'), è conveniente scendere in fondo al meandro, con un pozzo di 15 m (fine del 'Canyon'). La base del pozzo è una bella sala, impostata all'incrocio delle due fratture, con pianta circolare di 3 m di diametro, dove si ritrova il torrentello che scorreva in fondo al meandro, che forma una bella pozza d'acqua. Si prosegue seguendo l'acqua, che scorre pigramente quasi in piano nella frattura diretta verso 157°, larga meno di 1 m. Dopo una ventina di metri si nota un arrivo d'acqua da destra; seguendolo, dopo una risalita di 5 m e superati alcuni passaggi stretti, si arriva alla base della risalita 'di Cristiano'. Ignorando il piccolo arrivo d'acqua e proseguendo nella galleria, si avanza per un'altra decina di metri fino ad un passaggio in arrampicata (corda) seguito da un salto di 3 m, dalla cui base (larga 2,5 m) parte immediatamente un bel pozzo di 10 m, in estate battuto da leggero stillicidio. Dalla saletta alla base, larga 1,5-2 m, ci si immette in una frattura orientata E-W con immersione 45°S, scendendo un salto di 6 m. Si avanza poi in una frattura a meandro un po' stretto e dopo circa 40 m si arriva sopra un pozzo profondo 12 m, interrotto a metà da un terrazzo. Dalla base, larga 2 m, si prosegue lungo la frattura (N20°W con immersione 75°SW) scendendo subito un saltino di 2 m, in arrampicata (corda). Si avanza in ambienti più larghi per una ventina di metri arrivando sopra un pozzo profondo 9 m (entrare nella fessura in basso). Il P9 immette in una galleria larga un paio di metri, dove si conclude la discesa dell'Abisso Gemma Gresele, che qui si collega al Vermicano, ad una profondità di 297 m. Qualche metro più avanti si vede (se c'è) la corda del P30 che sale al salone 'del Risucchio'. DALLA 'CONGIUNZIONE' (-297) AL FONDO (-439) Si tratta di una galleria a meandro molto bella, lunga 800 m fino al fondo, sempre attiva a partire dalla confluenza con il 'Grande Corso d'Acqua Perenne'. Il tracciato sotterraneo sembra in buona parte ricalcare quello del fosso esterno, dirigendosi, quindi, verso SW. Dalla 'Congiunzione' si avanza in una comoda galleria a meandro e dopo 40 m si scendono due piccoli salti (P5 e P7). Subito dopo ci si abbassa in un breve pseudo-sifone, la cui volta è costituita dai blocchi di un grande crollo; pochi metri più avanti è possibile, salendo una decina di metri, sbucare in un grande salone (10x30 m) sopra l'accumulo di crollo. Si prosegue, invece, in basso, sull'acqua, in una galleria orizzontale larga 1-2 m, e 90 m dopo lo pseudo-sifone si arriva alla confluenza con una grande galleria proveniente da sinistra. Il 'Grande Corso d'Acqua Perenne', come è stato chiamato questo ramo, è il collettore del sistema sotterraneo. La portata del torrente, misurata il 27 gennaio 1991, era di circa 30 L/s, mentre l'apporto del meandro Gresele-Vermicano era di soli 0,5 L/s (Gambari, 1995). Si prosegue, quindi, in una galleria larga 1-2 m, alta 5 m, scendendo con corda 2 salti profondi 3 e 4 m e traversando una cascata alta 3 m, per giungere, dopo 100 m, sopra la 'Grande Cascata', alta 12 m. Questa si evita salendo 3 m verso una finestrella che immette in una sala, larga 4-5 m, con vaschette un tempo colme di grandi pisoliti (sala 'delle Pisoliti'). Da qui si scende un breve ramo asciutto, con un primo salto di 3 m seguito subito da un altro salto a gradoni profondo 14 m, ritornando nella galleria attiva principale, a valle di una piccola cascata. Si