Questo piccolo ambiente, situato nella Regio III, Insula I, si distingue dagli altri per l'assenza di raffigurazioni a mosaico, ma ha il pregio di conservare molte delle decorazioni parietali originali, ad affresco, da cui l'appellativo. Diverse sono le figure rappresentate, tutte in qualche modo legate alla mitologia associata al culto di Mitra, anche se in ordine apparentemente sparso. Il primo pannello, visibile sul lato destro appena entrati nel mitreo, è suddiviso in quattro quadranti, ma soltanto una delle figure è pienamente visibile: rappresenta con tutta probabilità il dadoforo Cautes, con la torcia sollevata. Il suo compagno, Cautopates, compare nel pannello successivo, distinguibile per la fiaccola abbassata verso terra. Insieme a lui, compare un personaggio con il mantello aperto al vento e munito di lancia, un altro vestito di una tunica che impugna un giavellotto ed infine una dea, probabilmente Venere, nella posa di guardarsi in uno specchio, anche se la mano che dovrebbe reggerlo è mancante nell'affresco. Resta un piccolo pilastro che fungeva da altare, cavo all'interno e oggi spaccato, sulla cui parte frontale era rappresentato in bassorilievo una figura solare, di cui ancora si distingue la testa raggiata. Dietro di esso, una piccola lapide reca un'iscrizione: "Soli Semproniu Thronum". Sul davanti, per terra, si nota un pozzetto circolare che serviva probabilmente a drenare il sangue dei tori immolati nel corso del rituale (la cosiddetta "fossa sanguinis").
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20 Ott 17 alle 15.59 gianni vincis
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