L'ingresso è un pozzo profondo 22 m, con una sezione di imbocco di piccole dimensioni (circa 50 cm di diametro). La prima parte della grotta (fino a -90) è impostata su una frattura diretta N-S/NNESSW, che dà luogo ad una successione di pozzi a fessura, più o meno ampliati a forme fusoidi (22, 17, 9, 21 e 21 m), con la caratteristica presenza di pozzi paralleli che riconducono negli stessi ambienti. Il P22 è stretto nella prima parte e ha andamento 'a chiocciola'. Alla base (punto 5) uno stretto condotto, allargato artificialmente, lungo un paio di metri, immette su un terrazzino che si affaccia nel secondo pozzo. Il P17 è stretto e allungato lungo la frattura N-S. Alla base del successivo P9 si collegano più fusi; un foro di piccole dimensioni (punto 13) apre il successivo pozzo di 21 m, caratterizzato da stillicidio anche in estate. Dalla base del pozzo si può accedere a diversi fusi: a) un fuso alto 27 m risale fino a poco sopra la base del P9; b) due fusi formano pozzi paralleli discendenti, profondi rispettivamente 9 e 13 m, non comunicanti; il P9 è chiuso da un pavimento detritico, il P13 alla base prosegue con uno stretto meandro che diviene in breve impraticabile; c) un paio di 'oblò' permettono l'accesso alla base di altrettanti fusi, nel secondo dei quali, di piccole dimensioni, un piccolo foro a 3 m di altezza ha consentito, dopo opera di disostruzione, di entrare in un'altra serie di fusi, allineati nelle direzioni ESEWNW ed ENE-WSW, che caratterizzano anche tutto il resto della grotta (meandro). Questi fusi formano un pozzo di 21 m con un grande terrazzo a metà. Dalla base del P21 (punto 23) si scendono due pozzi in successione, profondi rispettivamente 11 e 6 m, fino ad una saletta con arrivo d'acqua da sinistra. Da qui (punto 26) al fondo (punto 141) si percorre un meandro lungo circa 350 m, dalla morfologia tipica: spesso stretto, con pareti fangose, alto generalmente 5-7 m, intervallato da numerosi salti profondi 4-6 m, percorso da un torrentello di portata molto variabile in dipendenza delle piogge, con poche affluenze. Nella parte iniziale due strettoie, originariamente impraticabili, limitano il passaggio. Oltrepassate le strettoie, due piccoli fori permettono di entrare alla base (punto 40) di un fuso alto a perdita d'occhio. Il meandro prosegue con allargamenti e restringimenti, piuttosto monotono, fino alla frana terminale (punto 141). Nel tratto iniziale si scendono numerosi salti (6, 5, 4, 7 e 6 m). Alla base dell'ultimo la via si biforca: salendo a sinistra si prosegue per la via più comoda, mentre dritto si segue la via dell'acqua (non rilevata), un po' più stretta. Sul ramo sinistro (punto 69) si scende un P10 e si entra alla base di un fuso che sale per almeno una ventina di metri. Poco più avanti, in mezzo al meandro (qui largo fino a 3 m) è poggiato un masso di piroclastite nera dalla forma caratteristica ('vaso nero'). Proseguendo si scende uno scivolo di 7 m alla cui base si ricollega la diramazione attiva. Da qui al fondo (ultimi 200 m di sviluppo planimetrico) sono stati attrezzati con corda 6 salti (6, 4, 4, 4, 7 e 4 m). In corrispondenza del terzo salto di 4 m confluisce un modesto affluente di destra. La grotta è impercorribile oltre una frana a quota -228 (punto 141). La frana terminale è posta a circa 30 m dall'esterno, proprio in corrispondenza della strada. Sia all'imbocco che in tutta la grotta è presente una forte corrente d'aria. D'estate la corrente è diretta verso il fondo, d'inverno verso l'alto. Per quanto riguarda il regime idrico, nel periodo secco il meandro è praticamente asciutto, mentre nel resto dell'anno è percorso da un torrente con portata variabile in dipendenza delle piogge.Stato dell'ambiente La grotta, esplorata a partire dal 1971, è stata scarsamente frequentata in particolare fino al 1991, quando è stata aperta la prosecuzione con azioni di disostruzione. Il numero complessivo di visitatori rimane comunque non superiore a 200 e molto più ridotto nella zona profonda caratterizzata da angusti meandri. A parte l'allargamento di alcuni condotti e le poco evidenti tracce del passaggio degli speleologi non sono segnalate alterazioni ambientali. Note tecniche DALL'INGRESSO, IL TRATTO VERTICALE: P22 d'ingresso+strettoia+P17, P9+P21, oblò, Risalita 3, oblò, P21, P11, P6 (-121). IL MEANDRO, FINO AL FONDO: Strettoie, P6, P5, P4, P7, P6, P10, P7, P6, P4, P4+4 ('Lastra Verticale'), P7, P4, frana terminale (-228). Storia delle esplorazioni Esplorata nell'autunno 1971 dallo SCR (A. Antonelli, R. Campagna, D. Lunghini), fino al vecchio fondo di '70. Nel febbraio 1975 l'ASR trovò e discese un pozzetto che conduce a -88. Successivamente, a partire dal febbraio 1991, lo SCR (G. Sterbini, Anna Pedicone Cioffi, M. Mecchia, S. Re, G. Paris, Marina Nuzzi, E. D'Alessandro, L. Ciocca, G. Ceccarelli, M. Barbati, M. Monteleone, Andrea Felici, P. Turrini, G. Barabino, Dalma Pereszlenyi, G. Polletti), dopo una lunga serie di disostruzioni durate fino al gennaio 1992 ha superato il vecchio fondo ed esplorato la grotta fino al fondo attuale (-228).
|
Auxilium petere ?
|