Grotta naturale
Varie

Grotta Misa

  

Descrizione - dislivello: -24 m - sviluppo planimetrico: 119 m Si tratta di un inghiottitoio temporaneo a cui si accede da un portale largo 10 m e alto 3 m, ingombro di massi. Si scende per 5 m tra i massi, entrando in una sala di 10 m di diametro. La grotta è scavata nel travertino, le cui bancate sembrano inclinate di 35° verso 170°. Sulla destra della sala parte un ramo ascendente lungo circa 10 m (punto 4), interrotto da una strettoia. In fondo alla sala, un altro salto di 5 m, superabile sulla sinistra senza attrezzature, porta in una galleria meandriforme lunga circa 50 m, alta mediamente 2,5 m e con il fondo a marmitte scavato dal torrente. A metà della galleria sulla parete di destra, si può risalire un saltino di 2 m che prosegue con uno stretto cunicolo largo 40 cm e lungo 5 m, che porta ad un secondo ingresso molto stretto (40 x 50 cm, punto 11). Riprendendo la discesa della galleria principale, si arriva in breve nella sala "dei Pipistrelli Agitati" riempita da un conoide di depositi argillosi scavati alla base dal torrente. Si prosegue quindi in un basso cunicolo (alto meno di 1 m) con il fondo fangoso, che si interra progressivamente fino a diventare impraticabile dopo 10 m (punto 18). Fino a pochi anni fa questo cunicolo era superabile in quanto non completamente colmato dai sedimenti, e dava accesso alla saletta "del Guano" e ad un nuovo cunicolo basso che chiudeva in strettoia. Nel periodo invernale si avverte una corrente d?aria con flusso diretto dal secondo ingresso verso quello principale. Stato dell'ambiente - La grotta è presumibilmente nota "da sempre", ma è stata esplorata dagli archeologi negli anni '40 e dagli speleologi solo a partire dal 1975; scarsamente frequentata, ha visto un numero complessivo di visitatori probabilmente non superiore a 200. L'ambiente sotterraneo appare integro; nella galleria sono presenti resti di animali trascinati dall'acqua. Note tecniche - Non sono necessarie attrezzature. Storia delle esplorazioni - La grotta è conosciuta da sempre; nel passato venne utilizzata come riparo, come santuario e come luogo di sepoltura, ed ha fornito dati molto interessanti per quanto riguarda la ricostruzione ambientale e faunistica del territorio durante l'età del Bronzo (1600-1400 a.C.). È stata esplorata nel giugno 1947 dagli archeologi L.Cardini, E. Tongiorgi e F. Rittatore Vonwiller. Itinerario - Dalla S.S.Aurelia al km 107,5 si prende la SS 312 per Canino. Dopo 5,8 km si svolta a sinistra in direzione della Cartiera (Industria Cartaria Lucchese Ponte Sodo); la si supera e, dopo 13,1 km, si imbocca una strada a sinistra senza indicazioni, che va a Manciano (GR) e che dopo poco diventa sterrata. Dopo 5,7 km si imbocca una strada bianca a sinistra; al bivio dopo 1,9 km si prosegue dritti per circa 1 km fino ad un cancello, di solito aperto, presso il quale si lascia la macchina. Si prosegue a piedi per 200 m attraversando il prato a destra della strada, (in direzione NE) fino ad incontrare il solco del torrente che si getta nella grotta; l'imbocco è poco visibile perché nascosto dai rovi, e si trova in un terreno privato recintato.

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