L’acquedotto Claudio, attraversata la gola di San Cosimato, procedeva in direzione rettilinea ma, arrivato all’altezza dell’antica mola, con una deviazione a novanta gradi, un secondo canale attraversava l’aniene e si diramava sulla riva sinistra dell’Aniene. Il ponte attualmente è crollato, ma si possono ancora vedere i due piloni. Il primo, quello a nord, è stato riutilizzato per collocarci un’edicola mariana, mentre il secondo, ben più visibile e più imponente, da un’idea dell’altezza che il ponte aveva in questo punto. Questo ponte è stato riferito al periodo Adrianeo, che ne data quindi anche la diramazione. E’ probabile che sia stata realizzata per motivi manutentivi, necessari a deviare l’acqua a causa della necessità di intervenire in contesti di criticità. Nel tratto a valle della gola di San cosimato infatti, il terreno è relativamente pianeggiante e non è da escludersi che in caso di piena, quando ancora la diga non era presente, le acque del fiume che nella gola prendevano velocità, irrompessero nel tratto immediatamente a valle, rendendo questo tratto suscettibile a necessari interventi di manutenzione. Sopra al pilone nord, quello della madonnella per intenderci, c’è un ingresso al tratto originale dell’acquedotto Claudio. Oltre ad essere un po impegnativo l’accesso, perché molto basso, dopo pochi metri il canale dell'acquedotto inizia a riempirsi di cemento armato. L'obbrobrio perpetrato è stato consumato in occasione della costruzione della sovrastante autostrada dei parchi, all’inizio degli anni ‘70. (il tratto Vicovaro-Castel Madama venne inaugurato il 18 luglio 1970). Evidentemente un operaio (ci sono ancora le impronte nel cemento), avendo avuto del cemento avanzato al termine della giornata lavorativa, ha pensato bene di utilizzarlo riempiendo il canale dell’antico acquedotto, dando vita a questo scempio.
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Auxilium petere ?
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