Nel 1883, in occasione dell'apertura di via Giovanni Lanza, è stata rinvenuta, a poca distanza dalla chiesa di S. Martino ai Monti, parte di una domus di età costantiniana con una cappella domestica (larario) e un mitreo.
Il larario era costituito da un'edicola nella quale erano conservate una statua di Fortuna e diciassette busti e statuette di altre divinità domestiche.
Una scala situata accanto alla cappella scendeva a un ambiente sotterraneo, più antico del resto della domus, trasformato in mitreo nell'ultima fase di vita della casa. Si tratta di un piccolo vano con pareti in opera reticolata, che conservava ancora al loro posto vari elementi della suppellettile cultuale del santuario.
In due nicchie ai piedi della scala vi erano le statuette dei due portatori di fiaccola Cautes e Cautopates. Su una mensola, al lato dell'ingresso, vi era un rilievo marmoreo con la scena di Mitra che sacrifica il toro sacro (Mitra tauroctono). In alcune cavità ricavate nei muri erano sistemate delle lucerne e i resti di sette torce rituali, simbolo dei sette gradi dell?iniziazione mitraica.
L'altare del santuario era costituito da un capitello ionico capovolto.
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Auxilium petere ?
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