Abisso la Vettica

  • tipologia:
    Grotta naturale
  • quota:
    637m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Sconosciuta


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Abisso la Vettica

RAMO VECCHIO La grotta si apre con un maestoso pozzo profondo 142 m. La sezione orizzontale d'imbocco è ampia 7x4 m, con asse maggiore lungo la faglia orientata NW-SE. Dal versante a monte l'imbuto d'ingresso scende con forte pendenza, mentre sul versante a valle l'accesso al pozzo è un comodo 'parapetto', alto mezzo metro. Un secondo ingresso si apre 2 m più in alto, a 10 m di distanza dal primo, in direzione NW (lungo la faglia). Attualmente il secondo ingresso, di circa 2 m di diametro, è chiuso da un bottino di presa; infatti, negli anni '80 il torrentello che affluiva nel grande pozzo pochi metri sotto la superficie esterna è stato captato in un acquedotto per il locale approvvigionamento idrico. Scendendo nel pozzo principale (P142), a 26 m dal 'parapetto' si raggiunge un primo terrazzo (punto 2, la sezione è di circa 10x7 m). A 45 m di profondità i fusi provenienti dai due ingressi confluiscono, originando una sezione a forma di 8 con asse maggiore di circa 25 m, e assi minori di circa 7 e 13 m. Proseguendo la discesa la sezione tende a ridursi e a divenire circolare. A 95 m dall'ingresso si atterra su un secondo terrazzo (punto 4), grande e inclinato. Dal bordo del terrazzo si scende per una quarantina di metri in una spaccatura estesa oltre 40 m in orizzontale e relativamente stretta (3-5 m), fino alla base del pozzo (punto 46). Negli ultimi 30 m il pozzo si allarga in direzione SE. La base del pozzo è ampia una decina di metri e pianeggiante, con un cono detritico appena accennato. Sul lato sud si scende un ripido pendio di detrito instabile che immette in una verticale profonda 25 m, anch'essa impostata sulla stessa frattura. Pochi metri sopra l'orlo del pozzo (punto 47) un grande masso è incastrato fra le pareti, a 5 m da terra. Al fondo del salto la sala ha una forma allungata con sezione 2x8 m, alta circa 20 m ('vecchio fondo', -175). Il pavimento è costituito da detrito e materiale vegetale in decomposizione, nel quale si può scendere ancora per un paio di metri in un angusto e tortuoso cunicolo. All'estremità meridionale della sala si apre una fessura impraticabile, profonda almeno 5 m. RAMO NUOVO Lungo il P142 è stata raggiunta, con un impegnativo 'pendolo', una grande finestra (punto 7), con base a 115 m di profondità, alta circa 8 m e larga 1,5 m. Da qui ha inizio il ramo 'nuovo' che, superando il 'vecchio fondo', raggiunge la profondità di 360 m con una rapida successione di pozzi.Raggiunta la 'finestra' si entra in una sala (punto 8) che affaccia immediatamente su un pozzo parallelo, profondo 64 m. Sul lato sud della sala si apre un corto meandro (tratto 43-45), che conduce ad una sala di frana sospesa sul grande pozzo iniziale (la volta della sala chiude a tetto questa parte del pozzo). Il pozzo di 64 m, che verso l'alto prosegue nel buio, è un fuso con sezione ampia 6x5 m alla partenza. Dopo 20 m di discesa si passa un leggero restringimento (5x2 m) oltre il quale il pozzo si allarga nuovamente. Alla profondità di 54 m si può accedere, tramite un terrazzino ed entrando in una piccola 'finestra' (tratto 12-14), ad un pozzo parallelo, che da questo punto è profondo 20 m. Su ripiani posti a diverse profondità lungo il P64 sono accatastati tronchi e rami provenienti, presumibilmente, dal secondo ingresso attraverso un collegamento diretto non ancora individuato. Alla base del P20, ampio 2-3 m e collegato al P64 anche tramite altre 'finestre', si apre un salto profondo 17 m, che inizia con una fessura un po' stretta (1 m) per sbucare poi improvvisamente sulla volta di una sala. La sala (punto 17) ha dimensioni in pianta di 20x5 m e un'altezza di 7-8 m, il fondo è movimentato e costituito da massi di crollo; sono presenti alcune vaschette scavate nella roccia e nel fango. La prosecuzione è un cunicolo al quale si accede fra i massi di crollo (punto 18). In breve il cunicolo intercetta uno specchio di faglia, diretto circa N30°E, con immersione di 70° verso SE. La faglia ha generato una serie di salti, intervallati da piccoli terrazzi, che approfondiscono di 150 m l'abisso, quasi verticalmente. I pozzi (28, 9, 7 e 100 m) hanno in genere imbocchi relativamente stretti e si allargano poi fino ad un paio di metri. Il P100 è più ampio, in genere 3-5 m, e presenta dei piccoli terrazzini a -16, -38 e -68 m. La discesa termina su un lago ad una profondità di 360 m dall'ingresso alto. Un pozzo parallelo, impostato sulla stessa faglia e intercomunicante verso nord con quello sopra descritto, è accessibile quasi