Questo sepolcro fa sicuramente parte del complesso di ipogei funerari dell'area, tra i quali spicca quello c.d. 'di Monte del Grano'.
Tuttavia l'ipogeo è sconosciuto alla maggior parte delle persone, anche degli studiosi, sia perchè accessibile da una proprietà privata, sia perchè riconvertiro ad altra funzionalità, ovviamente non di tipo sepolcrale.
La struttura è identica a quella che era del limitrofo Mausoleo di monte del Grano. Un pilastro centrale dal quale partiva un arco a tutto sesto e che generava un corridoio circolare al pilastro stesso. E' probabile, ma al momento non è dato saperlo, che anche in questo caso, la camera sepolcrale fosse disposta su un livello superiore.
All'ipogeo ci si accedeva attaverso un dromos, una vera e propria discenderia che portava dal piano stradale fino alla quota dell'ipogeo, di cui in alcuni tratti si conservano ancora le pitture originali. Un cunicolo, sul lato sud del dromos e oggi tamponato, potrebbe essere il passaggio che permetteva di accedere al piano superiore, oggi inaccessibile.
Il casale sovrastante, oggi un ristorante, è spacciato per una stazione di posta (la targa all'esterno è un rifacimento moderno), ma è sicuramente di fattura almeno rinascimentale se non più antica. E'probabile, che nella realizzazione delle fondazioni, si sia intercettato il dromos, permettendo di rinvenire il sepolcro.
In tempi relativamente recenti (probabilmente all'inizio del '900), sulla parete esterna della galleria anulare del corridoio sepolcrale, vennero realizzate delle nicchie per l'alloggiamento delle botti, riconvertendo l'utilizzo dell'opera come cantina.
Attualmente, l'ambiente è accessibile da una scala che intercetta l'accesso originale a metà ed è stato aperto al pubblico e allestito come pub, inserendo i tavoli dove, un tempo, vi erano le botti del vino.
In quest'occasione tutti i paramenti sono stati rivestiti di un moderno Opus reticolatum realizzato con capacità e maestria, degno di una maestranza di epoca imperiale.
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Auxilium petere ?
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