La fontana del Nettuno si trova all'estremità settentrionale di piazza Navona a Roma. Nota anche, un tempo, come fontana dei Calderai, doveva tale nome al trovarsi in vicinanza dell'antico vicolo dei Calderai (o Calderari), una stradina occupata dalle botteghe di fabbri e venditori di padelle, pentole e stoviglie metalliche in genere. La vasca, di Giacomo della Porta, risale al 1575-76, mentre le sculture che la decorano furono collocate solo nel 1878, a opera degli scultori Antonio Della Bitta e Gregorio Zappalà .
Subito dopo il restauro dell'acquedotto dell'Aqua Virgo nel 1570 furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l'area dell'antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e venne di conseguenza progettata anche l'edificazione di un certo numero di fontane. Tra le prime furono commissionate da papa Gregorio XIII, nel 1574, a Giacomo Della Porta, le due poste alle estremità di piazza Navona (all'epoca 'piazza in Agone').
Prese l'attuale nome in seguito all'aggiunta dei due gruppi scultorei, Nereidi con putti e cavalli marini di Gregorio Zappalà e Nettuno lotta contro una piovra di Antonio Della Bitta, avvenuta a seguito di un concorso pubblico indetto dal Comune di Roma nel 1873[2] e voluta per creare una consonanza stilistica con le altre due fontane presenti a piazza Navona.
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