Percorrendo il profondo canalone che staccandosi dalla moderna carrareccia si dirige verso nord est, si raggiuge una delle porte della città. Da qui partiva la strada per Capena e l'Etruria tiberina. Nell'ultimo tratto del percorso è visibile la pavimentazione stradale basolata di età romana, messa in luce in più tratti fino al ciglio del constone tufaceo che si affaccia cul corso del Crèmera. Sulla sponda opposta sono visibili i resti della pila settentrionale del ponte romano in opera quadrata mediante il quale la strada superava il fosso. Tutta l'area antistante l'accesso alla città è interessata già in epoca etrusca da fronti di cava per lo sfruttamento del tufo, tuttora ben visibili lungo il tracciato difensiva del bastione, le pareti tufacee sono poi riutilizzate per scavare l'alloggiamento di numerose sepolture, su più livelli, e la singolare varietà di forme e dimensioni dei loculi richiamò alla mente dei visitatori del XIX sec. le scaffalature delle farmacie, le "spezierie", da cui il nome del luogo. Uscendo dalla porta, sulla sinistra, si apre nella parete tufacea una piccola tomba a camera con accesso incassato e lavorato con copertura a spioventi; all'interno, è un unica banchina. Proseguendo lungo lo stesso lato per circa venticinque metri è visibile un tratto della mura della città, in opera quadrata di tufo con blocchi disposti per testa e per taglio. Le fondazioni della struttura sono attualmente esposte come si evince dalla disposizione disassata dei filari inferiori.
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Auxilium petere ?
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