Elemento di Area Archeologica di Colle San Lorenzo - Lanuvio
Resti del criptoportico cd. degli Antonini legato al tempio di Giunone Sospita ed al culto del serpente. Cicerone riferisce che Lanuvio era ricco di edifici religiosi e che tra questi il principale e più celebre era senza dubbio il tempio di Giunone Sospita. Documenti e fonti archeologiche attestano, a loro volta, che Lanuvio fosse il più famoso centro del Lazio per il culto a Giunone.
Giunone, o Iun, Iuno (donna giovane) era un'antichissima divinità italica legata al ciclo lunare adorata da etruschi, sabini ed umbri. Protettrice della vita delle donne in tutti i suoi aspetti: la purezza delle fanciulle, i matrimoni, la fedeltà delle spose e il parto. Gli italici le attribuirono numerose qualità , da cui derivarono altrettanti appellativi: Iunio Moneta (colei che ammonisce), Iunio Veridica (che dice il vero), Iunio Sospita (la salvatrice) e molti altri. Il Santuario dedicato a Iunio Sospita faceva parte dell'acropoli di Lanuvio, antica città di origine etrusca, ed era formato da varie strutture monumentali. Le ricostruzioni archeologiche ipotizzano che il portico del tempio fosse a due piani, con volte rivestite di preziosi mosaici. In fondo al portico un piccolo passaggio dava accesso ai cunicoli sotterranei che conducevano alla grotta dove era custodito il serpente divino. Si narra infatti che nei sotterranei del Santuario dimorasse un serpente sacro alla Dea e che ogni anno vi si svolgesse un rito propiziatorio per ottenere un buon raccolto.
Tra i culti arcaici del Lazio quello dedicato alla dea Giunone Sospita a Lanuvio rivestiva una particolare importanza, come attestano i ritrovamenti archeologici del tempio, realizzato con grandissima cura. Del resto Lanuvio ebbe per lungo tempo un ruolo importante nell'area della cultura latina, prendendo anche parte al sodalizio della Lega Latina. Nel 338 a.C. il culto di Iuno Sospes fu introdotto ufficialmente a Roma, più o meno contestualmente alla concessione della cittadinanza romana agli abitanti di Lanuvio. Anche dopo la romanizzazione di Lanuvio il tempio rimase meta di pellegrinaggio. Dal punto di vista iconografico, come attestano le monete dell?epoca, la Giunone Sospita di Lanuvio aveva caratteristiche del tutto peculiari che la allontanavano dal modello romano che la ritraeva florida e serena (da cui l'appellativo 'giunonica'). Aveva invece un aspetto combattivo e veniva rappresentata con elmo e scudo, nell'atto di tirare la lancia, con un serpente vicino ai piedi. Anche il culto aveva caratteristiche del tutto peculiari e significative, incentrandosi sull'offerta di cibo ad un serpente che viveva in una grotta non lontana dal tempio. Il rito era talmente complesso che fu istituito, stando alle fonti, un apposito collegio sacerdotale.
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esplorativo
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4 Set 18 alle 15.01 angelo mele
17 Ott 18 alle 12.12 Marco Segnala per revisione Segnala per cancellazione
Stato
esplorativo Completo
documentativo Manca il rilievo
editoriale Proposto
11443
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