La Grotta del Fauno, situata all’interno di una proprietà privata recintata, è un luogo che ancora oggi conserva ancora tutta la sua magia. La sua storia affonda le radici nell’Eneide: Virgilio narra che il re Latino si recasse nella grotta del padre Fauno, considerato il progenitore dei Latini, per consultarne l’oracolo, e ivi seppe che sua figlia Lavinia avrebbe sposato un eroe straniero (Enea). Proprio qui, tra le esalazioni sulfuree, i fedeli devoti al culto di Fauno, venivano a consultare la divinità portando animali in sacrificio. Per entrare in contatto con l’oracolo, era indispensabile osservare una particolare ritualità chiamata “oniromanzia”: gli adepti dovevano addormentarsi nell’antro della grotta, sul vello di una pecora sacrificata per tale scopo e, solo dopo essere caduti in un “sonno profondo”, ricevevano risposta in sogno direttamente dal dio alle loro domande.
Non stentiamo a credere che questi sogni “divinatori” fossero indotti dall’aria mefitica e dalle emissioni tossiche del lago: tutta l’area è avvolta in un odore di uova marce insostenibile e, nei pressi dei laghetti ribollenti e maleodoranti, l’intensità delle emanazioni gassose è in effetti molto alta e pericolosa.
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Auxilium petere ?
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