Il nome Tor di Nona deriva da un antico rudere delle mura aureliane che si trovava qui. Del rudere, che veniva chiamato Torre dell'Annona, non vi è più traccia. In questo luogo Caterina di Svezia fece costruire un teatro chiamato, appunto, Tor di Nona. Dopo incendi e demolizioni fu ricostruito nel 1795 con il nome di Teatro Apollo, tempio della lirica romana. Nel 1888, quando furono costruiti gli argini del Tevere, fu distrutto.
Al suo posto, alcuni decenni più tardi, fu eretta la fontana, a ricordo del teatro distrutto. L'acqua ricade da una valva di conchiglia in un sarcofago con incisioni verticali. Il sarcofago è ornato con una figura che forse portava una lira. Dietro la vasca-sarcofago c'è una stele decorata con le classiche simbologie teatrali: mascheroni grotteschi, una lira e corone d'alloro. In un riquadro c'è un'epigrafe dove si leggono ridondanti frasi di Fausto Salvatori e si ricordano le celebri prime di opere di Verdi.
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