Grotta naturale
Varie

Abisso Erebus

  

La grotta consiste in una "spaccatura" quasi verticale (immersione SW) orientata SE-NW, priva di segni di escavazione dell'acqua. Infatti le pareti sono ricoperte da uno spesso strato di concrezione (anche un metro) che non permette di vedere l'aspetto superficiale della roccia sottostante. In particolare, ampie superfici sono ricoperte da concrezioni a cavolfiore o coralloidi, il che presuppone un intenso stillicidio ed una scarsa circolazione d'aria, ossia il contrario della situazione attuale. Si trovano anche numerose stalattiti e stalagmiti eccentriche, in gran parte secche, con chiari segni di diversi cicli di deposizione in condizioni ambientali diverse. L'attuale ciclo sembrerebbe essersi attivato da breve tempo. L'ingresso, impostato su una frattura, è lungo 2,5 m e largo 1,7 m. Sceso un saltino a cielo aperto di 4 m, si percorre uno scivolo fangoso in discesa, lungo 15 m, a cui fanno seguito un P6 ed un P11. Dalla base di quest'ultimo parte un altro scivolo fangoso che porta al vecchio fondo di -46 (punti 3-4). La larghezza della spaccatura in questa zona è compresa tra 1 e 2 m. Alla base del P11, invece di scendere il secondo scivolo si può entrare in uno stretto passaggio tra i massi di una frana verticale, oltre la quale la fessura prosegue stretta ed in leggera discesa per circa 30 m fino ad un saltino di 6 m. Qui cominciano le prime concrezioni (da -50 all'ingresso il concrezionamento è in disfacimento e coperto di terra). Un passaggio tra i massi del pavimento conduce ad un allargamento sottostante, poi un passaggio analogo porta alla zona dei Pozzi Gemelli. Qui la fessura è scendibile in tre punti diversi: i due più lontani (Pozzi Gemelli) si congiungono su due livelli e chiudono contro concrezionamento dopo circa 20 m, a 70 m di profondità (punto 6); il terzo saltino (P4) permette di raggiungere una zona in cui la spaccatura si allarga ed è possibile percorrerla su più livelli a patto di poggiare i piedi su sassi incastrati in modo precario. Per raggiungere il fondo, dopo aver percorso una decina di metri nella spaccatura si risalgono 3 m con la corda per superare un diaframma, si scende quindi dalla parte opposta un P6, e dopo una decina di metri si traversa sull'imbocco di un pozzo. Subito dopo si apre un P20 seguito da un P15 piuttosto stretto, che conducono al fondo di -115 (punto 10), anche questo tappato da concrezione. Traversando in cima al P20, si risale di 5 m fino ad una cresta fangosa. Scendendo e poi traversando per 6 m la spaccatura che va allargandosi, si raggiunge un terrazzino sospeso di massi incastrati. Da qui si scende un P20 atterrando sul fondo a -100 (punto 9), costituito da grossi massi incastrati tra i quali filtra l'aria. Le misure di quest'ultimo ambiente sono ragguardevoli rispetto ai precedenti: la spaccatura è larga 2 m, lunga 15 m, alta almeno 25 m ed inclinata di 30° rispetto alla verticale. Durante l'inverno la grotta è percorsa da una corrente d'aria in uscita, fresca nelle parti basse, calda da -30 all'ingresso. Stato dell'ambiente A partire dal 1995, anno della scoperta, la grotta è stata oggetto di diverse centinaia di visite. Nel corso delle esplorazioni sono stati effettuati modesti lavori di scavo per consentire il passaggio. Non si segnalano danneggiamenti o significative alterazioni dello stato dell'ambiente. Note tecniche Dall'ingresso al fondo principale: P4, P6, P11, passaggio stretto in frana, P6, P4 (fessura dei "Pozzi Gemelli"), Risalita 3, P6, traverso+P20, P15, fondo (-115). Storia delle esplorazioni La grotta è conosciuta da tempo fino al vecchio fondo a -46. Alcuni speleologi ritengono si tratti della Grotta II del Soratte, altri della Grotta di Gasperone; entrambe queste grotte sono state esplorate e catastate dal CSR nel 1924. I pochi scritti che le riguardano assegnano alle due grotte posizioni e descrizioni che non coincidono con l'Abisso Erebus, per cui gli esploratori hanno deciso di assegnare a questa grotta un altro nome. Il 27 agosto 1995 F. Donati ed E. Carallo con una disostruzione superano una strettoia e accedono ad una zona nuova. Fra febbraio e maggio 1996 viene completata l'esplorazione, condotta dall'ASR'86 (Donati, E. Cappa, Carallo, Annarita De Angelis, Antonella Santini, S. Soro, R. Hallgass, M. Angileri) in collaborazione con il GS CAI Roma (A. Giura Longo e Marzia Fulli). Dislivello: -115 m - Sviluppo planimetrico: 110 m

  Sono disponibili informazioni addizionali.
  Sono disponibili contenuti bibliografici.
links e media
bplinks
  Sono disponibili contenuti mediatici.
Registrati o autenticati per accedere a tutti i contenuti.





9573
newsletter
Iscriviti alla Newsletter per ricevere il calendario delle attività e le news!
ok
Inserisci il codice di 4 cifre che ti è stato inviato.
ok
 
private tours
Auxilium petere ?