Sepolcro / Tomba
Funerarie

Sepolcro del legionario

  

Sepolcro probabilmente appartenente ad un legionario romano, che venne qui sepolto.



IL CENTURIONE DELLA BOCCEA (AULUS NUMISIENUS GALLUS)



Il grande storico della campagna romana Giuseppe Tomassetti nella sua ricognizione lungo la Boccea-Cornelia così annota, fra le altre sue cose: "E quindi perveniamo a Santa Rufina, sull'ottavo miglio della via Cornelia. Vi fu trovata l'epigrafe di un primopilus della legione XIV gemina".

Probabilmente il Tomassetti si riferisce alla zona di Santa Rufina con l'omonimo casale. Egli non sapeva che, nel 1965, sarebbe stata scoperta dalla British School of Rome la fondazione dell'antica basilica di Santa Rufina (sulla sinistra della Boccea per chi viene da Roma). Sia il casale che l'antica basilica della Santa Rufina sono a un tiro di schioppo, all'altezza, pressappoco, del civico 971.

E cosa dice tale epigrafe (CIL 06, 3618), purtroppo non datata? Eccola:



A(ulo) Numisieno Gallo

trecenario

donis donato

primo p(ilo) leg(ionis) XIV Gem(inae)

Numisieniae

Pannychidi

A(ulus) Numisienus

Fadus parentib(us)



La legione era suddivisa in dieci coorti.

La prima coorte, doppia per numero di uomini, era comandata da un hastatus e un hastatus posterior, da un princeps e da un princeps posterior e, appunto, dal primus pilus, come il nostro centurione di Boccea: era il grado più elevato.

Il grado di primus pilus era così importante, per il prestigio, la forza e l'esperienza, che Dante Alighieri nel canto XXIV del Paradiso paragona San Pietro (un vero centurione della fede) a un "alto primipilo".

Nell'epigrafe si accenna ad Aulo Numisieno quale trecenarius: con ciò si vuol dire che aveva agli ordini diretti trecento militi.

Tali ragguagli vanno presi, ovviamente, con cautela vista la millenaria tradizione dell'esercito occidentale che, perciò, ebbe a cambiare fisionomia e organizzazione nei vari passaggi costituzionali (monarchia, repubblica, impero).

Assai complessa la storia della Legio XIV o XIIII Gemina (così chiamata, forse, perché risultò dalla fusione di altre due).

Istituita da Cesare e da lui sciolta nel 46 a. C., fu riattivata da Ottaviano Augusto nel 41 a. C.

Nei secoli ebbe a combattere in Gallia e in Britannia sino in Pannonia. Si stabilì, poi, per tre secoli, a Carnuntum, nell'Austria orientale (al confine con l'Ungheria-Pannonia), dove formò un punto di riferimento militare di primaria importanza (18 ettari di accampamento) sino al crollo dell'Impero nel quinto secolo.

Ancor più difficile comprendere la derivazione gentilizia del nostro glorioso centurione: forse la gens Numisia?

Vi sono assonanze, è vero, anche con gentilizi etruschi (Numisie), ma ciò è solo, ancora una volta, una suggestione.

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