Catacomba
Funerarie

Catacomba della Santa Croce

  

Il complesso funerario, che attualmente ha l'ingresso in un area privata,  fu scoperto da Joseph Wilpert alla fine del XIX secolo, ma venne esplorato sistematicamente solo nel 1951 da Antonio Ferrua, che l'ha denominata della "Santa Croce", a causa di una grande Croce rossa, databile probabilmente alla metà del IV secolo, dipinta in un'edicola, intonacata in bianco, sotto la tromba di un lucernario.

L'area precedentemente era stata utilizzata come necropoli pagana, a causa di ritrovamenti di questo tipo come epigrafi, frammenti di decorazione architettonica  e il rinvenimento di una camera semi ipogea.
Il sottosuolo invece venne sfruttato già precedentemente alla catacomba, con delle cave di pozzolana.

La piccola catacomba, che ospita un ristretto numero di sepolture, si sviluppa su due piani collegati da un grande scalone, che conduceva sino al livello della falda freatica.

Anche le pareti della scala sono occupate da sepolture. Su un arcosolio c'è un epigrafe di un Mavortius datata al 373; un altra scala porta ad un piano inferiore in pessime condizioni a causa dei danni causati dalla sottostante cava di pozzolana che ha permesso l'accesso ai lavoratori della cava stessa.

Dalle datazioni delle iscrizioni si evince che la catacomba si è sviluppata tra il secondo terzo del IV secolo e gli inizi del V secolo, con le caratteristiche di un ipogeo privato destinato ad un numero limitato di defunti.

La catacomba venne visitata da Wilpert e scavata nel 1951

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