La Porta Sanqualis è stata la prima apertura, in ordine cronologico, sul lato occidentale del colle Quirinale. Era infatti situata sul meno scosceso dei tre avvallamenti dell'alto dirupo, in corrispondenza dei quali fu possibile aprire dei varchi che consentissero l'accesso alla città da quella parte. La sua posizione è quasi certamente identificabile con i resti del muro che è tuttora visibile nell'aiuola centrale di largo Magnanapoli, alla fine di via Nazionale[1]. Si tratta di soli tre filari di blocchi di tufo, probabilmente relativi ad un lato della porta.
Il tratto di mura serviane che dalla Sanqualis proseguiva verso nord, in direzione della vicina porta Salutaris, doveva essere protetto dalla cinta di mura, contrariamente al tratto successivo che era invece talmente scosceso e ripido da non aver bisogno di alcuna protezione se non, probabilmente, di un semplice parapetto.
Il nome della porta è dovuto alla vicinanza del tempio di Sanco (o Semo Sanco, o Sanquale), antica divinità di cui non sono però tramandate molte notizie, se non che si trattava di una divinità importata in origine dai sabini, abitatori del colle prima della fusione con gli elementi latini stanziati sul Palatino. Il nome comunque non è certamente di origine latina.
1 - ^ Sul muro è leggibile una lapide, posta dal Comune: ?Mura urbane dell'epoca dei Re, tornate in luce nel novembre 1875?.
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