Sotterranei della chiesa di Santa Cecilia in Trastevere
La Basilica di S.Cecilia, situata nella piazza omonima, sorge sulla casa della martire romana Cecilia e di suo marito Valeriano. Gli scavi sotto la chiesa, effettuati durante il restauro del 1899, evidenziarono effettivamente un gruppo di antichi edifici di età repubblicana con muri in opera quadrata di tufo e una colonna dorica. L'edificio mostra restauri e rifacimenti di età successiva, dal II al IV secolo d.C., quando venne unificato con altre costruzioni già esistenti e risalenti all'età repubblicana.
Oltre a diversi ambienti costruiti in opera laterizia e con resti di mosaici pavimentali, vi si trova anche una grande stanza caratterizzata dalla presenza nel pavimento di sette vasche cilindriche in mattoni. La casa fu trasformata in titulus (denominato Ceaciliae) già nel V secolo finchè S.Gregorio Magno fece costruire la basilica primitiva nel VI secolo. S.Cecilia, rea di aver tentato di convertire Valeriano e il fratello Tiburzio, fu martirizzata nel 230 d.C. nei sotterranei della chiesa, dove tuttora si trova il calidarium, ossia l'ambiente nel quale la martire subì per tre giorni il supplizio: poichè, scaduto il terzo giorno, non era ancora stata soffocata dai vapori caldissimi, i suoi aguzzini la decapitarono per ordine dell'imperatore Marco Aurelio Severo Alessandro meglio noto come Alessandro Severo.
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