Grotta naturale
Varie

Abisso di Lago San Puoto

  

L'ingresso è una grande dolina (18x12 m), con una parete verticale sul lato a monte e con alcuni alberi di alto fusto all'interno. Entrati nella dolina dalla parte a valle (punto 1) e svoltando a destra, si trova un foro (punto 4) alto 1 m e largo 3 m, con un pilastro a metà, che dà accesso ad uno scivolo sassoso e franoso lungo una quindicina di metri. Alla base dello scivolo (punto 6) si entra in un caos di massi fra i quali si arrampica in discesa, cercando il passaggio (non sempre evidente) per complessivi 45 m di dislivello; in pratica si tratta di un unico ambiente impostato su una faglia con direzione N55°E, inclinata di 70° verso SE, colmato da grandi blocchi incastrati a varie altezze e da detriti. La grotta chiude in frana (punto 17', -58). Nella parete opposta della dolina si aprono due buchi: il primo, sulla destra (punto 19), è un cunicolo che dopo pochi metri chiude con una strettissima fessura verticale. Il secondo, a sinistra (punto 22), con un basso ingresso fra i massi, dà accesso ad un ripido scivolo sassoso lungo una decina di metri, alla base del quale (punto 24) si scende in un saltino di 4 m arrivando in una sala di crollo con pianta di 8 x 7 m, anch'essa in forte discesa. In fondo alla sala un altro saltino di 3 m immette in un cunicolo e quindi in una strettoia (punto 27) fra terra e frana (-19 m). Dalla sala partono anche alcuni diverticoli ciechi. Stato dell'ambiente La grotta è nota 'da sempre' come dimostrano i frammenti di ceramica e laterizi di epoca romana rinvenuti nella dolina d'ingresso. Percorsa dagli speleologi fin dal 1959, è tuttavia raramente meta di escursioni. L'ambiente interno, un caos polveroso di massi di crollo privo di concrezioni e poco sensibile ad eventuali azioni di modificazione antropica, non presenta alterazioni morfologiche evidenti né tracce di rifiuti. Note tecniche Non sono necessarie attrezzature, anche se è utile una corda per superare piccoli salti. Tutta la grotta presenta accumuli di frana instabili. Storia delle esplorazioni Esplorata il 6 settembre 1959 dal GS Anxur. Bibliografia DOLCI, 1967; GUADAGNOLI, 1963.

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