dalla sommità dello specchio di faglia tramite un breve meandro inizialmente ascendente (punto 22), che porta ad una serie di salti analoghi a quelli già descritti (13, 18 e 8 m), che si allargano infine in un grande pozzo, anch'esso profondo 100 m. I due P100 paralleli comunicano tramite due grandi finestre, alte ognuna una decina di metri, con basi a -20 e -70, e infine anche sul fondo. Nei tratti intercomunicanti la sezione si allunga per una ventina di metri, con una tipica forma a 8; alle estremità laterali il pozzo chiude in fessure millimetriche. Il fondo è costituito dato da due laghi, uno sotto ciascuno dei due pozzi. Sotto il pozzo di normale discesa, lo specchio d'acqua misura 12x4 m ed è profondo alcuni metri; il deflusso delle acque sembra utilizzare un sifone posto in un breve cunicolo all'estremità nord. Il lago del secondo pozzo misura 6x3 m, è raggiungibile dal primo scavalcando una 'sella', ed è attraversabile in canotto. Al di là si possono salire un paio di metri per poi scendere in un cunicolo che porta nuovamente sull'acqua. Stato dell'ambiente Le due bocche d'ingresso al grande pozzo sono note da lungo tempo. Negli anni '80 è stata realizzata la captazione del torrentello che affluiva nel pozzo più piccolo pochi metri sotto la superficie esterna, costruendo un bottino di presa che ne chiude completamente l'imbocco. A tal fine è stata anche costruita una strada sterrata che risale il versante giungendo fino all'abisso. La prima esplorazione completa del pozzo d'ingresso, risale al 1953; le difficoltà tecniche di discesa hanno limitato la presenza speleologica ad un numero ridottissimo di visite fino al 1992, quando, con l'utilizzo delle tecniche attuali, è stata possibile la scoperta della prosecuzione che ha approfondito significativamente la grotta; di conseguenza anche l'afflusso speleologico è divenuto più rilevante (complessivamente la grotta è stata oggetto di diverse centinaia di visite). All'interno non si osservano significative alterazioni ambientali; unica nota negativa è la presenza di tracce di polvere di carburo esausto in alcuni punti della grotta. Note tecniche DALL'INGRESSO AL 'VECCHIO FONDO' P142 d'ingresso, con cenge a -28 e -90 (corda 170 m). P25 (corda 40 m), 'vecchio fondo' (-172). DALL'INGRESSO ALLA SALA DI -207: Si scende il P142 fino a -115 (ultimo frazionamento del pozzo), dove con un impegnativo pendolo si raggiunge la grande finestra (corda 140 m). P64 fino 10 m dal fondo, poi si entra in una finestra (corda 70 m) che porta sul P20 (corda 25 m), P17 (corda 25 m), sala (-207). DALLA SALA DI -207 AL LAGO-SIFONE TERMINALE: P4 (corda 6 m), P28 (corda 35 m), P9 (corda 15 m), P7 (corda 12 m), P100 (corda 120 m) si atterra sulla riva del lago-sifone terminale (-360). 2A VIA PER IL LAGO-SIFONE TERMINALE, DA SOPRA IL P28: P13, P18, P8, P101 (parallelo al P100), la base del pozzo è completamente occupata dall'acqua del lago-sifone terminale (-360) Storia delle esplorazioni La discesa del grande pozzo iniziale (142 m) venne tentata prima nel 1927 e poi nel 1930 da A. Datti, C. Franchetti e P. Pietromarchi del CSR. L'esplorazione del 'fondo vecchio' dell'abisso risale al 25-26 agosto 1953, ad opera del CSR (E. Spicaglia, M. Astorri, A. Baldieri, I. Bertolani, E. Callori, M. Cerruti, C. Franchetti, G. Lepri, F. Patrizi, S. Patrizi, G. Pighetti, V. Rossi Marcelli, F. Zanera). La discesa venne effettuata con l'argano, con cavo d'acciaio di assicurazione, e con le normali scale di corda. Nel 1971 il CNSASS intervenne per recuperare il corpo di un uomo che si era suicidato gettandosi nel pozzo. Il 21 marzo 1992 ha avuto inizio una serie di esplorazioni dello SCR. E' stata raggiunta da S.Re, M. Barbati, Dalma Pereszleny, S. Soro, P. Turrini la finestra sul P142 e sceso il P64. L'11-12 luglio 1992 Barbati, G. Ceccarelli, I. Jelinic, Re, Soro, Turrini hanno disceso il P100 fino a 30 m dal fondo. Il 9-10 gennaio 1993 Barbati, M. Mecchia, L. Nolasco, Jelinic, Re, Soro hanno raggiunto il nuovo fondo. Il 5-6 giugno 1993 Barbati, Jelinic e Soro hanno scoperto e parzialmente disceso una nuova serie di pozzi che conducono alla sommità del P101 parallelo. Infine il 19-20 giugno 1993 Barbati, H. Korais, Mecchia, Re, Soro, Turrini hanno terminato la discesa del P 101.

Bibliografia
ABBATE 1894; BARBATI, 1995; CAMPONESCHI 1963; CIRCOLO SPELEOLOGICO ESPERIANO, 1982; CIRCOLO SPELEOLOGICO -
ROMANO 1954a; DOLCI 1967; FERRI RICCHI, 2001; MANCINI, 1997; MANISCALCO 1963; MECCHIA M. & MECCHIA G., -
1983; SEGRE 1948a; SEGRE 1948d; SEGRE, 1956; SPICAGLIA, 1954. -


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Indirizzo:
Unnamed Road, 03020 Pastena FR, Italia

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