La Porta Capena era situata nell'attuale piazza di Porta Capena a Roma, nella zona dove si incontrano il colle Celio, il Palatino e l'Aventino. La sua probabile posizione era tra l'imbocco di via di Valle delle Camene e l'inizio di via delle Terme di Caracalla (nota come "Passeggiata Archeologica"), di fronte al lato curvo del Circo Massimo. La valle intorno a quello che oggi è il viale delle Terme di Caracalla, era in tempi antichi ricoperta di boschi, grotte e sorgenti d'acqua. In questa zona (detta valle delle Camenae), considerata sacra e misteriosa, si narra (e Livio puntualmente riporta) che il pacifico re Numa Pompilio, diretto successore di Romolo, avesse i suoi incontri notturni con la dea (o ninfa) Egeria, che in quelle occasioni gli forniva tutte le indicazioni necessarie per l'istituzione dei riti più graditi a ciascuna divinità , e dei relativi uffici sacerdotali. In buona o cattiva fede che fosse, con questo espediente il re riuscì a tenere a freno per diversi anni un popolo rozzo ed ignorante, privo di uno sfogo bellico. Questa zona può dunque essere considerata la culla della religione dell'antica Roma.
Nel 489 a.C. da Porta Capena, uscì la moltitudine di giovani Volsci, cacciati da Roma, mentre attendevano ai giochi, secondo il progetto elaborato da Coriolano per fomentarne l'animosità contro Roma, e preparare la successiva guerra[1].
Quando nel 312 a.C. venne realizzata la via Appia che, partendo da lì, aveva come destinazione finale la città di Capua, il nome fu trasformato in Capena e l'intera area, già rilevante per diversi motivi, assunse un ruolo importantissimo come punto di transito e di contatto con l'Italia meridionale.
Nelle testimonianze letterarie la Porta è citata anche per un altro importante avvenimento che ha profondamente segnato la storia di Roma: dopo la disastrosa battaglia di Canne il senato si riunì, per valutare la situazione, ?ad portam Capenam?, come riferisce Livio, che era una delle tre sedi di convegno dell'assemblea.[2]
Ma attraverso la Porta Capena passò anche, sempre durante le guerre puniche, il corteo che introduceva in Roma la dea Cibele, la Magna Mater che fu una delle prime rappresentanti dei culti e riti stranieri che culminarono poi con l'affermazione del Cristianesimo.
Dallo stesso luogo si dipartiva anche la via Latina, altra arteria notevole per la storia di Roma; le due strade correvano affiancate per un breve tratto, per poi separarsi in corrispondenza dell'attuale piazza Numa Pompilio.
Quando ormai l'area aveva perso la sua importanza storica e leggendaria, ed era divenuta zona di ritrovo di mendicanti, l'ultima utilizzazione della porta fu quella di arco di sostegno per il passaggio dell'acquedotto della Marcia.
Porta Capena fu distrutta e l'intera area ristrutturata dall'imperatore Caracalla e l'accesso a Roma venne in seguito trasferito poco più avanti, attraverso la nuova Porta Appia che si apriva nelle mura aureliane. I suoi resti, oggi comunque non più visibili, furono rintracciati nel corso degli scavi effettuati nel 1867.
Sono disponibili informazioni addizionali.
Sono disponibili contenuti bibliografici.
links e media
bplinks
Sono disponibili contenuti mediatici.
Registrati o autenticati per accedere a tutti i contenuti.
esplorativo
documentativo
editoriale
20 Set 17 alle 14.27 gianni vincis
2 Dec 17 alle 19.39 gianni vincis Segnala per revisione Segnala per cancellazione
Stato
esplorativo
documentativo
editoriale
7299
EOF
newsletter
Iscriviti alla Newsletter per ricevere il calendario delle attività e le news!
ok
Inserisci il codice di 4 cifre che ti è stato inviato.