Villa
Civili architettoniche

Villa di Cicerone

  

Insieme ai frequenti nuclei di resti di ville lungo il percorso delle strade che portano ad Anzio e da Anzio verso Circei e Terracina, la fonte più viva ed efficace è Cicerone: egli è in continuo traffico tra le sue proprietà di Formia (II, 8); di Arpino (II, 8), di Tuscolo (II, 9), di Roma (II, 8). Eppure ad Anzio sosta più volentieri che altrove (II, 6) ed insiste nell'invitare l'amico Attico (IV 4 a) e ne sollecita l'aiuto per l'organizzazione della sua biblioteca (IV, 4 a - IV, 5 - IV, 8). Avrà infatti l'aiuto del liberto Tyrannio (IV, 4 a) e poi dei due librarii Dionisus e Menophilus nel 56 a. C. che Attico gli procura. Ed intanto racconta all'amico che in Anzio si svolgono ottimi combattimenti gladiatorii (IV, 4 a) e che vi si svolgono i ludi ai primi di maggio (II, 8).

Inoltre gli spiega come raggiungere la sua villa: "de via recta in hortos" (IV, 5) e nel descriverla fa chiaro riferimento alla sua posizione a mare ... aut libris me delecto ... aut fluctus numero (II, 6).

C'è ancora un'altra notizia che ci interessa: Attico vorrebbe comperare qualche casa o villa e Cicerone nel 56 a. C. gli spiega come non trova nulla di già costruito da acquistargli nell'agro né "in oppido est quiddam (IV, 8) ... et proximum quidem nostris aedibus". Notizia essenziale per riconoscere la villa di Cicerone "in oppido", vale a dire sulla costa di Antium ancora oppidum, cioè cinta dal suo bel vallo volsco. Se la via che vi conduce non ha un nome particolare ma è detta semplicemente recta e passa non per la città ma attraverso gli orti, cioè tangente alla campagna possiamo ben immaginare la villa sulla riviera di ponente, riconoscendola in una dei tanti nuclei che si affacciano oggi al bordo dello strapiombo più a nord del grande complesso imperiale. E' probabile che sia questa la villa da lui venduta anni dopo a Lepido e che nomina nella lettera ad Attico da Astura, dove evidentemente possiede una nuova proprietà e soggiorna nel 45 a. C. (XIII, 47 a).

TULLI CICERONIS, Epistulae ad Atticum:

II, 6 (59 a. C.).
Itaque aut libris me delecto, quorum habeo Anti festivam copiam, aut fluctus numero ... et ... mihi quaevis satis iusta causa cessandi est, qui etiam dubitem, an hic Anti considam et hoc tempus omne consumam, ubi quidem ego mallem duumvirum quam Romae fuisse.
O passo ore piacevoli tra i libri, di cui ad Anzio ho bella dovizia, o sto a contare le onde del mare... ... e sono persino ancora incerto se debba fermarmi ad Anzio e passare tutto questo periodo di tempo qui, dove pure meglio sarebbe stato essere duumviro che non a Roma.

II, 8 (59 a. C.).
Sed cognoscere itinera nostra, ut status ubi nos visurus sis. In Formianum volumus venire in Parilibus; inde, quoniam putas praetermittendum nobis esse hoc tempore Cratera, illum delicatum, Kal. Maiis de Formiano profiscemur, ut Anti simus a. D. V Nonas Maias. Ludi enim Anti futuri sunt a IIII ad pr. Nonas Maias. Eos Tullia spectare vult. Inde cogito in Tusculanum, deinde Arpinum, Romam ad Kal. Iunias. Te aut in Formianoaut Anti aut in Tusculano cura ut videamus.
Piuttosto prendi nota dei miei spostamenti, così da decidere dove vedermi. Per il 21, festa di Pales, intendo arrivare alla villa di Formia; poi, dal momento che secondo te in questo periodo vanno escluse per me le raffinatezze del golfo di Baia, il 1° maggio partirò da Formia per essere ad Anzio il tre del mese. Ad Anzio infatti si svolgeranno spettacoli dal 4 al 7 maggio e Tullia tiene ad assistervi. Poi il programma sarebbe di passare nella villa di Tuscolo, quindi ad Arpino e infine a Roma per il 1° giugno. Sistema le cose in modo da vederci o a Formia o ad Anzio o al Tuscolo.

II, 9 (59 a. C.).
Antium me ex Formiano recipere cogito a. D. V Nonas Maias; Antio volo Nonis Maiis proficisci Tusculanum ...
Penso di lasciare Formia e di tornare ad Anzio il tre maggio, da Anzio partirò il sette per il Tuscolo...

