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Trento, emerge una necropoli longobarda con 13 sepolture
- di angelo mele
- 13 Ott 2018 alle 12.14
Cronache Archeologiche Ritrovamenti Scavi Archeologici
Nel corso delle operazioni di indagini archeologiche preliminari alla realizzazione dell'ampliamento del Museo nazionale storico degli Alpini, che sorge sull'area già occupata dalla polveriera fortificata austro-ungarica, è emersa una necropoli di epoca longobarda con 13 sepolture, sia di adulti che di bambini, con oggetti di corredo di notevole prestigio.
Spiegano gli esperti: “Le strutture funerarie sono piuttosto semplici essendo costituite da fosse semplici perimetrate con pietre. I corredi funerari, non presenti in tutte le tombe, sono rappresentati da parti del vestiario (ad esempio elementi di cintura), da armi come la spada o il pugnale e da altri elementi come uno spillone o un pettine in ossoâ€.
“Le strutture tombali - si legge in una nota - si collocano nella parte più alta di un deposito archeologico di eccezionale interesse, ancora in corso di scavo, caratterizzato dalla presenza di resti strutturali dell’età del Bronzo recente e finale, dell'età del Rame e del Neolitico che nel loro insieme coprono l'arco cronologico compreso tra il V e il I millennio a.Câ€.
Si tratta dunque di ritrovamenti molto importanti, che rappresentano un ulteriore tassello in grado di fornire una nuova lettura della storia e delle vicissitudini di questa area.
L'indagine archeologica è coordinata scientificamente dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza provinciale per i Beni culturali e condotta sul campo da Cora Società Archeologica; alla documentazione delle sepolture con tecniche fotografiche 3D ha collaborato la Fondazione Bruno Kessler.
Spiegano gli esperti: “Le strutture funerarie sono piuttosto semplici essendo costituite da fosse semplici perimetrate con pietre. I corredi funerari, non presenti in tutte le tombe, sono rappresentati da parti del vestiario (ad esempio elementi di cintura), da armi come la spada o il pugnale e da altri elementi come uno spillone o un pettine in ossoâ€.
“Le strutture tombali - si legge in una nota - si collocano nella parte più alta di un deposito archeologico di eccezionale interesse, ancora in corso di scavo, caratterizzato dalla presenza di resti strutturali dell’età del Bronzo recente e finale, dell'età del Rame e del Neolitico che nel loro insieme coprono l'arco cronologico compreso tra il V e il I millennio a.Câ€.
Si tratta dunque di ritrovamenti molto importanti, che rappresentano un ulteriore tassello in grado di fornire una nuova lettura della storia e delle vicissitudini di questa area.
L'indagine archeologica è coordinata scientificamente dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza provinciale per i Beni culturali e condotta sul campo da Cora Società Archeologica; alla documentazione delle sepolture con tecniche fotografiche 3D ha collaborato la Fondazione Bruno Kessler.
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