Sotto il convento di San Cosimato passano ben quattro acquedotti. Tra questi, l’Anio vetus ha il punto di inizio dell’intero acquedotto, con il punto di prelievo dal fiume, il Caput aque per l’appunto.
Coincide con il pilone SO del ponte moderno che conduce alla diga dell’Acea, ma si trova esattamente sotto, al livello del fiume Aniene.
Gli antichi infatti, sfruttarono probabilmente una strozzatura naturale che fa il fiume in questo punto, effettuando uno sbarramento per poter far innalzare il livello dell’acqua di circa 4-5 metri.
Scendendo infatti (fare attenzione perché la discesa non è agevole e il fondo è scivoloso), guardando verso SE si può osservare la parte posteriore del piccolo tratto di condotto dove, dall’altro lato c’è il presunto Caput Acque. In genere è quasi sempre pieno di rami e arbusti incastrati a causa delle piene del fiume, tuttavia la situazione cambia di stagione in stagione, per cui abbiate sempre una torcia a portata di mano e provate ad avventurarvi.
Se non sarà possibile, si può aggirare l’ostacolo, facendo però molta attenzione. Infatti arrampicandosi alla base del pilone del moderno ponte, si può aggirare il masso dove il cunicolo è stato tagliato e, con molta accortezza ci si può affacciare per osservare il punto di presa.
Tornati sui propri passi, se si continua a costeggiare il fiume, dopo pochi metri si possono osservare dei tagli strani delle rocce. Sono i tagli nella roccia che fecero durante la costruzione dell’acquedotto che, in questo tratto passava al livello del suolo.
Ovviamente tracce di murature non sono più rimaste, tuttavia il taglio nei blocchi di roccia sono ancora ben visibili e danno idea dell’andamento del condotto.
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Auxilium petere ?
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