avanza ancora nella bella galleria che scende lentamente, e dopo 50 m si arriva in una zona in cui una breve successione di saltini alti fino a 3 m formano piccole cascatelle (un paio sono da scendere con corda). Superata questa zona, dopo una trentina di metri si nota un piccolo affluente di sinistra (ramo 'Brioschi'). Questo ramo, che inizia salendo un gradone e un salto di 4 m, prosegue con una impegnativa strettoia oltre la quale si arriva in una piccola saletta, attuale limite dell'esplorazione. Proseguendo nella galleria principale, alta 10-15 m e larga 1-1,5 m, dopo 130 m quasi in piano si nota un secondo arrivo perenne da sinistra (ramo 'delle Foglie'). Alla base della risalita di 5 m che immette nel ramo, si osservano foglie di faggio e si avverte una sensibile corrente d'aria che d'estate soffia verso un probabile ingresso basso. Il meandro è stato esplorato per alcune decine di metri, fino ad una ostruzione. Continuando la discesa della galleria principale, in ambienti simili a quelli precedenti, in parte camminando sull'acqua, in parte alzandosi nel meandro con passaggi a volte esposti, dopo 200 m c'è un ultimo tratto più verticale. Passata una cascata si scende, dalla volta del meandro, un pozzo profondo 8 m, e subito dopo si arriva sopra l'ultimo pozzo, profondo una decina di metri; è conveniente scendere entrando nel buco e calandosi all'asciutto dall'altra parte. L'ultimo tratto di meandro, fino al sifone terminale, è lungo 70 m. Si scende prima seguendo il fiume, poi risalendo in alto, per superare quindi una piccola cascatella in arrampicata e giungere davanti ad un improvviso abbassamento della volta. L'acqua scompare in un piccolo e basso cunicolo, che sifona poco più avanti (-389 dall'ingresso Vermicano, -439 dall'ingresso Gresele). LA TANA DEGLI ERETICI (di Aldo Zambardino) L'ingresso è un foro di 50 cm di diametro, allargato artificialmente, che, tramite un saltino di 1,5 m, dà adito ad una saletta di dimensioni 4x2 m, alta 3 m. Segue una strettoia selettiva e poi una seconda strettoia a gomito, che immette nel primo pozzo, profondo 7-8 m. Alla base si trova una sala concrezionata di 6 m di diametro; si continua scendendo uno scivolo di 15 m con latte di monte. Si arriva quindi ad un masso incastrato nella fessura, e dopo averlo superato si scende nel terzo pozzo, profondo 8-9 m. Alla base si risale 1 m su massi concrezionati e si entra nel quarto pozzo, profondo 10 m; 1 m sopra la base del pozzo, tramite un buco, si entra in un cunicolo che immette in una saletta, e si arriva alla partenza del quinto pozzo, profondo 23 m. La base è un terrazzo stretto (2 m) e lungo (4 m) dove si effettua un traverso (corda) per arrivare sulla verticale del sesto pozzo, profondo 30 m. Dopo una quindicina di metri di discesa si atterra presso una sala concrezionata; il pozzo continua con uno scivolo lungo 7 m, seguito da un ultimo tratto verticale di 10 m. Si continua scendendo in un cunicolo lungo 5 m, arrivando sopra il settimo pozzo, profondo 12 m, largo e bello. Alla base si apre la fessura che immette nell'ottavo pozzo, profondo 15 m. Effettuata la discesa si prosegue in un meandro lungo 4 m che intercetta una fessura a sinistra (allargata artificialmente); quest'ultima immette in un meandrino che con un passaggio molto stretto si affaccia sul nono pozzo, profondo 30-35 m, battuto dall'acqua. Si atterra così nelle gallerie dell'Abisso Gemma