Grotta naturale
Varie

Abisso dei Tre

  

L'imbocco è un foro largo 70 cm, aperto con disostruzione e generalmente ostruito dai pastori con qualche masso. Tutta la grotta è formata da una spaccatura che non raggiunge quasi mai la larghezza di 1 m (mediamente è larga 40-60 cm). La spaccatura è impostata quasi per intero su una frattura verticale un po' sinuosa, con orientazione N80°W. Il pavimento della spaccatura è sempre formato da detrito e massi di crollo. La stratificazione ha direzione N10°E e immersione 40°NW. Si scende lo scomodo pozzetto di ingresso, profondo 7 m, a cui segue immediatamente un pozzo di 26 m, che inizia con uno scivolo terroso inclinato a 45° che dopo 7 m (punto 3) immette nella verticale di discesa, larga circa 50 cm. Dalla base del P26 (punto 6) verso ovest la spaccatura chiude (punto 32) dopo una quindicina di metri. Verso est, invece, si scende arrampicando un saltino di 2 m e dopo una decina di metri si arriva alla sommità (punto 10) di un salto profondo 10 m. Alla base del salto una frana blocca il cammino. La prosecuzione si trova a metà pozzetto (punto 12), dove la spaccatura prosegue per una decina di metri fino ad una biforcazione (punto 15): proseguendo in avanti la frattura stringe (punto 29); scendendo, cioè tornando indietro nella spaccatura, ma più in basso, si arriva dopo una quindicina di metri sopra (punto 17) un saltino di 8 m (arrampicabile), in mezzo a blocchi di crollo. Da qui si inverte nuovamente la direzione di progressione e, infilandosi in un punto un po' più stretto della spaccatura, si possono scendere ancora 8 m (corda). Ora siamo al fondo della spaccatura (punto 22, -70). Proseguendo verso est, risalendo, si possono percorrere ancora una trentina di metri fino al definitivo restringimento (punto 27). Nel periodo estivo la grotta è percorsa da una corrente d'aria diretta verso l'ingresso. La grotta non sembra interessata da un consistente scorrimento idrico, che normalmente si limita a stillicidi. Stato dell'ambiente Il pozzo, il cui imbocco è stato disostruito nel 1984, è stato oggetto di un numero ridottissimo di visite, fino ad oggi probabilmente non superiore a qualche decina. Non sono presenti significative alterazioni dell'ambiente, ad eccezione del modesto allargamento dei passaggi più stretti. Per evitare cadute accidentali del bestiame, l'imbocco viene generalmente ostruito dai pastori con alcuni blocchi di pietra. Note tecniche P7 d'ingresso (corda 10 m), P26 (corda 40 m), P2 (in arrampicata), P10 solo per i primi 5 m (corda 10 m) poi si prosegue nella spaccatura fino ad una biforcazione. Scendendo, si raggiunge un P8 (arrampicabile, eventuale corda 10 m) poi un P3 (corda 5 m) e il fondo (-70). Storia delle esplorazioni La cavità fu trovata il 10 maggio 1984 da S. Graniero, P. Maiolati e P. Cipollone del CSE, che ne disostruirono l'ingresso. In una serie di uscite di quell'anno e dell'anno successivo il CSE (Cipollone, Graniero, Maiolati, T. Piacentini, C. Vallone, ed altri) riuscì a raggiungere il fondo.

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