Grotta naturale
Varie

III Mero

  

Descrizione -
dislivello: -109; sviluppo planimetrico: 190 m
I Meri del Soratte sono tre grandi pozzi comunicanti tra loro, e con
la Grotta della Madonnina costituiscono un unico sistema carsico. I loro
ingressi, sulle pendici boscose della montagna, sono circolari, ampi dai 10
ai 15 m e distanti tra loro da 20 a 40 m.
Il sistema sotterraneo appare impostato su due fratture principali:
una verticale diretta N60°E, ed una diretta N70°W, con immersione 65°
verso S. Gli strati immergono di 50° verso 250°.
IL MERO PICCOLO (I Mero) -
Il Mero Piccolo è l'imbocco di quota più elevata del sistema. Si apre
con una grande dolina a pozzo del diametro di circa 10 m; per i primi 5 m
il pozzo attraversa un banco di brecce.
Calandosi dal punto più basso dell?orlo, si scende verticalmente per
20 m, poi il pozzo prosegue con un ripido scivolo lungo 20 m, in larghi
ambienti. Alla fine dello scivolo, a 38 m di profondità, una grande finestra
(alta 8 m e larga 4 m) immette direttamente sulle strapiombanti pareti del
Mero Grande.
GROTTA DELLA MADONNINA -
I due piccoli ingressi della Grotta della Madonnina si aprono all'interno
del Mero Piccolo.
L'imbocco più evidente è costituito da una finestra larga 1 m che
si apre in una nicchia facilmente raggiungibile (con corda), 10 m sotto
l'orlo del pozzo, sul lato NE (guardando nel pozzo, si vede l'imbocco sulla
destra). Si entra in una saletta e si avanza in una condotta alta 2-3 m che
sale a scivolo per una decina di metri, e prosegue in leggera discesa lungo
una frattura obliqua, alla cui base si trova un pozzetto cieco. Da un pilastro
di calcare bianco, chiamato "La Madonnella" dai primi esploratori, deriva
il nome più frequentemente usato per questa grotta. Dopo una ventina di
metri si arriva su un saltino di 7 m. Nella saletta alla base del salto (punto
4) venne scoperta un'anfora etrusca del VI secolo a.C., attaccata al suolo e
precisamente sotto uno stillicidio. Dalla saletta ("grotta dell'anfora") parte
uno scivolo discendente impostato sulla stessa frattura che ha generato
la prima parte della grotta, ma percorribile nel verso opposto. La stretta
frattura obliqua dopo una cinquantina di metri diviene impraticabile (-40 m
dall'imbocco del Mero Piccolo).
Dalla base del salto da 7 m è anche possibile salire leggermente in
un cunicolo fino alla base di un salto (non rilevato), che può essere risalito
per 12 m fino ad una saletta concrezionata e piena di guano ("Grotta dei
Pipistrelli"). Vicino allo sbocco del camino nella saletta si apre un pozzo
parallelo profondo 15 m, che riporta nei cunicoli sottostanti.
Il secondo ingresso della Grotta della Madonnina non è visibile dall'esterno.
Si apre anch'esso 10 m sotto l'orlo del pozzo del Mero Piccolo, in
fondo ad un terrazzino che attraversa il pozzo. E' costituito da una stretta e
bassa fessura, che immette nella saletta iniziale della grotta.
IL MERO GRANDE (II Mero) -
Il Mero Grande, la cui dolina di imbocco ha un diametro di una dozzina
di metri, occupa la posizione centrale del sistema; è profondo complessivamente
105 m, con una verticale di discesa di 86 m.
Disceso il ripido scivolo iniziale, si entra nella parte verticale del
pozzo, larga 8 m. Più in basso l'ambiente si allarga fino ad avere un'ampiezza
di più di 20 m e forma circolare. Il fondo del pozzo (18x20 m) è
costituito da un conoide detritico che da 86 m di profondità scende ripidamente
(35°) in una galleria larga 5 m, alta da 2 a 6 m e lunga 20 m, che
conduce al fondo del pozzo.
IL MERO MEDIO (III Mero) -
Il Mero Medio, il cui ingresso è posto 27 m più in basso del Mero
Piccolo, si apre con una dolina di 15 m di diametro, è profondo 56 m con
una verticale di discesa di 46 m.
Sceso l'imbuto iniziale si entra nella parte verticale del pozzo, larga
prima 8 m e che poi si amplia progressivamente verso il basso.
La base del pozzo è occupata da un imponente accumulo detritico;
dalla sommità, larga una decina di metri, il conoide può essere sceso per
una decina di metri verso NE e per una ventina verso SW, fino a raggiungere
la parete in un ambiente sovrapposto alla galleria del Mero Grande.
Il pozzo è impostato sulla frattura principale (N60°E) che ha dato
origine anche alla galleria in fondo al Mero Grande.
I due pozzi comunicano tramite una grande galleria orizzontale posta
rispettivamente 15 m sopra il fondo del Mero Medio e 40 m sopra il fondo
del Mero Grande.
NOTE IDROLOGICHE -
Nei tre pozzi è quasi assente lo scorrimento d'acqua, gli ambienti
sono asciutti anche dopo forti piogge.
Stato dell'ambiente -
I pozzi, discesi per la prima volta negli anni '20, sono molto frequentati,
con un numero complessivo di visite stimabile in oltre un migliaio. Molto
scarsa l'immondizia accumulata alla base dei pozzi, fatto che contrasta
positivamente sia con le grandi dimensioni degli imbocchi sia con la notorietà
del sito.
Note tecniche -
Mero Piccolo: P38 (corda 55 m) fino all'orlo del Mero Grande.
Mero Medio: P46 (corda 65 m).
Mero Grande : P86 (corda 100 m).
Storia delle esplorazioni -
Le grotte sono conosciute da secoli, e citate anche da autori di età
romana. Il Monte Soratte era considerato l'abitazione di Soranus, massima
divinità maschile dei Falisci; gli era consacrata una grotta dalla quale
uscivano vapori letali. Varrone, secondo quanto riporta Plinio, afferma che
"vapori mortiferi" vengono emanati dalle fessure del Monte Soratte, e
cagionano la morte agli uccelli che vi si avvicinano. Molto probabilmente si
riferiva alla nebbia che viene emanata dai Meri. (FRANCHETTI, 1932). All'interno della Grotta della Madonnina
è stato ritrovato un orcio di età preromana, che testimonia un'antica frequentazione. Le voragini
vennero esplorate completamente nel corso di sei spedizioni compiute fra il 1920 e il 1924 dal CSR (E.
Jannetta, C. Franchetti, A. Datti, P. Vacchelli, C. Caffarelli, C. Zileri dal Verme).
Itinerario -
Dal belvedere di Sant'Oreste (Piazza Italia) si imbocca la provinciale
per Ponzano (cartello turistico per i Meri e la Grotta di Santa Romana).
Dopo 1,8 km si svolta a destra in una strada sterrata (seguendo sempre
i cartelli turistici) e la si segue per circa 2 km. Quando la strada, dopo
un tratto orizzontale, comincia a risalire un dosso, si lascia la macchina
e si imbocca il sentiero sulla destra (indicato con un altro cartello; quota
200 m). Dopo 5 minuti, si lascia sulla destra il bivio per la Grotta di Santa
Romana, e si prosegue dritto, arrivando in breve presso l'evidente imbocco
del Mero Piccolo, circondato da una recinzione in legno (10 minuti di cammino).
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