Gresele, nel tratto immediatamente a valle della risalita 'di Cristiano'. ALTRI RAMI NELL'ABISSO GEMMA GRESELE (di Stefano Gambari) RAMO 'NUOVO' Dalla base del P55 ('il Catoblepa'), scendendo verso il meandro, si osserva in alto sulla sinistra un arrivo che forma una colata calcitica sulla parete. Risalendo e traversando (corda), si imbocca un passaggio franoso che forma subito una sella. Discendendo dalla sella lungo un meandro, si giunge ad un trivio: un passaggio riporta indietro, un condotto sulla sinistra termina in frana dopo una ventina di metri, mentre sulla destra il meandro prosegue invece in discesa. Superato un passaggio stretto il meandro si allarga e discende a gradoni con forma ad U e soffitto costituito dal piano di strato, fortemente inclinato. Superato un P15 (stillicidio dall'alto), si giunge ad una zona di confluenza, percorsa da un piccolo apporto d'acqua. Dalla confluenza è possibile proseguire in due direzioni: verso il fondo del ramo e a monte. Proseguendo verso il fondo, dopo un salto di 7 m ed un passaggio tra massi di crollo si raggiunge un ambiente di frana. Sulla destra si può risalire di pochi metri per poi discendere in un ramo su cui si incontrerà nuovamente il piccolo rivolo d'acqua. Frana fangosa a valle, stretto a monte. Superando invece la frana nel punto più basso, e discendendo tra massi di crollo e stretti passaggi, ci si affaccia su un P12, in un ambiente più largo. Alla base del salto un breve tratto immette in uno stretto meandro che si percorre a mezz'altezza per una ventina di metri, sino a divenire impraticabile. La direzione del ramo dall'ambiente di frana è N-S. Per proseguire verso monte, dalla confluenza si risale un grosso masso di crollo arrivando alla base di un salto di 4 m, risalito il quale il meandro si fa più largo, ma solo per pochi metri. Dopo un nuovo tratto stretto, si raggiunge uno slargo e si risale il meandro in arrampicata. In breve, a +35 m di dislivello dalla confluenza e dopo circa 70 m, la progressione è interrotta da una frana. RAMO 'DEI PRESENTATORI' Scavalcando il P30 ('A Bao A Qu') si entra in un salone con massi di crollo che costituisce il bivio tra due importanti rami secondari: il ramo 'dei Presentatori' e il ramo 'Yogurt e Nutella'. Nel ramo 'dei Presentatori' sono presenti, in successione, le seguenti verticali: 10, 15, 3, 2, 5, 4, 13, 4, 12, 4 m, e, dopo una strettoia, 10 m. La diramazione è caratterizzata da una retroversione nella prima parte, ed è visibilmente impostata su ben marcate fratture. Andamento complessivo SSW. Il ramo, con sviluppo planimetrico di 130 m, ha termine con una occlusione di fango nel meandro 115 m più in basso del bivio. RAMO 'YOGURT E NUTELLA' Il ramo, che ha uno sviluppo planimetrico di 300 m, è così denominato per la presenza di cospicui depositi di fango e di latte di monte. Inizia con un P20 cui fa seguito un pozzo profondo una decina di metri. L'andamento principale di questo primo tratto è N-S. Dopo circa 30 m un passaggio inclinato, basso, conduce sull'orlo di un P8. Dopo altri 50 m si raggiunge un sifone di fango. Superatolo, e discesi 5 m, si giunge in una saletta. Continuando per altri 30 m si guadagna l'orlo di un P15 e di un successivo P25. In questa zona sono presenti numerose diramazioni. In particolare è ben visibile quella da cui proviene l'acqua durante i periodi di piena. L'intero ramo, da questo punto, acquista la direzione NE-SW. Alla base