Eremo
Cultuali

Eremo San Paolo primo Eremita

  

Dopo lo scioglimento della Congregazione degli Eremiti di Monteluco avvenuta nel 1795, anche questo eremo entrò a far parte dei beni dell'ospedale di San Carlo dei Proietti o degli Esposti.

Nel Catasto Gregoriano risulta ancora di proprietà dell'Ospizio di S. Carlo di Spoleto.

Prima del 1816 era concesso a Domenico Statera, che lo restituì al vescovo Canali in quella data.
Nel 1829, quando veniva pubblicata la traduzione del Carme del Giustolo di fr. Granieri, risultava disabitato.
Nella "Relazione della visita agli Eremi di Monteluco", redatta il 2 ottobre 1856, si legge: "Fin dall'anno 1831, come leggesi nell'istrumento 18 ottobre di detto anno, l'otteneva la b. m. di Francesco Marignoli, con obbligo di restituirlo nel caso che venisse ripristinata nel Monte la Congregazione degli eremiti. Quindi il n. u. sig. Filippo Marignoli, con altro strumento del giorno 10 luglio 1852, in atto del notaro spoletino Giuseppe Galli, stipulato conforme le facoltà concesse dalla C. Cong. Di VV. RR:, ottenne la deroga alla condizione di doverlo restituire nel caso della ripristinazione delle congregazioni suddette". La prima enfiteusi fu concessa per il canone annuo di uno scudo e mezzo. La convenzione successiva, con la quale diveniva irrevocabile e fermo il diritto dei Marignoli su quel luogo, venne consentita "con la condizione di pagare al Luogo Pio degli Esposti scudi 300".
Il marchese Filippo Marignoli (1809-1898) vi fece erigere anche una chiesa in cui riposa con la moglie Emma Torelli. Ivi riposa anche il figlio marchese Francesco (1861-1909) con la moglie donna Flaminia Torlonia (1860-1918). Sulla chiesa è riportata questa iscrizione: "Su l'eremo giogo - che da Paolo protoeremita si noma questo tempietto - ad onore del serafico patriarca di Assisi, alzò ed aperse ai devoti l'anno MDCCCL - Francesco Marignoli - perché dopo il sonno della vita - v'abbiano le ceneri a riposar nel signore".
Con rogito 12 luglio 1841 in atti della Curia arcivescovile veniva concesso l'uso della chiesa per 29 anni alle religiose Maestre Pie.

La villa ha una cappella interna ornata di un affresco, La Trinità, di scuola dello Spagna
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