Dopo la morte della principessa Zenaide avvenuta nel 1862, suo figlio Alessandro abitò nella villa e scoprì nel febbraio del 1866 casualmente il Colombario di Tiberio Claudio Vitale e il Sepolcro dei Servilii, tombe romane di tufo a cui conduce l'antico tracciato della via Celimontana, che attraversa la villa, chiaramente indicato dalle arcate dell'acquedotto. Il colombario è datato al I secolo dopo Cristo; gli interni sono perfettamente conservati, con un semplice intonaco a fondo bianco che riveste le pareti in opera laterizia, le nicchie ad edicola e quelle ad arco ospitanti le urne cinerarie.
All'interno si conservano ancora tratti di mosaico pavimentale in bianco e nero, stucchi e iscrizioni in marmo alle pareti. Sulle volte del pianterreno si riconoscono ancora affreschi con ritratti votivi. La presenza di sarcofagi all'interno dimostra che il mausoleo è stato frequentato ed utilizzato almeno fino alla fine del III secolo.
L'ingresso era originariamente al pianterreno, e dava accesso ad un vano che oggi è completamente interrato, le cui pareti laterali e quella di fondo ospitano nicchie disposte su tre ordini. Da qui, una scala interna in muratura permetteva di raggiungere il primo piano, anch'esso dotato di tre ordini di nicchie sulle pareti, e il secondo piano, privo di nicchie ma dotato di una mensa angolare che conserva ancora tracce dei fori dove erano infilate le panche lignee laterali: qui si svolgevano i pasti in onore dei defunti. Il titulus, cioè l'iscrizione dedicatoria, è ancora in sito, e fa riferimento a una famiglia di architetti che probabilmente avevano collaborato alla messa in opera dell'acquedotto soprastante. A causa di una frana, ad un certo punto un nuovo piano di calpestio venne sovrapposto a quello originario: l'antico ingresso venne tamponato e se ne costruì un altro al livello superiore. In un ulteriore momento, anche questo livello venne parzialmente sepolto da una frana, che arrivò a coprire anche il nuovo ingresso: si rese dunque necessaria la costruzione di un terzo portale d'accesso laterale, posto ad una quota superiore, ed anche il primo piano divenne così seminterrato.
Gli scavi attuali hanno riportato completamente alla luce il primo ed il secondo piano, mostrando la stratificazione avvenuta in antico ed i diversi livelli stradali, mentre il piano terreno, tuttora interrato, è accessibile solo tramite la scala interna. Nel 2018 i Sotterranei di Roma hanno effettuato uno studio dei colombari, realizzando il rilievo al laser scan che ha previsto la modellazione 3D dell'ipogeo.
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Auxilium petere ?
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