dell'ultimo pozzo una strettoia immette nel meandro che si può seguire per altri 70 m di sviluppo sino ad uno stretto, basso e frastagliato laminatoio (-277). RAMO 'ATTIVO' E RAMO 'DELLA CORDELLA ROSSA' Superata la strettoia di -160, si procede in aventi per circa 15 m sino a notare sul pavimento due distinti punti di cattura del corso d'acqua che si incontra. Più a monte si giunge a un bivio. A sinistra si va al ramo della 'Cordella Rossa' (breve ramo attivo, lungo 60 m, dislivello +30 m), a destra un più consistente ramo attivo continua per altri 30 m con una piccola galleria a fondo fangoso e allagato che conduce ad una sala. L'acqua esce dalla frana che impedisce la progressione. A pochi metri dal pavimento della sala una finestra immette in un breve ramo. RISALITA 'DI CRISTIANO' (INFORMAZIONI DI MAURIZIO MONTELEONE) Una serie di salti in risalita per un totale di circa 80 m conduce ad uno stretto passaggio, oltre il quale è possibile accedere a un'ulteriore serie di salti in discesa che, con un dislivello di 50 m, intercettano la diramazione 'Yogurt e nutella' all'altezza del P25. Al di sopra della risalita le esplorazioni sono ancora in corso. ALTRI RAMI NEL TRATTO COMPRESO FRA LA 'CONGIUNZIONE' E IL FONDO RESEAU DEI CAVALIERI DEL CORAGGIO Passata la 'Congiunzione' e percorso un breve tratto di meandro si arriva alla base di una cascatella alta 10 m (-307). Si può risalire nel meandro in arrampicata per una decina di metri, ed entrare nella diramazione. Poco più avanti si risale in una micidiale fessura obliqua ('la fessa') e in breve si giunge in una sala ('Piazza Re di Roma'). Da qui inizia una successione di salti risaliti con impegnative arrampicate, che chiude in una stretta fessura a circa +115 m dalla partenza nel meandro. Si tratta di un affluente di destra, con portata modesta, impostato su una frattura orientata N80°W. RAMO DEL 'GRANDE CORSO D'ACQUA PERENNE' Sviluppo planimetrico: 170 m. Dislivello parziale dalla confluenza: +110 m. Si tratta del corso d'acqua principale del sistema sotterraneo. Proviene da sinistra, da una galleria, che si allarga fino a 5-8 m e alta non oltre 10 m, lunga un centinaio di metri. Il ramo è inizialmente impostato su una frattura inclinata; dopo circa 50 m, risaliti dei blocchi di roccia, si accede alla parte più ampia della galleria che presenta, al suo termine, una frana. Dopo aver superato la frana (passaggio basso), si accede ad una sala con due diramazioni. Quella di destra (DONATI, 1987, 1988b) conduce in breve ad una strettoia semi-sifonante, da cui proviene l'acqua. Quella di sinistra porta ad un ramo ('Full PVC Jacket'), che si risale per un dislivello di circa 90 m e che presenta una successione di pozzi collegati da tratti di meandro (8, 25, 20, 13 m) e che termina in fessura. Un ramo parallelo porta, attraverso una serie di strettoie, dalla base del P25 all'orlo del P20 (GAMBARI, 1995). NOTE IDROLOGICHE E CORRENTI D'ARIA Una colorazione effettuata il 1° giugno 1991, immettendo fluoresceina nel torrente a valle del 'Grande Corso d'Acqua Perenne', ha evidenziato il collegamento con le sorgenti di Caporelle (q. 864), con il picco positivo 12 ore dopo l'immissione (distanza circa 2 km). Le acque dell'Abisso di Monte Vermicano non sembrano avere, invece, alcun collegamento con le più vicine sorgenti di Capo Cosa (q. 1170) (TERRAGNI, 1995b). Durante l'inverno l'ingresso Gresele emette una forte corrente d'aria