La valle dei morti viene attraversata dal ponte tra i più maestosi e affascinanti, Ponte Lupo. Le fonti affermano che quì, nella tenuta di “San Giovanni in campo Orazio”, si tenne la famosa battaglia tra Orazi e Curiazi. Nel medioevo l’imponente struttura venne scambiata per una fortificazione e i fornici per un portale di accesso ad un’antica città sconosciuta. Anche questo ponte, così come lo possiamo ammirare oggi, è completamente diverso da quello originale.
Nel 144 a.C. venne realizzato con piloni relativamente esili e molto slanciati che oltre a renderlo superbo da un punto di vista architettonico (il ponte è alto più di 30 metri e lungo circa 100 metri), deve aver avuto abbastanza precocemente problemi di stabilità. La struttura originaria è ancora visibile grazie agli archi in opus quadratum conservati sopra il ruscello, sul prospetto ovest. Un attico in opus reticulatum (opera di Agrippa) sostiene il canale ancora presente sulla sommità, anche se in parte crollato.
L'unico speco che lo attraversa è quello dell'Aqua Marcia (l'Anio Vetus passava poco più a valle, su uno sperone tuttora visibile dalla sponda nord).
Una volta osservato il ponte da sotto, si può salire al livello intermedio attraverso un sentiero alla destra orografica del torrente, nel campo da dove si è arrivati. Si attraversa il ponte sotto una porzione di arco, passando accanto ad un imponente contrafforte ormai completamente distaccato dal prospetto verticale del ponte. Questa tipologia di opera, ricorrente su entrambi i lati del ponte, fa parte di un complesso di operazioni di rinforzo estremamente stratificate, che hanno rivestito a più riprese le strutture originarie del ponte stravolgendone l'aspetto. Le opere di rivestimento cominciarono dal periodo di Agrippa e si conclusero con Diocleziano nel III sec. d.C., mentre alcuni interventi sporadici si protrassero fino al V sec. coinvolgendo le strutture di rinforzo in calcestruzzo presenti sulla sponda nord.
Grazie alle imponenti opere di rinforzo sul prospetto est (dei torrioni circolari in corrispondenza delle arcate sul torrente) si è venuto a creare un terrazzamento ad una quota intermedia del ponte, che in epoca recente è stato utilizzato dai pastori come ricovero per gli animali. Sotto l'arcata più a sud è stato svuotato il riempimento in muratura (opera di rinforzo risalente all'epoca di Domiziano) per farne dimora di pastori almeno fino ai primi anni del '900 (ne sono a testimonianza il nerofumo sulle pareti delle arcate).
Il ponte si trova in proprietà privata, sede dei terreni del Baliaggio di San Sebastiano, della famiglia Barberini. La grotticella per il ricovero degli operai romani che costruirono ponte Lupo si trova sul versante sud, appena imboccato il ripidissimo sentiero per scendere sul lato Est del ponte.
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Auxilium petere ?
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