Ponte
Civili funzionali

Ponte Salario (Resti)

  

Superato il borgo di San Giovanni Reatino, la via costeggiava il fiume Turano e raggiungeva la città sabina di Rieti (Reate), dove attraversava il fiume Velino con il Ponte romano di Rieti e raggiungeva il foro superando il dislivello tramite un viadotto (i cui resti sono ancora visibili nelle fondamenta degli edifici in via Roma), sul quale si apriva la Porta Romana. Da qui l'arteria volgeva verso oriente, uscendo da Reate dalla Porta Interocrina e costeggiando il fiume Velino fino a raggiungere l'alta Civitas ducalis, oggi Cittaducale, e successivamente la vicina Cotilia (Vicus reatinus) nella Piana di San Vittorino. Una pietra miliare della Via Salaria è visibile nella cripta della Cattedrale di Rieti, dove è stata riutilizzata come colonna.
Attraversato il Velino presso il Ponte Margherita, la Via entra a Borgo Velino e ad Antrodoco (Interocrìum). La Salaria proseguiva in direzione nord all'interno delle Gole del Velino, alle pendici del monte Terminillo, il cui superamento richiese idee e soluzioni tecniche avanzate per gli ingegneri di Augusto, di Vespasiano e di Traiano; ancora oggi nelle gole sono visibili gli imponenti tagli nella roccia operati per permettere il passaggio della strada.
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