calda, che fonde la neve eventualmente presente all'imbocco. L'ingresso del Vermicano, invece, aspira l'aria, ma in modo meno deciso. D'estate il verso di circolazione si inverte. Stato dell'ambiente A partire dal 1972, anno della scoperta del primo dei suoi imbocchi, la grotta è stata molto frequentata con un numero complessivo di visite stimabile in oltre un migliaio. I rami più frequentati sono quelli del Vermicano e del Gresele fino alla loro confluenza; lungo questo percorso si rinvengono anche alcuni resti del massiccio intervento di soccorso effettuato nel 1982. Il salone 'del Risucchio' è stato utilizzato come campo base per le esplorazioni nell'Abisso Vermicano. Operazioni di disostruzione necessarie per consentire il passaggio sono state effettuate in diversi punti del sistema sotterraneo. L'ingresso della Tana degli Eretici è stato aperto con scavo, così come alcuni passaggi all'interno; la sua frequentazione è già abbastanza numerosa, nonostante la data recente dell'esplorazione (1996). Comunque, le tracce di passaggio nell'intero sistema carsico sono nell'insieme poco percettibili e la discesa nel sistema sotterraneo conserva intatto il suo fascino. Nel 1991-'92 il CSR, in collaborazione con la USL di Frosinone, ha effettuato un monitoraggio microbiologico delle acque sorgive e sotterranee dell'Alta Valle del Fiume Cosa, rilevando la contaminazione da microrganismi sia delle sorgenti sia delle acque sotterranee del Gresele-Vermicano, probabilmente dovuta agli scarichi del sovrastante insediamento turistico di Campo Catino. Note tecniche ABISSO VERMICANO, FINO ALLA 'CONGIUNZIONE': P112 d'ingresso con cenge a '20 e '50 (corda 135 m), P28 (corda 35 m), P19 (corda 30 metri), P5 (corda 8 m), P11 (corda 15 m), P3 (arrampicabile, eventuale corda 5 m), P7 (corda 12 m), salone 'del Risucchio', P30 (corda 40 m), congiunzione con l'Abisso Gresele (-247 dall'ingresso Vermicano). ABISSO GRESELE, FINO ALLA 'CONGIUNZIONE': Ingresso con cunicolo stretto che immette direttamente nel P8 (corda 10 m), P55 (corda 65 m), P7+5 (corda 25 m), P19 (corda 25 m), P30 da scendere fino a 2 m dal fondo (corda 35 m; sopra questo pozzo iniziano il ramo 'dei Presentatori' e il ramo 'Yogurt e Nutella'); da qui parte un cavo telefonico che facilita l'individuazione del percorso successivo. P5 (corda 10 m), strettoia, P9 (corda 15 m), P5, corda 10 m), P20 da scendere solo per una decina di metri (corda 12 m), P15 (corda 20 m), P3 (corda 15 m ), P10 (corda 20 m), P6 (corda 10 m), P12 (corda 20 m), P2 (arrampicabile), P9 (corda 15 m), congiunzione con l'Abisso Vermicano (-297 dall'ingresso Gresele). DALLA 'CONGIUNZIONE' (-297) AL FONDO: P5, P7, confluenza con il 'Grande Corso d'Acqua Perenne', P3, P4, traverso su cascata di 3 m, si evita un'alta cascata risalendo 3 m in arrampicata fino a una 'finestrella', sala 'delle Pisoliti', P3+P14 a gradoni (corda 25 m), si torna sul torrente, P3 (corda), P3 (corda), si superano i bivi per le risalite ai rami 'Brioschi' e 'delle Foglie', P5 (arrampicabile), traverso arrampicabile (eventuale corda di sicura: 10 m), P8 (corda 15 m), P10 (corda 20 m), procedendo lungo il fiume (deviazione in alto, seguendo la freccia) si supera una cascatella di 2,5 m e si giunge al fondo (-439). Storia delle esplorazioni L'Abisso Vermicano fu esplorato parzialmente il 10 settembre 1972, su segnalazione di due locali, da soci dello SCR (A. Antonelli, V. Colaluca