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Iraq, la siccità svela un palazzo di 3.400 anni fa di un misterioso impero: “Una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi decenni”

  • di Kyoko Mino
  • 30 Giu 2019 alle 20.19

Focus Cronache archeologiche Ritrovamenti Iraq

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Un palazzo di 3.400 ani fa è emerso da una riserva nella regione del Kurdistan dell’Iraq dopo l’abbassamento dei livelli d’acqua a causa della siccità. La scoperta delle rovine della riserva della Diga di Mosul, costruita negli anni ’80 sulle sponde del fiume Tigri, ha ispirato uno scavo archeologico naturale che migliorerà la comprensione dell’Impero di Mitanni, uno degli imperi dell’Antico Medio Oriente meno studiato, ha detto in un comunicato stampo un team congiunto di ricercatori curdo-tedeschi. “La scoperta è una delle scoperte archeologiche più importanti dell’area degli ultimi decenni”, ha affermato l’archeologo curdo Hasan Ahmed Qasim.
In origine, il palazzo avrebbe dovuto sorgere su un altopiano che si affacciava sulla valle del Tigri, a circa 20 metri dal fiume. Una parete in mattoni di argilla è stata poi integrata per stabilizzare l’edificio sul terreno inclinato della valle, aggiungendosi all’imponente architettura, come potete vedere dalle foto contenute nella gallery scorrevole in alto a corredo dell’articolo. Ivana Puljiz, archeologa dell’Institute for Ancient Near Eastern Studies dell’Università di Tubinga, descrive il palazzo, conosciuto come il Kemune, come un edificio scrupolosamente progettato con pareti di mattoni di argilla con uno spessore fino a 2 metri. Alcune pareti sono alte più di 2 metri e varie stanze hanno pareti intonacate, ha aggiunto Puljiz. Il palazzo, conservato fino ad un’altezza di 7 metri, si estende per almeno 1850m².
Una vista aerea del nuovo sito archeologico, che trovate nel video in fondo all’articolo, lascia intravedere la facciata del palazzo, ma al suo interno i ricercatori hanno fatto scoperte ancora più interessanti. Gli scavi hanno svelato una serie di stanze di cui finora sono state esplorate 8. Il team ha scoperto anche dipinti sulle pareti nelle sfumature di rosso e blu, che probabilmente erano una caratteristica comune dei palazzi dell’epoca ma che raramente sono stati ritrovati preservati. Sono stati trovati anche grandi mattoni in cotto che erano utilizzati come solaio in alcune parti del palazzo. “Scoprire dipinti murali nel Kemure è un colpo archeologico. Il Kemure è solo il secondo sito nell’area dove sono stati scoperti dipinti murali del periodo dei Mitanni”, ha scritto Puljiz alla CNN. Il palazzo è stato utilizzato per molto tempo con due fasi di occupazione chiaramente identificabili, secondo Puljiz.
Sono state scoperte anche 10 tavolette di argilla coperte in cuneiforme, un antico sistema di scrittura, e sono state inviate in Germania per la traduzione. “Dai testi speriamo di trarre informazioni sulla struttura interna dell’Impero di Mitanni, sulla sua organizzazione economica e sulla relazione della capitale di Mitanni con i centri amministrativi delle regioni vicine. Le informazioni sui palazzi del periodo dei Mitanni finora sono disponibili solo da Tell Brak in Siria e dalle città di Nuzi e Alalakh, entrambe localizzate nella periferia dell’impero. Persino la capitale dell’Impero di Mitanni non è stata identificata senza alcun dubbio”, ha dichiarato l’esperta.
Gli archeologi sono venuti per la prima volta a conoscenza del sito nel 2010 quando i livelli d’acqua della riserva erano bassi, ma questa è la prima volta in cui sono stati in grado di scavare, approfittando della mancanza di pioggia e della necessità di rilasciare l’acqua dalla riserva per attenuare le condizioni di siccità. Tuttavia, il sito è stato sommerso poco dopo lo scavo, ha spiegato l’esperta, aggiungendo che “non è chiaro quando riemergerà”.
L’impero di Mitanni
Il comunicato stampa dei ricercatori spiega che l’Impero dei Mitanni copriva l’area dalla costa orientale del Mediterraneo all’est dell’attuale Iraq settentrionale dal XV secolo alla metà del XIV secolo a.C. Il cuore dell’impero si trovava in quella che oggi è la Siria nordorientale, dove si trovava probabilmente anche la sua capitale Washukanni. I testi cuneiformi dal sito di Tell el-Amarna nell’attuale Egitto mostrano che i re dei Mitanni interagivano alla pari dei faraoni egizi e dei re degli Hatti e della Babilonia. Per esempio, è noto che il re dei Mittani Tushratta abbia dato la figlia in sposa al faraone Amenofi III. I Mittani persero la loro importanza politica intorno al 1350 a.C. I suoi territori finirono sotto il controllo degli imperi vicini degli Ittiti e degli Assiri. La cultura dei Mittani è nota per le sue ceramiche dipinte. La loro cospicua presenza permette agli archeologi di datare i siti in cui vengono trovati tali recipienti al tempo dell’Impero dei Mittani.

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