Vicino al mausoleo, l'archeologo Luigi Canina (1795-1856) fece edificare una quinta architettonica ornata con i frammenti di marmo riportati alla luce dagli scavi nell'area circostante, appartenenti, secondo lo studioso, ai resti di un'edicola circolare situata sulla cima del sepolcro.
L'opera è costituita dai resti di un grande mausoleo costruito intorno al 30 a.C. à una grande edicola circolare, dal diametro di 35 m, chiusa con un anello di base decorato da un fregio di grifi e un tetto conico a squame. Nella parte inferiore del cilindro il rivestimento offriva una sorta di sedili per la sosta. Nell'iscrizione (CIL VI, 1395) compare solo il cognome Cotta, in cui è stato a lungo riconosciuto erroneamente Messalla Corvino, console nel 31 a.C., sepolto in realtà lungo la via Latina, dal figlio Messalino Cotta, oratore e intellettuale dell'epoca di Augusto.
à quindi più probabile che questo personaggio citato, di cui non si conosce il nome, appartenga alla gens degli Aureli Cottae, e il frammento di iscrizione sia pertinente ad una piccola thòlos funeraria.
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