IV, 4 a (56 a. C.).
Prebelle feceris si ad nos veneris. Offendes designationes Tyrannionis mirificam in librorum meorum bibliotheca, quorum reliquiae multo meliores sunt quam putaram. Et velim mihi mittas de tuis librariolis duos aliquos, quibus Tyrannio utatur glutinatoribus, ad cetera administris, iisque imperes ut sumant membranulam, ex qua indices fiant, quos vos Graeci, ut opinor Testo greco appellatis. Sed haec, si tibi erit commodum. Ipse vero utique fac venias, si potes in his locis adhaerescere et Piliam adducere. Ita enim et aequum est et cupit Tullia. Medius fidius ne tu emisti Testo greco praeclarum. Gladiatores audio pugnare mirifice. Si locare voluisses, duobus his muneribus liber esses. Sed haec posterius. Tu fac venias et de librariis, si me amas, agas diligenter.
Gran bella cosa farai venendomi a trovare. Ti accoglierà la magnifica sistemazione dei miei libri nella biblioteca, fatta da Tirannione. Quello di essi che mi resta è assai meglio di quanto mi aspettassi. Vorrei anche che tu mi mandassi un paio dei tuoi copisti che servano a Tirannione nel lavoro di incollatura o, in generale, come aiutanti, e fa' che portino della pergamena per farne i titoli, quelli che voi greci chiamate, credo, sillybi. Tutto questo, però, se non ti reca disturbo. Ma, sopra tutto, vieni tu, e fai in modo di fermarti un po' in questi paraggi e di condurre anche Pilia, il che mi sembra giusto ed è tanto desiderato da Tullia. E poi, perbacco, hai comperato davvero una magnifica compagnia di gladiatori; mi dicono che combattono splendidamente! Se tu avessi voluto darli in affitto, con codesti due spettacoli potevi ripagartene la spesa. Ma di tutto ciò a più tardi: l'essenziale è che tu venga e mi raccomando, te ne prego, provvedi per i librai.

IV, 5 (56 a. C.)
... Domum meam quod crebro invisis est mihi valde gratum. Viaticum Crassipes praeripit. Tu "de via recta in hortos". Videtur commodius ad te; postridie silicet; quid enim tua ? Sed viderimus. Bibliothecam mihi tui pinxerunt constructione et sillybis. Eos velim laudes.
Ti sono molto grato dei tuoi numerosi sopralluoghi alla mia casa. Crassipede mi si mangia il mio viatico. Tu "per la via diritta tra i campi"; mi sembra più spiccio: io verrei da te il giorno dopo. Non è la stessa cosa per te? Ma si vedrà poi. I tuoi lavoranti mi hanno magnificamente messo a posto la biblioteca come sistemazione e come catalogo. Fa' loro I miei elogi, te ne prego.

IV, 8 (56 a. C.)
... Aedificati tibi in agris nihil reperio. In oppido est quiddam, de quo est dubium sitne venale, ac proximum quidem nostris aedibus. Hoc scito, Antium Buthrotum esse Romae, ut Corcyrae illud tuum. Nihil quietius, nihil alsius, nihil amoenius. Testo greco. Postea vero quam Tyrannio mihi libros disposuit, mens addita videtur meis aedibus. Qua quidem in re mirifica opera Dionysi et Menophili tui fuit. Nihil venustius quam illa tua pegmata, postquam mi sillybis libros inlustrarunt. Vale.
... Qui, in aperta campagna, non trovo costruzioni che ti convengano; c'è qualche cosa nell'abitato e, per di più, vicino alla mia casa, ma non mi risulta che sia in vendita. Sappi che Anzio è il Butrinto di Roma, come il tuo lo è di Corfù: nessun posto più quieto, più fresco, più piacevole: "sia esso per me la mia cara dimora". Tanto più che, da quando Tirannione mi ha messo a posto i miei libri, si direbbe che la mia casa abbia preso anima. Magnifica è stata anche la cooperazione di Dionisio e di Menofilo; niente è più bello di quei tuoi palchetti dopo che essi mi hanno ornato i libri con le diciture. Stai bene.

XIII, 47 a (45 a. C.)
Lepidus ad me heri vesperi litteras misit Antio; nam ibi erat; habet enim domum quam nos vendidimus ...
Lepido mi ha mandato ieri sera una lettera da Anzio, dove si trova, nella casa che gli ho venduto...;
  Sono disponibili informazioni addizionali.
  Sono disponibili contenuti bibliografici.
links e media
bplinks
  Sono disponibili contenuti mediatici.
Registrati o autenticati per accedere a tutti i contenuti.





6386
newsletter
Iscriviti alla Newsletter per ricevere il calendario delle attività e le news!
ok
Inserisci il codice di 4 cifre che ti è stato inviato.
ok
 
private tours
Auxilium petere ?