Grotta naturale
Varie

Abisso del Vallaroce

  

La grotta si sviluppa con un primo tratto quasi verticale fino a 175, poi un meandro orizzontale lungo 70 m porta alla sala dell'Ometto. Da qui un meandro in leggera discesa, lungo 80 m, porta al Laghetto (-210). La grotta poi si approfondisce verticalmente, con una serie di salti intervallati da brevi tratti di meandro fino al fondo (-401). DALL'INGRESSO FINO ALLA SALA DELL'OMETTO (-180) La grotta inizia con un pozzo profondo 10 m, impostato su una frattura orientata N60°W; l'imbocco misura 50x80 cm, poi il pozzo si amplia progressivamente e alla base, di forma irregolare, ha dimensioni 2x3 m. Si prosegue con un passaggio basso che intercetta un salto profondo 3 m. Da qui si percorre una frattura orientata verso 250° per giungere immediatamente sopra un pozzo profondo 10 m; l'attacco è un po' stretto, il soffitto è uno strato inclinato di 10-15° verso 250°. La base è un terrazzo che si affaccia direttamente sul pozzo successivo, profondo 17 m, con sezione ellittica 2x5 m, allungata lungo la frattura N35°E, inclinata di 75° verso SE. Dalla base (punto 5) si riprende la frattura orientata verso 250°, arrivando dopo alcuni metri sopra l'imbocco di un pozzo profondo 23 m, che inizia con una fessura larga mezzo metro; si traversa raggiungendo un fuso più ampio (2x5 m), sempre impostato sulla stessa frattura. Dalla base (punto 6) si prosegue scendendo un breve scivolo (corda), poi con una brusca curva (punto 11) si svolta a sinistra (verso 300°), e dopo 2-3 m si arriva ad un pozzo di 22 m. Il tratto 6-11 si sviluppa nella stessa direzione del tratto 1-6, ma più in basso e nel verso opposto. Il P22 ha l'imbocco tipicamente stretto (30-40 cm) e si allarga subito sotto fino a 2 m; un paio di metri sopra il fondo c'è un terrazzo. Dalla base, larga 0,8 m e lunga 3-4 m, si prosegue su fessura orientata 60°, e con un passaggio lungo 3-4 m (alto 1 m e largo 0,4 m) si arriva subito alla sommità di un P21. Piccoli livelli argillosi sono frequenti in tutto questo primo tratto. L'imbocco del P21 ha una partenza in fessura (frattura orientata a 60°) ma è più largo dei precedenti; sulla destra parte una fessura (ramo a monte). Scendendo, il P21 si allarga molto; nei periodi piovosi la via di discesa è battuta da un intenso stillicidio. Subito oltre alcuni massi di crollo parte il successivo pozzo, di 25 m (pozzo Parsifal), allungato per 7-8 m nella direzione della frattura. Dalla base (-150) la grotta cambia bruscamente direzione (andando mediamente verso NNW) ed inizia il tratto di meandro più faticoso della grotta, lungo 100 m fino alla sala dell'Ometto (-180). Si inizia a percorrere il meandro nella parte alta, dove è più largo, per alcuni metri, poi si scende per 3 m in contrasto tra le pareti e si giunge alla scomoda e stretta partenza di un P7, con il frazionamento spostato in avanti, al di là di uno spigolo roccioso; alla base c'è una pozza d'acqua. Segue subito un P5 con partenza stretta; quindi si percorrono in alto alcuni metri di meandro e si scende in fessura (freccia in nerofumo), affrontando una strettoia verticale e arrivando alla sommità di un P8, anch'essa stretta. Alla base si nota un arrivo d'acqua da un buco inesplorato sulla sinistra (2-3 m più in alto), con una portata idrica simile a quella del ramo fin qui percorso; l'arrivo sembra impostato sulla stessa frattura del meandro, ma proviene dal verso opposto (cioè da 250°). Subito dopo si scende un salto di 4 m, con a lato una bella e alta colata calcitica che scende dal soffitto. Riprende quindi il meandro stretto, nel quale si passa intuitivamente negli unici passaggi che lo permettono e si giunge in breve ad una strettoia orizzontale a fessura, lunga 4 m, fastidiosa soprattutto per il trasporto dei sacchi. Dopo altri 10 m di meandro stretto, si supera una caratteristica curva a gomito e si scende sul fondo del meandro, dove scorre l'acqua. Si prosegue per 15 m di