La grotta inizia con un pozzo profondo 10 m, con imbocco a fessura di dimensioni 1x0,4 m. Dopo alcuni metri il pozzo si allarga consentendo una discesa agevole. Presso l'imbocco gli strati immergono di 20° verso 60°. Dalla base del salto, un breve passaggio stretto e un saltino di 2 m (da scendere in arrampicata) conducono ad un ambiente più largo. Da qui si scende un salto di 6 m seguito immediatamente da un pozzo profondo 24 m, che immette in una grande sala ('Lidenbrock'). Arrivati sul fondo (punto B), un'apertura fangosa a scivolo immette nel successivo P14, spesso bagnato e con stillicidio. Si atterra in una pozza d'acqua poco profonda. Si continua in discesa in un comodo meandro, largo da 1 a 3 m, si supera il 'Sassone' con un salto di 2 m (lasciando a destra una vecchia corda che risale portando a piccoli ambienti) e si arriva in fondo al meandro; si svolta a sinistra e si sale fino ad una finestra' dalla quale ci si affaccia su un nuovo meandro ad una altezza di 3 m. Si scende arrampicando sul pelo dell'acqua di un basso laghetto, lo si supera e con un 'Saliscendi' di 5 m si supera un grosso masso che ostruisce il meandro. Si è ora in ambienti molto concrezionati dove alcune possibilità di risalita conducono a finestre che affacciano su una stessa saletta. Si prosegue nel 'Canyon' in un percorso non sempre ovvio, con alcuni passaggi stretti, fino ad un pozzo (P9) che inizia stretto ed in basso porta ad ambienti larghi (3-5 m) e alti (3-4 m). L'acqua si infiltra in una stretta forra nel pavimento, mentre per proseguire è necessario risalire brevemente fino a raggiungere una stretta fessura nel pavimento ('Passaggio Sneffel), che rappresenta uno dei maggiori ostacoli all'esplorazione. Scesi 5-6 m, la fessura si allarga in un bel pozzo (complessivamente di 17 m), dalle pareti bianche, al cui fondo si atterra in un laghetto. Proseguendo nel canyon, un'altra apertura nel pavimento permette la discesa di un bel pozzo a campana (P15). Sul fondo, si lascia a destra un breve ramo laterale (ramo 'delle Pisoliti') e si prosegue nel meandro, si scende un P4, fino ad una saletta completamente allagata (è necessario indossare la muta prima della discesa, per il passaggio della condotta successiva). Dalla saletta, una piccola parte dell'acqua segue il percorso della condotta, mentre il resto prosegue per vie inaccessibili. La condotta 'Speleonautilus' è un tubo semi-allagato di 50 cm di diametro nella roccia viva, lungo una decina di metri. Alla fine si entra in un ambiente particolarmente grande, la sala 'Gemella dell'Arco Sospeso', formata da due fusi separati da un arco naturale, con un arrivo d'acqua. Si prosegue in un meandro abbastanza comodo fino ad entrare lateralmente in un bel pozzo di 17 m. Dalla sala 'Axel, alla base del pozzo, si prosegue in un meandro con forte stillicidio. Si arriva ad una strettoia selettiva che immette in un pozzo profondo 30 m, sul cui fondo (sala 'Saknussem') si può proseguire per un meandro che in breve diviene impraticabile (-175), mentre l'acqua prosegue il suo viaggio. Stato dell'ambiente La grotta, esplorata a partire dal 1988, è stata scarsamente frequentata, con un numero complessivo di visitatori probabilmente non superiore a 200. A parte alcuni lavori di disostruzione eseguiti per consentire il passaggio nei punti stretti, la grotta è integra. Note tecniche P10 d'ingresso, P6+P24, sala 'Lidenbrock', P14, (-60), il 'Sassone' (salto di 2 m), finestra+P3 (arrampicabile), il 'Saliscendi', P9 (imbocco stretto), P17 con imbocco in stretta fessura ('Passaggio Sneffel'), P15, (-108), P4 con la base allagata, condotta tubolare semi-allagata ('Speleonautilus'), P17, P30, 'fessura terminale' (-175). Storia delle esplorazioni Esplorata dall'ottobre 1988 all'ottobre 1995 dagli SR (P. Festa, S. e M. Ottalevi, S. Continenza, M. Strani, M. Spinelli, E. Centioli ed altri).
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Auxilium petere ?
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