Il territorio di Manziana e di Canale Monterano era consacrato dagli Etruschi al dio dell'oltretomba Manth (in latino Mantus): da questo prendeva il nome la silva Mantiana, grande area boscosa che dominava le colline ad occidente del Lago di Bracciano, di cui il vicino Bosco Macchia Grande è l'unico settore che ancora si conserva. L'associazione tra il bosco ed il dio degli Inferi Manth derivò probabilmente dall'aspetto tetro ed impenetrabile della foresta e dalla presenza diffusa di polle di acqua sulfurea, anticamente considerate una emanazione del mondo sotterraneo.
La caldara occupa una depressione circolare, probabilmente un piccolo cratere (caldera, da cui il nome), testimonianza attuale della antica presenza del Vulcano Sabatino che 600.000 anni fa occupava tutta la fossa tettonica compresa fra i Monti della Tolfa e il Monte Soratte.
Nella caldara sono riconoscibili tre ambienti naturali distintivi: - la palude di acque sulfuree; - il boschetto di betulle; - la torbiera.
La zona centrale della caldara è occupata da una palude nella quale l'acqua gorgoglia in varie polle a seguito di emissioni gassose il cui componente principale è l'anidride carbonica. La palude si è generata in quanto sul fondo della conca si è depositato nel tempo uno spesso strato di minerali argillosi di colore tra il bianco ed il giallo che essendo impermeabili trattengono l'acqua piovana o proveniente dai ruscelli circostanti.
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