meandro, da percorrere 3-4 m sopra il fondo, quindi si supera in alto una breve frana e, ridiscesi oltre, si entra a destra in un passaggio che conduce alla sala dell'Ometto. La sala, ampia 15x5 m e alta 8-10 m, è ingombra di massi di crollo e detriti ed è completamente asciutta. Anche in questa sala è evidente la frattura orientata N70°E, sulla quale sono impostate sia una breve fessura sulla destra, sia la continuazione della grotta, a sinistra. DALLA SALA DELL'OMETTO (-180) AL FONDO (-401) Dalla sala per 80 m, fino al Laghetto (tratto 57-71), si segue la solita frattura diretta verso 250°, in leggera discesa. Oltre la sala si scende un salto di 5 m formato da massi, poi si percorre una galleria di frana inclinata, fino a giungere sul fondo del meandro, dove si ritrova l'acqua (alcuni litri al secondo nel periodo piovoso dell'aprile 98, quasi asciutto in estate). Si supera una sala con un alto camino (punto 63) e dopo una decina di metri si giunge su un saltino di 3 m, da scendere in arrampicata. Poco dopo parte un P7, oltre il quale si nota un incrocio di fratture, si entra a destra in un altro ambiente occupato da una grande pozza d'acqua (il Laghetto, punto 71), da superare in spaccata; dal fuso in alto arriva acqua. Qui si ha un nuovo cambiamento di direzione della grotta, che ora assume una direzione complessiva verso WNW per una sessantina di metri, sviluppandosi su fratture con la solita orientazione e su fratture ortogonali, e approfondendosi con brevi pozzi, fino a -245. Superata una seconda pozza, si percorrono ampi ambienti di crollo fino a giungere sopra un pozzo di 6 m, nel quale si getta a cascata l'acqua del torrente. Segue immediatamente un P7, con l'armo spostato in avanti per evitare il getto dell'acqua, come nel precedente. Dalla base del pozzo si supera una fessura lunga 3 m, poi si scende un pozzo profondo 8 m che arriva in una sala di crollo. Si prosegue seguendo l'acqua sul fondo del meandro, che diventa più stretto e più basso, occupato a varie altezze da blocchi di crollo che obbligano a qualche passaggio basso e scomodo. Superato questo tratto, lungo una quindicina di metri, si incontra un salto di 5 m. Sceso il salto, si sale una frana (-245). Da qui (punto 89) la grotta cambia ancora direzione, andando verso 70° fino al fondo. Dalla sommità della frana si ridiscende in verticale per 2 m (corda) e dopo 5 m si arriva sopra un P13. Oltrepassati i blocchi che costituiscono il fondo del pozzetto, si percorre per meno di 10 m un meandro largo 50 cm, nel quale è necessario superare in contrasto un passaggio esposto tra lisce pareti sopra la successiva verticale di 7 m. Il P7 arriva su una limpida e profonda pozza d'acqua, oltre la quale si intercetta un ampio pozzo a pianta ovoidale (5 x 7 m) profondo 42 m, che si scende dividendolo in tre tratte: Si scendono 15 m e si pendola in avanti atterrando su un comodo e largo ponte di roccia; (punto 96) si prosegue la discesa al di là del ponte per altri 15 m di verticale e si pendola verso un evidente finestra oltre la quale si scendono gli ultimi 12 m. Alla base si arriva in un'ampia sala. Qui si perde l'acqua del torrente, che scompare tra i massi. La sala è a forma triangolare di 10 m di lato ed è occupata da un ripido conoide detritico. Si sale per alcuni metri il conoide e quindi si traversa nettamente a sinistra arrivando ad una fessura, larga 40 cm e profonda 4 m. Scesa la fessura in contrasto, si percorrono alcuni metri di meandro, ingombro di massi di crollo, fino ad affacciarsi su un enorme ambiente, il più grande dell'intera grotta, largo almeno 8 m, del quale non si vede la fine ne' in altezza ne' in lunghezza. Da un terrazzino si inizia la discesa del P30 su blocchi di crollo che portano sulla verticale nella parte più ampia, mentre l'acqua percorre una fessura nascosta alla vista, larga mezzo metro. La grande sala alla base del P30 misura 8x30 m ed è interamente occupata da grandi blocchi di