Occupazione nazista Nel settembre 1943, quando la Germania nazista invase il territorio italiano con l'Operazione Achse, queste gallerie furono occupate dalla Wehrmacht precedentemente alloggiato a Frascati, sotto la guida del Feldmaresciallo Albert Kesselring che decise di insediare qui la sede del comando supremo delle forze di occupazione tedesche, Oberkommando der Wehrmacht - Heeresgruppe C, nel dettaglio Oberbefehlshaber Süd. Qui rimasero per circa 10 mesi, potendo trarre vantaggio dal fatto che queste gallerie erano un perfetto rifugio antiaereo. Ne dettero prova il 12 maggio 1944, quando due stormi di B-17 Flying Fortress partirono da Foggia - Base di Tortorella per abbattere le gallerie e colpire le truppe tedesche che vi si nascondevano. Nonostante il massiccio bombardamento, operato con tecniche particolarmente distruttive e che hanno lasciato segni ben visibili ancora oggi sul Soratte, le gallerie subirono dei danneggiamenti parziali in aree anche vaste ma per lo più prossime agli ingressi esterni, mentre l'intero complesso ipogeo più in profondità ha perfettamente resistito sia a livello strutturale sia impiantistico garantendo la sopravvivenza alla maggior parte dei soldati tedeschi che vi trovarono rifugio. Di fatto, questo fu l'unico periodo in cui l'intera struttura venne effettivamente utilizzata e facendo riferimento ai documenti trasmessi e ricevuti il bunker fu attivo come Oberkommando der Wehrmacht (il Comando Supremo del Sud Europa della Wehrmacht) dal 13 settembre 1943 al 3 giugno 1944. Prima di abbandonare le gallerie, il Feldmaresciallo Kesselring ordinò di minare ed incendiare la struttura, ma anche in questo caso i danni alle strutture furono relativi. Una leggenda vuole che all'interno delle gallerie, lo stesso Feldmaresciallo fece nascondere una parte delle casse contenenti i lingotti dell'oro della Banca d'Italia stimata in circa 72 tonnellate ma, nonostante le numerose ricerche da parte di privati e da parte dell'Esercito Italiano, mai se ne trovò traccia. Nel dopoguerra Dopo la fine della guerra, dal 1952 al 1962, le gallerie furono nuovamente utilizzate dall'Esercito Italiano come polveriera per l'artiglieria a guardia della polveriera si trovava una guarnigione dei Granatieri di Sardegna. Più volte tra il 1947 ed il 1959 si verificarono alcuni incidenti al di fuori delle gallerie, le cui cause sono rimaste ignote; si è ipotizzato ad esempio il tentativo, da parte di alcuni sovversivi, di far esplodere la struttura o di depredare il deposito di armi. Si ritenne che la polveriera venne trasferita altrove anche per la difficoltà di controllo di assalti del genere mentre, in realtà , il Governo Italiano aveva già individuato nel sito del Soratte, a metà degli anni '60, la possibilità i realizzare una struttura per la sicurezza nazionale utile in caso di attacco nucleare sulla capitale. La polveriera ha occupato circa la metà del complesso ipogeo per un decennio e, per ovviare alla umidità naturale dell'ambiente che penetrava le volte in cemento armato venne realizzato una volta secondaria in lastre di cemento-amianto. I complessi lavori di bonifica dell'intero sito ipogeo occupati dalla polveriera del monte Soratte sono stati ultimati nel 2013.