Condotto o speco
Idrauliche

Canale nelle mura Aureliane

  
Elemento di Acquedotto Antoniniano c.d. Alessandrino


L’acquedotto Antoniniano aveva la necessità di giungere alle Terme di Caracalla ad una quota prestabilita, al fine di garantire l'approvvigionamento idrico ‘a caduta’. Per questo, nel suo percorso verso Roma, all’attraversamento delle mura aureliane esso fu costretto a ‘bucarle’ alla massima quota di arrivo, per non perdere nemmeno un centimetro di quota oltre il necessario.
Questo attraversamento è perfettamente visibile (anche se difficile da notare) e si riduce allo stretto necessario per far passare l’acqua. E’ probabile anzi, che la luce dell’apertura fosse più piccola del necessario, per indurre un ‘effetto Venturi’, con un’accelerazione della corrente d’acqua in questo punto. C’è da considerare infatti, che il canale dell'acquedotto costituiva sempre un punto debole delle misure difensive, infatti non a caso nel 537 d.C. gli Ostrogoti di Vitige tagliarono gli acquedotti e tentarono di entrare in Roma, camminando nel canale del Vergine ormai prosciugato.
A monte di questo punto ci doveva essere un tratto un sostruzione, che è stato letteralmente smontato dopo la defunzionalizzazione dell’acquedotto, probabilmente per il riutilizzo dei mattoni, come spesso accadeva.

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