crollo. Si scende tra i massi tenendosi sulla sinistra, trovando su questo lato la prosecuzione più comoda, ovvero un passaggio tra i blocchi che si apre a metà sala, dove questa è meno larga; più avanti la sala si allarga, la pendenza diminuisce e si nota sulla parete opposta un abbondante arrivo d'acqua dall'alto, che si getta nel successivo P51 tramite un'apertura larga 1-2 m nella roccia viva. Dal passaggio tra blocchi inizia il P51. Si scendono circa 20 m tra grandi blocchi incastrati, spostandosi verso la parte più ampia, fino ad un piccolo ma comodo terrazzino (punto 110), da dove il pozzo assume grandi dimensioni e si scende la verticale finale di 30 m. Il fondo del pozzo è costituto da una sala ampia 15x10 m, con il pavimento quasi orizzontale costituito da detrito fine e accumuli di fango, inciso dal torrentello che attraversa la sala da parte a parte fino a scomparire in una fessura impraticabile (punto 112, fondo, -401), nella quale non si avvertono correnti d'aria; la fessura è orientata verso 70°. Sulla parete della sala, poco sopra la base, si osserva un livello argilloso spesso 20-30 cm; l'inclinazione degli strati è di 25-30° verso 260°. RAMO A MONTE Questo ramo inizia a 102 (punto 15), esattamente sopra il P21, con una stretta fessura diretta verso 170° (inclinata 55° verso E). Dopo una decina di metri angusti, in orizzontale, si scende in una piccola saletta. La prosecuzione, però, è ancora in alto, allo stesso livello del primo tratto, e ancora stretta. Dopo un'altra decina di metri nella stessa direzione si raggiunge una frattura perpendicolare (punto 114) e dopo 10 m si arriva in una saletta. Tramite uno stretto passaggio, si intercetta (punto 116) una fessura che può essere percorsa sia a destra che a sinistra, ma da entrambe le parti in breve stringe. In particolare, verso destra si raggiunge un rivolo d'acqua che scompare immediatamente in una fessura. NOTE IDROLOGICHE Alla base del secondo salto (P3) si incontra un primo scorrimento d'acqua, che sembra raccogliere le acque delle doline sovrastanti. Nel tratto iniziale la grotta è interessata da stillicidio che si raccoglie in un rivolo che dopo forti precipitazioni può anche rendere impraticabile la grotta. A circa -170, tra il P8 e il P4, un affluente da sinistra raddoppia la portata del torrentello (molto variabile, da 1 l/s nel periodo piovoso primaverile a quasi nulla nel periodo estivo). A -210, confluisce nel Laghetto un piccolo arrivo dall'alto. Lungo i tre pozzi finali alcuni arrivi d'acqua aumentano la portata del torrentello, che scompare nella fessura terminale. Stato dell'ambiente A partire dal 1977, anno della scoperta, la grotta è stata oggetto di diverse centinaia di visite. Nonostante qualche traccia di polvere di carburo esausto, alcuni rifiuti abbandonati (in particolare nella sala dell'Ometto) e i modesti interventi di disostruzione nelle strettoie del primo tratto della grotta, lo stato dell'ambiente è buono. Note tecniche DALL'INGRESSO FINO ALLA SALA DELL'OMETTO: P10 d'ingresso, P3, P10+P17, P23, Scivolo 5, P22 con imbocco stretto (-102). P21 (corda 30 m), P25, P7 con partenza stretta (corda 15 m), P5 con partenza stretta, strettoia verticale, P8 con partenza stretta (corda 15 m), P4 (corda 10 m), meandro stretto, sala dell'Ometto (- 180). DALLA SALA DELL'OMETTO AL FONDO: P5 (corda 10 m), P3 (in arrampicata), P7 (corda 10 m), il Laghetto, P6 (corda 15 m), P7 (corda 10 m), P8, P5 (corda 10 m), P2 (corda 10 m), P13, P7 (corda 15 m), P42 diviso in tre tratti (15 m poi pendolo fino a ponte di roccia, 15 m poi pendolo fino a finestra, 12 m fino alla base, corda 70 m), P4 (in arrampicata), P30 (corda 40 m), P51 (corda 70 m), fondo (-401). Storia delle esplorazioni Esplorata negli anni 1977-81 dal Tri.Ma. (A. Forte, G. De Meo, A. Petrone, D. Filosa, P. Minutillo, A. Filosa, M. Annibale, F. Cardillo, P. De Meo, G. Caso, L. Filosa)

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