e Virginia Mura) che discesero i primi 50 m del grande pozzo d'ingresso, fino ad esaurimento delle scale: la domenica successiva D. Lunghini concluse la discesa del P112. Le esplorazioni vennero proseguite dallo SCR fra il settembre e il dicembre 1972 (Lunghini, P. Bianchetti, Antonelli, M. Sagnotti). Nel 1973 lo SCR riprese le esplorazioni, e l'11-12 agosto la squadra di punta (Bianchetti, Sagnotti e Cristina Semorile) raggiunse il fondo. Il 9 settembre 1979 S. Gambari (CSR), nel corso di una ricognizione esterna, tentò con successo il passaggio in una impegnativa fessura, affacciandosi sopra un salto: era l'inizio delle esplorazioni nell'Abisso Gemma Gresele. Le esplorazioni, ad opera del CSR (M. Monteleone, S. Gambari, F. Cingolani, C. Rocchi, M. Moriconi), proseguirono fino a quando, l'8 dicembre 1979, Monteleone, Cingolani e Gambari riuscirono a collegare l'Abisso Gemma Gresele all'Abisso Vermicano. I tentativi di esplorazione di altri rami sono stati numerosi, e, ovviamente, spesso senza successo. Di seguito sono riportate le esplorazioni più fortunate nei rami secondari. Fra il 1993 e il 1987 lo SCR (S. Gozzano, M. Mecchia, C. Fortunato, Andrea Felici, G. Sterbini e altri) ha esplorato il 'Reseau dei Cavalieri del Coraggio' e 'Pussy Galore'. Nel 1983-84 il CSR (Monteleone, M. Buttinelli, R. Umetelli, Ornella Sattalini, Mecchia, P. Terranova, M. Topani, C. De Monte) ha esplorato il ramo 'dei Presentatori'. Negli anni fra il 1982 e il 1987 il CSR (Monteleone, A. Bucciano, Gambari, V. Sbordoni, F. Rusconi, Fortunato e E. D'Alessandro) con M. Mecchia e Anna Pedicone Cioffi, (SCR) ha esplorato 'Yogurt e Nutella'. La frana in fondo al 'Grande Corso d'Acqua Perenne' è stata superata da Monteleone (CSR) nel settembre 1981; l'esplorazione è stata poi proseguita nel 1988, in risalita nel ramo 'Full PVC Jacket', dall'ASR '86 (F. Donati, L. Zannotti e E. Pietrosanti). La risalita 'di Cristiano' è stata iniziata nel il 1982 dal CSR (Buttinelli, Monteleone) e proseguita nel 1993 (S. Re) e 1998 (M. Di Bernardo). Il 'ramo nuovo' è stato raggiunto in risalita il 7 novembre 1992 da S. Re, che lo ha esplorato con CSR (Monteleone, Gambari, Buttinelli, F. Sirtori) e SCR (M. Mecchia, Pedicone Cioffi e Dalma Pereszlenyi). Il 3-4 maggio 1997 il CSR (Letizia Argenti, M. Baldoni, A. Bucciano, Buttinelli, D'Alessandro, F. e M. Di Bernardo, Gambari, Monteleone, C. Norza, Pedicone Cioffi, Sbordoni, Sirtori, M. Stancanelli e Sterbini) e il GSC (P. Ricciotti, R. Sarra e T. Verdecchia) hanno aperto l'ingresso della Tana degli Eretici e sceso i primi pozzi; il 7-8 giugno viene raggiunto il fondo a -100 (Baldoni, Bucciano, V. Cenni, Roberta De Cristofaro, S. Demofonte, Gambari, F. Iacoacci, Monteleone, Norza, Pedicone Cioffi, Sirtori, A. Bastianon, Pagliarulo G., Vicario, Giorgiantoni e Gangemi); dopo aver allargato la strettoia a -100, il 26-27 luglio 1997 la grotta è stata congiunta con l'Abisso Gresele ad opera del CSR (Bastianon, Cenni, De Cristofaro, Demofonte, F. e M. Di Bernardo, Gambari, Iacoacci, L. Latella, Monteleone, Pedicone Cioffi, Righi, Sattalini, Sbordoni).

Bibliografia
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Le Grotte del Lazio - Giovanni Mecchia, Marco Mecchia, Maria Piro, Maurizio Barbati - www.parchilazio.it


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Indirizzo:
03016 Guarcino FR, Italia

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