L'edificio, connesso al culto della martire di Tivoli, Sinforosa, costituisce un importante monumento dal punto di vista archeologico, architettonico e storico. Le più rilevanti fonti letterarie antiche, infatti, tra cui il Martirologio Geronimiano e la Passio Sanctae Sympherosae, ricordano il luogo di deposizione del corpo della martire e dei suoi sette figli, al IX miglio della Tiburtina, e riportano la vicenda del martirio della santa, gettata nell'Aniene in suburbano eiusdem civitatis (l'antica Tibur) sotto l'imperatore Adriano.
Menzionata negli itinerari medievali cum multis martyribus, la figura di Sinforosa rileva una spiccata devozione da parte dei pellegrini del tempo, dal momento che le sue reliquie vengono indicate tra quelle da visitare nella città di Roma.
A questa venerazione, iniziata con la pace religiosa come ha più volte sottolineato il Testini, va connessa la costruzione del complesso paleocristiano costituito da due edifici di culto di datazione e forma diversa, simmetricamente disposti rispetto al punto di tangenza delle absidi
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