Gabi (in lingua latina Gabii) fu una città del Latium vetus, posta al XII miglio della via Prenestina, che collegava Roma a Præneste,[1] e che secondo Dionigi di Alicarnasso faceva parte della Lega Latina. Oggi è un sito archeologico nella città metropolitana di Roma Capitale. Le sue cave fornivano un'eccellente pietra da costruzione, il lapis gabinus per la vicina Roma. Secondo la tradizione fu il luogo dove Romolo e Remo sarebbero stati educati e sarebbe stata loro insegnata la scrittura.
A Gabi si rifugiò Tarquinio il Superbo, quando fu espulso dall'Urbe dai cittadini in rivolta che avevano decretato la fine della monarchia e l'esilio perpetuo della gens dei Tarquini e dei loro sostenitori.
La città accolse Sesto Tarquinio come finto disertore in fuga dal padre Tarquinio il Superbo, e venne quindi conquistata con l'inganno.[4][5] Un trattato fra Roma e Gabi, scritto su una pelle di bue che copriva uno scudo, era conservato nel Tempio di Quirino. Già in epoca repubblicana iniziò a decadere e, nei primi anni dell'età imperiale, la città era ormai ridotta ad un semplice villaggio.
Posizione di Gabi nel Latium vetus. Artemide detta "Diana di Gabi", copia del I sec.d.C. di originale greco, rinvenuta a Gabi da G. Hamilton nel 1792 e ora conservata nel Museo del Louvre Gabi rappresenta il vertice antico di un triangolo con ai lati le cittadine di Tibur (Tivoli), Præneste (Palestrina) e Collatia, che nel periodo antico ebbero notevole sviluppo e grande importanza nelle vicende storiche e politiche del Lazio in forza della posizione strategica sulle arterie di collegamento dei percorsi commerciali tra l'Etruria e la Campania. Le comunità erano legate tra loro da parentele, guidate da capi guerrieri e sacerdoti, vivevano in capanne ed in alcuni periodi dell'anno lavoravano la ceramica. Tra il IX secolo a.C. e VIII secolo a.C. in queste comunità egualitarie ebbero luogo delle trasformazioni sociali, che portarono alla costituzione di un sistema sociale di tipo gentilizio-clientelare con la formazione di centri protourbani, anticipatori di quelli urbani propri del territorio laziale latino. Gabi potrebbe essere la città natale del poeta Tibullo.
L'esistenza di una diocesi di Gabi, attestata ancora nel tardo IX secolo, che presupponeva un nucleo abitato necessariamente di una certa entità , è indice della prosecuzione della vita nell'antico centro.
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